HANNO la forma di orologi. Di braccialetti da mettere al polso. O di occhiali da inforcare. Quello dei wearable device, piccoli computer da portare sul corpo, è un mercato in rapida espansione, su cui puntano forte colossi come Google (Glass), Samsung (Gear) e Nike (Fuelband). Il passo successivo? Indossarli, proprio come vestiti: "I nostri si possono anche mettere in lavatrice", dice il 50enne Davide Viganò. Nell'aspetto i calzini di Heapsylon, la startup che ha fondato, non sono diversi da tradizionali calze da ginnastica. Molto più intelligenti, in realtà. Con sensori in grado di analizzare il modo in cui il piede appoggia a terra. E suggerire, a chi corre o cammina, di correggere l'andatura per evitare infortuni.
FOTO / Le meraviglie della tecnologia 'wearable'
Finanziati con una campagna di crowdfunding su Indiegogo, i primi saranno distribuiti a marzo. "Chiedevamo 80mila dollari, ne abbiamo raccolti 115mila vendendone 750 paia", racconta Viganò. Il successo ha attirato le attenzioni della rivista Time, che ha dedicato un articolo a Sensoria, la tecnologia brevettata da Heapsylon. Startup americana di passaporto, gli uffici sono a Seattle, ma italiana nel Dna. Davide Viganò l'ha fondata tre anni fa, dopo una carriera in Microsoft conclusa come responsabile dei prodotti healthcare. Ed è proprio negli uffici della multinazionale che ha incontrato i suoi attuali soci: il torinese Maurizio Macagno lavorava nel settore videogiochi, il salernitano Mario Esposito si occupava di sensori. "L'idea è sua - racconta Vigano - gli è venuta in una caffetteria". Del cappuccino rovesciato sulle caviglie, il calore che sale lungo la gamba: perché non progettare un calzino in grado di sentire?
Ci sono voluti mesi per metterlo a punto. Fatto per intero di materiali tessili, è testato sulla pelle e lavabile. Un circuito, lo diventa attraverso una particolare lavorazione chimica, per cui Heapsylon ha depositato una richiesta di brevetto. Così come per la cavigliera, di plastica flessibile, che si attacca con dei magneti alla calza. I rilevatori al suo interno raccolgono i classici dati di cui si nutrono i corridori, come metri e dislivello percorsi. Ma anche quelli che provengono dalla pianta e che rivelano in che punti il piede riceve maggiori sollecitazioni. Tramite Bluetooth il pacchetto completo viene inviato allo smartphone dove un'applicazione, un allenatore virtuale, suggerisce il ritmo da tenere o come correggere la corsa.
Utile sia per i runner professionisti che per i corridori della domenica. E, aggiunge Viganò, anche in ambito sanitario: "Penso al piede diabetico, il disturbo per cui i diabetici perdono la sensibilità alle estremità. Così anche una piccola ferita, non curata, rischia di degenerare in ulcera". La prima causa di amputazioni nel mondo. "Il nostro sensore può monitorare la pressione sulla pianta, sostituendo di fatto la sensazione di dolore". Mentre per gli anziani può funzionare come un rilevatore di cadute, impostato per lanciare un segnale di allarme ai familiari.
Finora Heapsylon ha raccolto circa un milione di dollari da investitori privati, tra cui il fondatore di Mind The Bridge Marco Marinucci. I legami con l'Italia però sono anche nello sviluppo e nella produzione. Il calzino sarà realizzato da un'azienda di Brescia. Una maglietta intelligente (per signore in versione body), capace di monitorare il battito cardiaco e le calorie consumate, è stata progettata insieme a Comftech, startup nata al Politecnico di Milano. "Ma in futuro non saremo noi di Heapsylon a produrre gli smart clothes", conclude Viganò. "Quello che vogliamo fare è vendere la nostra tecnologia con un kit di sviluppo aperto: fornire la piattaforma software e i sensori, in modo che chiunque possa integrarli in un indumento e creare la relativa applicazione". I "pacchetti" in vendita sono cinquanta, a mille dollari l'uno. Non di più, per ora, per riuscire ad assicurare la necessaria assistenza tecnica a chi li acquista. Poi toccherà alla comunità degli sviluppatori pensare a quali atleti, dai ciclisti ai giocatori di golf, possano servire dei calzini smart. O quali altri abiti rendere intelligenti.
