Startup Stories

Finanziamento da 6,5 milioni e shopping in Francia, ora BeMyEye è leader in Europa

La startup italiana offre alle grandi imprese rilevazioni di mercato in crowdsourcing, affidandole alla rete di 250 mila persone che hanno scaricato la sua app. Ha clienti come Barilla, Nestlè e Procter & Gamble, e si è appena comprata la concorrente francese LocalEyes

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Le vendite di Natale, per un produttore di giocattoli, sono tutto. Durante le scorse festività una grande società italiana voleva verificare che i suoi best seller fossero disposti nei negozi con buona visibilità e il giusto prezzo. In centinaia di centri commerciali in tutto il Paese. BeMyEye ha garantito il sondaggio in due giorni, di fatto in tempo reale. Si può, quando hai una rete di oltre 200mila "occhi". Così la startup chiama le persone che scaricano la sua app, accettano un compito, come fotografare con lo smartphone lo scaffale di un supermercato o rilevare un prezzo, e a missione compiuta vengono ricompensati con una somma in denaro, in media attorno ai 5 euro. Ennesimo caso di gig economy, l'economia "dei lavoretti" per non professionisti resa famosa da Uber, questa volta applicata alle esigenze della grande distribuzione. Che ha permesso alla startup italiana, fondata nel 2011 da Gian Luca Petrelli, di conquistare decine di clienti del calibro di Barilla, Procter & Gamble, Heineken, Auchan, Conad e Coop, dioventando l'operatore di riferimento in Italia e Francia. Oggi BeMyEye annuncia la chiusura di un round di finanziamento da 6,5 milioni di euro, con investitori italiani (P101 e 360 Capital Partners) e stranieri (Nauta Capital). E l'acquisizione di uno dei suoi concorrenti europei, la francese LocalEyes. 

Una rarità nel mondo delle nostre aziende innovative. Che di solito, più che predatori, finiscono prede degli operatori stranieri che vogliono entrare sul mercato italiano. "Per noi è stato il contrario", riconosce Luca Pagano, 42 anni, una carriera nel marketing digitale, amministratore delegato della società dallo scorso anno. "I nostri clienti sono grandi aziende multinazionali, che hanno bisogno di un partner del loro livello. Noi siamo riusciti a costruirci una forte presenza internazionale". Anche LocalEyes cresceva veloce, ma a confronto era più giovane, attiva solo in Francia e con dirigenti di minore esperienza. Così BeMyEye è riuscita a comprarla attraverso uno scambio di azioni, senza sborsare denaro contante. Si arricchisce dei suoi "occhi", portando il totale della suo forza lavoro in crowdsourcing a quota 250mila persone. E ne integrerà il personale, fondatori compresi, aggiungendo a quello di Milano, dove già lavorano 25 ingegneri, un secondo centro di sviluppo a Parigi. 

Squadre che si allargheranno ancora, anticipa Pagano. Il primo obiettivo dell'aumento di capitale infatti è un'ulteriore evoluzione tecnologica. "Per le aziende - spiega il manager da Londra, dove l'azienda ha piazzato il suo quartier generale - contano velocità, capillarità e accuratezza delle informazioni". Già oggi, su campagne che prevedono migliaia di rilevazioni, BeMyEye garantisce dal 50 al 60% dei dati nelle prime 24 ore. Dai compiti più semplici a quelli complessi, come rivelare l'interesse dei negozianti verso un nuovo prodotto. Di recente gli "eye" hanno sondato la disponibilità di centinaia di tabaccai a vendere un nuovo gratta e vinci. Uno su tre ha dato l'assenso a essere contattato dall'aziena produttrice, efficacia dieci volte superiore a quella delle campagne via telefono. "Vogliamo incrementare ancora il livello di coinvolgimento e la reattività dei collaboratori, esaltandone l'aspetto ludico delle missioni", spiega Pagano. Uno dei fattori che convincono le persone a partecipare infatti è proprio questo aspetto di gioco, oltre alle ricompensa in denaro: "Un bel modo di guadagnare lavorando per qualche ora al giorno, quando e come vogliono. Alcuni "occhi" hanno raccolto diverse migliaia di euro". Nessun problema normativo, la prestazione è svolta in totale autonomia. Almeno per il monento: la regolamentazione legale dei qeusta "on-demand economy" è un tema incandescente e in rapida evoluzione.

L'altro terreno di espansione è quello geografico. La startup è già leader in Italia e Francia, entro l'anno punta a consolidare la propria presenza anche in Regno Unito e Spagna, per poi allargarsi al resto d'Europa. Una posizione di forza che le permetterebbe di contrastare operatori americani come Quri, stesso modello di business, che ha già raccolto oltre 30 milioni di dollari di finanziamenti, 17 solo lo scorso ottobre, e potrebbe prima o poi espandersi da questa parte dell'Atlantico. Il fatturato di BeMyEye nel 2016 dovrebbe raddoppiare, scollinando oltre i dieci milioni di euro. Il business è già profittevole nei mercati più "vecchi", e a fine anno dovrebbe diventarlo nel suo complesso. "Ci sono poi enoromi opportunità nei Paesi emergenti, dove la visibilità per le imprese sui propri prodotti è minima, quasi inesistente". Pagano cita la Cina, l'India, la Nigeria e il Brasile: per attaccarli ci sarà bisogno di un ulteriore round di finanziamento rispetto a quello, tutto sommato contenuto per una startup internazionale, chiuso oggi: "La somma è anche superiore a quella che cercavamo, ci basta per oltre un anno", risponde il manager. "Ma non è escluso che, se la crescita sarà più veloce dl previsto, proveremo a raccogliere altri capitali".

@filipposantelli