Startup Stories

Nelle università a spiegare come si fa una startup

Seconda edizione di "Revolutionary Road", organizzata da Microsoft insieme alla Fondazione Cariplo e all'incubatore Fondazione Filarete. Con un focus dedicato all'universo imprenditoriale femminile e un altro al Sud

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UNA SCUOLA itinerante di imprenditoria digitale. Incontri nelle università, per far capire agli studenti che fare startup può essere un'opportunità. E seminari mirati con esperti del settore, per insegnare a chi già ha deciso di provarci come mettere a punto un'idea di business vincente. È il programma della startup school "Revolutionary Road", organizzata per il secondo anno da Microsoft insieme alla Fondazione Cariplo e alla Fondazione Filarete, incubatore milanese specializzato nel trasformare le ricerche accademiche in aziende.

L'anno scorso l'iniziativa ha raggiunto oltre 20mila ragazzi italiani, 2mila e 500 dei quali portati in classe a seguire dei workshop gratuiti. Numeri che dovrebbero crescere nel 2014, aiutando fino a 400 startup a muovere i primi passi. "Il programma ha una struttura a imbuto", spiega Silvia Candiani, responsabile Marketing e Operations di Microsoft Italia. Il primo capitolo, l'infarinatura, è a disposizione di tutti i giovani partecipanti su una piattaforma online. Ai veri e propri seminari prende posto invece chi ha già un'idea da sviluppare ma non ancora le competenze per farlo: "Durano due o tre giorni - continua Candiani - si parla di come elaborare il business plan, come organizzare il marketing, ma anche degli aspetti più tecnici". A ospitarli sono incubatori e partner dell'iniziativa, che fanno salire in cattedra i loro mentori: oltre alla Fondazione Filarete, l'I3P del Politecnico di Torino, il PoliHub del Politecnico di Milano,  TechGarage e InnovAction Lab.

Al termine del percorso i ragazzi sono in grado di avviare l'azienda. E le più promettenti possono conquistare l'accesso a BizSpark, l'iniziativa globale di Microsoft che mette a loro disposizione tecnologie e infrastrutture tecniche all'avanguardia, utili a crescere e ottenere visibilità. Nel 2013, la startup school ha aiutato circa 80 imprese innovative a lanciarsi. Come Actions, una app creata dai grafici 30enni Cristiano Troffei e Enrico Cirone che trasforma l'iPad in una sorta di telecomando, con cui gestire in maniera rapida e intuitiva i programmi sul computer. O B10nix, azienda creata da tre ingegneri del Politecnico di Milano che sviluppa software e hardware per l'interazione tra uomo e macchina, con un'attenzione particolare per i disabili. O ancora Leevia, piattaforma di charity crowdfunding che permette alle grandi società di sponsorizzare dei progetti di beneficenza.

L'edizione 2014 di "Revolutionary Road" avrà due focus particolari. Uno sulle ragazze, ancora una minoranza nelle facoltà tecniche e scientifiche, che avranno l'occasione di confrontarsi con delle imprenditrici digitali di successo. E uno sul Meridione, i cui studenti verranno coinvolti con l'aiuto delle università locali e di Italia Camp, associazione che sostiene l'innovazione sociale molto attiva tra Puglia e Sicilia. "Credo che il dialogo tra profit e non profit possa produrre risultati concreti in termini di occupazione giovanile e di creazione di impresa ad alta intensità di ricerca", commenta Mariella Enoc, presidente della Fondazione Filarete e vicepresidente di Fondazione Cariplo.