Non c'è dubbio che l'Inter sia diversa, rinfrancata e rigenerata rispetto all'anno scorso. Non c'è dubbio che molti meriti siano di Mazzarri, che ha saputo dare equilibrio, forza, determinazione e gioco ad un gruppo che aveva perso i suoi riferimenti. Perdere, com'era successo spesso nel campionato passato, ti abitua a pensare in piccolo, ti abitua a credere che non ci si può sottrarre al destino. Invece Mazzarri ha ricostruito l'Inter nella testa: dandole fiducia e organizzazione mentale. Eccola la differenza. Ma non è questa la notizia di Inter-Juve, anche se è evidente che chi parte da più sotto finisce per vedere tutto colorato o comunque tendente al bello. La partita di San Siro ha detto che l'Inter è diversa e più organizzata, ma ha detto soprattutto che la Juve c'è, è sempre la stessa, anzi ha addirittura qualcosa in più del passato. Provate a guardare la classifica evitando di fermarvi semplicemente ai punti. La Juve, è vero, ne ha sette, ma con due trasferte - una in casa della Sampdoria e una appunto in casa dell'Inter, da tutti elogiata - e una partita in casa contro la Lazio. Insomma, sono sette punti pesantissimi e che hanno detto, anzi confermato, che la squadra bianconera ha classe e tanta, tantissima, energia.
La Juve ha pareggiato infatti una partita che quasi tutti, dopo il gol di Icardi, avrebbero perso. E non per via dei fantasmi del passato, visto che proprio Icardi l'anno scorso con una doppietta affondò la Juve, ma perché andare sotto contro l'Inter - pardon, contro Mazzarri - a un quarto d'ora dalla fine può essere per moltissimi fatale. Già, contro una squadra allenata da Mazzarri, uno che non ti concede un centimetro e un sospiro, la Juve ha invece trovato immediatamente il gol del pareggio e per due volte nel finale la possibilità di vincere la partita. Clamoroso è stato l'errore sottoporta di Isla, che ha avuto sul piede il pallone del 2-1. Insomma, se l'Inter esce promossa dalla partita, la Juve esce a testa altissima da una sfida che dal punto di vista psicologico e per come si erano messe le cose poteva essere veramente dura da recuperare. Recuperata invece con un gol stupendo di Vidal, sempre più uomo squadra. La sua bravura non è tanto nel diagonale con cui ha battuto Handanovic, quanto nel tocco di esterno con cui si è spostato il pallone in area, preparandosi per il tiro. Concentrazione e tecnica, il cocktail ancora una volta della Juve.
In serata il Napoli si è preso però meritatamente il primo posto, centrando la terza vittoria consecutiva. Il Napoli non avrà incantato, ma ha dimostrato ancora una volta di avere le idee chiare. E Benitez ha prima provato, giustamente, a risparmiare alcuni dei titolari, per poi metterli in campo al momento opportuno. Decisivo è stato Higuain, che dimostra di partita in partita di avere tutte le qualità, e tutta la freddezza, per far dimenticare in fretta Cavani. Cavani chi?, sembrano già chiedersi al San Paolo, ammirati da una squadra che sembra davvero pronta per puntare ai massimi traguardi. E aspetta una risposta già per domenica prossima, quando avrà a far visita al Milan di Balotelli. Già, Balotelli. Un suo rigore ci ha dato in settimana la qualificazione ai Mondiali. Un suo rigore ha messo al riparo la panchina di Allegri. Su quel tiro si sono smorzate, affievolite, mille polemiche. Pensate che settimana sarebbe stata dopo appena tre giornate...
La Juve ha pareggiato infatti una partita che quasi tutti, dopo il gol di Icardi, avrebbero perso. E non per via dei fantasmi del passato, visto che proprio Icardi l'anno scorso con una doppietta affondò la Juve, ma perché andare sotto contro l'Inter - pardon, contro Mazzarri - a un quarto d'ora dalla fine può essere per moltissimi fatale. Già, contro una squadra allenata da Mazzarri, uno che non ti concede un centimetro e un sospiro, la Juve ha invece trovato immediatamente il gol del pareggio e per due volte nel finale la possibilità di vincere la partita. Clamoroso è stato l'errore sottoporta di Isla, che ha avuto sul piede il pallone del 2-1. Insomma, se l'Inter esce promossa dalla partita, la Juve esce a testa altissima da una sfida che dal punto di vista psicologico e per come si erano messe le cose poteva essere veramente dura da recuperare. Recuperata invece con un gol stupendo di Vidal, sempre più uomo squadra. La sua bravura non è tanto nel diagonale con cui ha battuto Handanovic, quanto nel tocco di esterno con cui si è spostato il pallone in area, preparandosi per il tiro. Concentrazione e tecnica, il cocktail ancora una volta della Juve.
In serata il Napoli si è preso però meritatamente il primo posto, centrando la terza vittoria consecutiva. Il Napoli non avrà incantato, ma ha dimostrato ancora una volta di avere le idee chiare. E Benitez ha prima provato, giustamente, a risparmiare alcuni dei titolari, per poi metterli in campo al momento opportuno. Decisivo è stato Higuain, che dimostra di partita in partita di avere tutte le qualità, e tutta la freddezza, per far dimenticare in fretta Cavani. Cavani chi?, sembrano già chiedersi al San Paolo, ammirati da una squadra che sembra davvero pronta per puntare ai massimi traguardi. E aspetta una risposta già per domenica prossima, quando avrà a far visita al Milan di Balotelli. Già, Balotelli. Un suo rigore ci ha dato in settimana la qualificazione ai Mondiali. Un suo rigore ha messo al riparo la panchina di Allegri. Su quel tiro si sono smorzate, affievolite, mille polemiche. Pensate che settimana sarebbe stata dopo appena tre giornate...