Startup Stories

Remidi T8, con il guanto hi-tech la mano diventa strumento musicale

Un ingegnere-dj e un suo amico-collega hanno dato vita a un dispositivo smart che permette di suonare praticamente ovunque; basta il tocco delle dita. Grazie a un tessuto tecnologico, a speciali sensori e a un bracciale che converte gli impulsi in suoni, il guanto è pronto per rivoluzionare non solo il mondo della musica. Nato a Torino, sviluppato a Lisbona, realizzato in Texas: così in meno di due anni la startup italiana pluripremiata ha conquistato due continenti

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Anche un gesto tra i più semplici e, a volte, involontari può diventare innovativo. Capita quotidianamente a tutti di picchiettare le dita sul tavolo, su una superficie, sul proprio corpo. Per qualcuno, poi, è un istinto irrefrenabile; pensiamo a un musicista, a un compositore, a un semplice appassionato che sta imparando a suonare: gli viene in mente un motivo, prova a simularne l'esecuzione con le dita, ma se non ha la possibilità di provarlo immediatamente o di segnarsi le note, forse non lo ricorderà più, perdendolo per sempre. Tra poco questo potrebbe essere solo un ricordo, grazie a Remidi T8, il guanto intelligente che trasforma la mano in un vero e proprio strumento musicale, l'ultima frontiera delle tecnologie wearable.
 
Il segreto è nel tessuto. Sono tre gli elementi che animano questo oggetto rivoluzionario: un bracciale, un connettore magnetico e, ovviamente, un guanto hi-tech. Grazie al tessuto 'smart' con cui è costruito e agli otto sensori di pressione al suo interno (5 sui polpastrelli e 3 sul palmo), Remidi T8 è in grado di trasformare in musica qualsiasi cosa tocchi; quando, infatti, i sensori toccano una superficie trasmettono segnali che vengono immediatamente decifrati come sequenze di suoni e note.

Ma è nel bracciale che è custodito il cervello del prodotto: un display elettronico con una serie di comandi e tre controlli basici da usare per interagire con il suo software. Tramite il connettore magnetico gli impulsi arrivano al polso di chi indossa il guanto, vengono elaborati e inviati (attraverso wi-fi o bluetooth) al computer, allo smartphone o al tablet su cui è installato il software e trasformati in file MIDI (un codice tipico per i file musicali che viene letto dai più comuni programmi e dispositivi per fare musica, a livello professionale e no). La musica è solo l'inizio. Ma questo è solo il primo prototipo di Remidi perché, grazie all'encoder (una piccola rotella montata sul bracciale) e a differenti tipi di guanto, per materiale e quantità di sensori, ci si può teoricamente muovere tra tutte le serie di note, gli stili musicali, i ritmi e le melodie; in maniera pressoché infinita. Un oggetto che, per queste sue caratteristiche, si presta a diversi utilizzi e si rivolge a un pubblico vario: compositori, musicisti, dj sono quelli per cui è stato pensato Remidi.
Ma le applicazioni in futuro potrebbero allargarsi ad ambiti molto diversi tra loro: dalla didattica alla medicina, dal gaming allo spettacolo. Teoricamente ognuno potrebbe avere il suo guanto, realizzato su misura, progettato per essere usato nel suo lavoro, con caratteristiche particolari e specifiche per l'uso che se ne dovrà fare.

Remidi T8, il guanto che trasforma tutto in musica

Da Torino al sogno "a stelle e strisce". L'idea è venuta a due giovani ingegneri torinesi amici di vecchia data, Andrea Baldereschi e Andrea Bulgarelli, che dopo aver girovagato per l'Europa sono ora approdati in America per dare forma definitiva al loro progetto. Il primo Andrea ha alle spalle anche un passato da Dj professionista; perciò un giorno inizia a pensare al modo di rendere il suo lavoro e soprattutto le sue performance più innovative e dinamiche; contatta l'altro Andrea per illustrargli l'idea del guanto smart e decidono di scommetterci su. Siamo a fine 2014 e, per loro, sta iniziando un percorso che in pochi mesi cambierà le proprie vite.
 
Un successo immediato. Il primo prototipo di Remidi T8 viene selezionato da GoBeyond, uno tra i contest per startup più importanti in Italia, arrivando tra i finalisti. Nel giro di un anno sono già a Lisbona per iniziare il processo di accelerazione. Parallelamente ottengono un finanziamento da 50mila euro nell'ambito del Premio Gaetano Marzotto 2015, dedicato alle imprese innovative. Il loro progetto inizia a farsi conoscere anche oltreoceano e, con il prototipo avanzato in mano, i due Andrea vengono contattati da TechStars, un programma di accelerazione con più sedi negli Stati Uniti. Prima d'inseguire il sogno a stelle e strisce, però, coinvolgono altri tre soci: i due torinesi Marco Casolati e Alberto Forneris e l'americano Mark Demay, profondo conoscitore del mercato musicale statunitense. Da Austin, in Texas, a febbraio 2016 parte la campagna di crowdfunding su Kickstarter e in pochi giorni viene letteralmente abbattuto il primo obiettivo di 50mila dollari, attirando l'attenzione di oltre 200 investitori (oggi siamo già oltre quota 130mila dollari e 530 soggetti finanziatori).
E il giorno in cui Remidi T8 vedrà concretamente la luce si avvicina; i primi pezzi potrebbero essere consegnati già a partire dall'autunno di quest'anno; a un prezzo decisamente abbordabile (si parla di 350 dollari). Dopodiché la 'solita musica' diventerà solo un ricordo del passato.