Tre squadre in fuga, l'alta classifica si va delineando e forse non è prematuro dire che Juve, Napoli e Roma si dividano - in percentuali che ognuno può definire - il 99 per cento delle possibilità, con un uno per cento da lasciare a una possibile, e al momento remota, sorpresa. Certo è che se il sabato di campionato è stato segnato dalla folgorante vittoria della Roma a San Siro, la domenica della serie A ha detto che le due favorite "ufficiali" hanno risposto nel migliore dei modi. Il Napoli aveva sicuramente il compito più facile della giornata, in casa contro il Livorno, ma l'autorevolezza, la scioltezza, con cui ha risposto la squadra di Benitez è la garanzia migliore per gli azzurri. I quattro gol non lasciano dubbi e sono lì a testimoniare la forza di un gruppo che è capace anche di rimettersi subito in piedi dopo l'amarezza in Champions League.
Una risposta chiara è arrivata in questo senso anche dalla Juve, che ha superato lo scoglio più difficile, anche per come si era messa la partita col Milan. Andare in svantaggio dopo pochi attimi, poteva essere pericolosissimo per il contraccolpo psicologico e per come si poteva modellare tatticamente la partita. La Juve è invece rimasta tranquilla ed è riuscita a ribaltare una situazione che si poteva fare molto complicata, con una prodezza di Giovinco che ha dato ragione alle intuizioni di Conte. Su quel gol, sulla prodezza del piccolo fantasista, si è sciolto il Milan, con Mexes che ha prima rischiato e poi si è beccato il cartellino rosso. Un Milan che si è sganciato clamorosamente dalla vetta della classifica. Sì, perché come dicevamo ci sono adesso tre squadre in fuga, che hanno già scavato un solco piuttosto profondo con la concorrenza.
E se Juve e Napoli continuano a a sembrare complessivamente più attrezzate, e comunque partono dalla posizione di classifica dello scorso anno che le riconosce il ruolo di candidate ufficiali allo scudetto, la Roma può mettere sul piatto della bilancia il vantaggio di non avere ulteriori impegni europei. Insomma, dopo appena sette giornate il campionato sembra aver già impresso una prima svolta. Un tecnico italiano, Conte, uno spagnolo, Benitez, un francese, Garcia: il campionato ha un sapore internazionale.
Una risposta chiara è arrivata in questo senso anche dalla Juve, che ha superato lo scoglio più difficile, anche per come si era messa la partita col Milan. Andare in svantaggio dopo pochi attimi, poteva essere pericolosissimo per il contraccolpo psicologico e per come si poteva modellare tatticamente la partita. La Juve è invece rimasta tranquilla ed è riuscita a ribaltare una situazione che si poteva fare molto complicata, con una prodezza di Giovinco che ha dato ragione alle intuizioni di Conte. Su quel gol, sulla prodezza del piccolo fantasista, si è sciolto il Milan, con Mexes che ha prima rischiato e poi si è beccato il cartellino rosso. Un Milan che si è sganciato clamorosamente dalla vetta della classifica. Sì, perché come dicevamo ci sono adesso tre squadre in fuga, che hanno già scavato un solco piuttosto profondo con la concorrenza.
E se Juve e Napoli continuano a a sembrare complessivamente più attrezzate, e comunque partono dalla posizione di classifica dello scorso anno che le riconosce il ruolo di candidate ufficiali allo scudetto, la Roma può mettere sul piatto della bilancia il vantaggio di non avere ulteriori impegni europei. Insomma, dopo appena sette giornate il campionato sembra aver già impresso una prima svolta. Un tecnico italiano, Conte, uno spagnolo, Benitez, un francese, Garcia: il campionato ha un sapore internazionale.