@filipposantelli
FOTO / Le meraviglie della tecnologia 'wearable'
Finanziati con una campagna di crowdfunding su Indiegogo, i primi saranno distribuiti a marzo. "Chiedevamo 80mila dollari, ne abbiamo raccolti 115mila vendendone 750 paia", racconta Viganò. Il successo ha attirato le attenzioni della rivista Time, che ha dedicato un articolo a Sensoria, la tecnologia brevettata da Heapsylon. Startup americana di passaporto, gli uffici sono a Seattle, ma italiana nel Dna. Davide Viganò l'ha fondata tre anni fa, dopo una carriera in Microsoft conclusa come responsabile dei prodotti healthcare. Ed è proprio negli uffici della multinazionale che ha incontrato i suoi attuali soci: il torinese Maurizio Macagno lavorava nel settore videogiochi, il salernitano Mario Esposito si occupava di sensori. "L'idea è sua - racconta Vigano - gli è venuta in una caffetteria". Del cappuccino rovesciato sulle caviglie, il calore che sale lungo la gamba: perché non progettare un calzino in grado di sentire?
Ci sono voluti mesi per metterlo a punto. Fatto per intero di materiali tessili, è testato sulla pelle e lavabile. Un circuito, lo diventa attraverso una particolare lavorazione chimica, per cui Heapsylon ha depositato una richiesta di brevetto. Così come per la cavigliera, di plastica flessibile, che si attacca con dei magneti alla calza. I rilevatori al suo interno raccolgono i classici dati di cui si nutrono i corridori, come metri e dislivello percorsi. Ma anche quelli che provengono dalla pianta e che rivelano in che punti il piede riceve maggiori sollecitazioni. Tramite Bluetooth il pacchetto completo viene inviato allo smartphone dove un'applicazione, un allenatore virtuale, suggerisce il ritmo da tenere o come correggere la corsa.
Utile sia per i runner professionisti che per i corridori della domenica. E, aggiunge Viganò, anche in ambito sanitario: "Penso al piede diabetico, il disturbo per cui i diabetici perdono la sensibilità alle estremità. Così anche una piccola ferita, non curata, rischia di degenerare in ulcera". La prima causa di amputazioni nel mondo. "Il nostro sensore può monitorare la pressione sulla pianta, sostituendo di fatto la sensazione di dolore". Mentre per gli anziani può funzionare come un rilevatore di cadute, impostato per lanciare un segnale di allarme ai familiari.
Finora Heapsylon ha raccolto circa un milione di dollari da investitori privati, tra cui il fondatore di Mind The Bridge Marco Marinucci. I legami con l'Italia però sono anche nello sviluppo e nella produzione. Il calzino sarà realizzato da un'azienda di Brescia. Una maglietta intelligente (per signore in versione body), capace di monitorare il battito cardiaco e le calorie consumate, è stata progettata insieme a Comftech, startup nata al Politecnico di Milano. "Ma in futuro non saremo noi di Heapsylon a produrre gli smart clothes", conclude Viganò. "Quello che vogliamo fare è vendere la nostra tecnologia con un kit di sviluppo aperto: fornire la piattaforma software e i sensori, in modo che chiunque possa integrarli in un indumento e creare la relativa applicazione". I "pacchetti" in vendita sono cinquanta, a mille dollari l'uno. Non di più, per ora, per riuscire ad assicurare la necessaria assistenza tecnica a chi li acquista. Poi toccherà alla comunità degli sviluppatori pensare a quali atleti, dai ciclisti ai giocatori di golf, possano servire dei calzini smart. O quali altri abiti rendere intelligenti.
@filipposantelli