Chissà quando impareremo la lezione e ci renderemo conto che le partite vanno sempre affrontate con il massimo impegno, con il piglio giusto. Non è neanche una questione di obiettivi. Noi ne avevamo uno fondamentale - guadagnarci il ruolo di testa di serie al Mondiale - l'Armenia sapeva di non poter chiedere nulla a questa partita. Solo che, come spesso accade, come spesso ci accade, quando tutto ci sembra facile, finiamo per perderci, aspettando così che il risultato arrivi per definizione. E invece il risultato stavolta non è arrivato: l'Italia è andata due volte in svantaggio con l'Armenia e al massimo è stata capace di recuperare. Ma ciò che colpisce è che alla fine sono stati i nostri avversari a provarci, gli azzurri sono rimasti lì, con la stessa marcia, con lo stesso ritmo. Certo, non è il caso di fare processi, di esagerare con le critiche con una squadra che comunque ha centrato la qualificazione con largo anticipo. Però è innegabile che Prandelli dovrà lavorare sulla testa, e non solo, di questa Italia. Ed è importante che il campionato offra indicazioni importanti.
Già, torna infatti un campionato che potrà essere molto utile per verificare, controllare, lo stato di grazia di Francesco Totti, che potrebbe offrire un contributo tecnico e di personalità. Torna un campionato che al di là di un Roma-Napoli capace di mettere di fronte i due protagonisti del primo gol azzurro, costruito sull'asse Insigne-Florenzi, dicevamo un campionato che riserverà altre emozioni nella sfida tra Fiorentina e Juve e la possibilità di aggiungere altre certezze al pieno rientro di Giuseppe Rossi, che serve molto a questa squadra. Perché non si può pensare, e non è giusto, che tutto il peso dell'attacco sia su Balotelli. Ma è anche un campionato, quello che bussa alla porta, che ci aiuterà a tenere alta la tensione e ci confermerà che solo attraverso la competitività si può pensare di andare avanti. E al di là del ruolo di testa di serie, permetterà all'Italia di presentarsi al Mondiale da protagonista. Cosa che succederà, su cui non abbiamo troppi dubbi, perché la prima vera grande avversaria dell'Italia è proprio l'Italia. E' storia, e la storia si è ripetuta anche con l'Armenia: quando pensiamo che tutto sia facile, sia troppo facile, finiamo per perderci e per scivolare su qualche buccia di banana. Ma al Mondiale, per di più in Brasile, non avrebbe senso presentarsi, neppure per dieci minuti, con la superficialità che ha accompagnato per lunghi tratti l'Italia con l'Armenia.
Già, torna infatti un campionato che potrà essere molto utile per verificare, controllare, lo stato di grazia di Francesco Totti, che potrebbe offrire un contributo tecnico e di personalità. Torna un campionato che al di là di un Roma-Napoli capace di mettere di fronte i due protagonisti del primo gol azzurro, costruito sull'asse Insigne-Florenzi, dicevamo un campionato che riserverà altre emozioni nella sfida tra Fiorentina e Juve e la possibilità di aggiungere altre certezze al pieno rientro di Giuseppe Rossi, che serve molto a questa squadra. Perché non si può pensare, e non è giusto, che tutto il peso dell'attacco sia su Balotelli. Ma è anche un campionato, quello che bussa alla porta, che ci aiuterà a tenere alta la tensione e ci confermerà che solo attraverso la competitività si può pensare di andare avanti. E al di là del ruolo di testa di serie, permetterà all'Italia di presentarsi al Mondiale da protagonista. Cosa che succederà, su cui non abbiamo troppi dubbi, perché la prima vera grande avversaria dell'Italia è proprio l'Italia. E' storia, e la storia si è ripetuta anche con l'Armenia: quando pensiamo che tutto sia facile, sia troppo facile, finiamo per perderci e per scivolare su qualche buccia di banana. Ma al Mondiale, per di più in Brasile, non avrebbe senso presentarsi, neppure per dieci minuti, con la superficialità che ha accompagnato per lunghi tratti l'Italia con l'Armenia.