Si è fermata la corsa della Roma, si è interrotto il record comunque fantastico delle dieci vittorie consecutive iniziali. Non ce l'hanno fatta i giallorossi, dopo aver fissato il primato italiano a centrare anche quello europeo. Complimenti dunque al Torino, la prima squadra ad essere riuscita ad imporre il pareggio alla squadra di Garcia. Già, il pareggio. Proprio il modo con cui il Torino ha giustamente festeggiato il pareggio con la Roma offre la misura di quanto sia grande il rispetto che in questo momento c'è per la capolista. Per una squadra che resta in vantaggio di tre punti sulla concorrenza e domenica vuole, come ha detto De Rossi, "mangiare punti sulla concorrenza". Approfittando dello scontro diretto tra Juventus e Napoli.
A fermare la Roma, a stoppare l'imbattibilità di De Sanctis, è stato tra l'altro proprio un ex giallorosso, Cerci, che è passato per la sua vecchia squadra prima di diventare a suon di prestazioni, a suon di accelerazioni, uno dei calciatori più importanti del campionato italiano. Uno capace di mettere il motorino e, come è successo stavolta, di bruciare sul tempo i difensori avversari. Resta però, dopo il gol dell'1-1, la rabbiosa reazione della Roma, che nell'ultima mezzora ha chiuso nella propria metà campo il Torino. Una prova di maturità, di forza, di entusiasmo, di autostima, che da anni - probabilmente dai tempi di Spalletti - non si vedeva alla Roma. Una squadra che si è dovuta presentare all'inizio senza Totti, senza Gervinho, senza Castan e che nel corso della partita ha perso anche Benatia. Basterebbe questo, l'elenco delle assenze e degli infortunati, per dare il senso della forza attuale della Roma. Che ha lasciato Torino con una punta di amarezza per aver interrotto il suo incredibile record, ma ancora più rinfrancata nelle convinzioni più profonde. E' un pareggio che il Torino ha festeggiato come una vittoria. E' un pareggio che alla Roma permette comunque di mantenere tre punti di vantaggio, cioè una vittoria, su chi insegue.
A fermare la Roma, a stoppare l'imbattibilità di De Sanctis, è stato tra l'altro proprio un ex giallorosso, Cerci, che è passato per la sua vecchia squadra prima di diventare a suon di prestazioni, a suon di accelerazioni, uno dei calciatori più importanti del campionato italiano. Uno capace di mettere il motorino e, come è successo stavolta, di bruciare sul tempo i difensori avversari. Resta però, dopo il gol dell'1-1, la rabbiosa reazione della Roma, che nell'ultima mezzora ha chiuso nella propria metà campo il Torino. Una prova di maturità, di forza, di entusiasmo, di autostima, che da anni - probabilmente dai tempi di Spalletti - non si vedeva alla Roma. Una squadra che si è dovuta presentare all'inizio senza Totti, senza Gervinho, senza Castan e che nel corso della partita ha perso anche Benatia. Basterebbe questo, l'elenco delle assenze e degli infortunati, per dare il senso della forza attuale della Roma. Che ha lasciato Torino con una punta di amarezza per aver interrotto il suo incredibile record, ma ancora più rinfrancata nelle convinzioni più profonde. E' un pareggio che il Torino ha festeggiato come una vittoria. E' un pareggio che alla Roma permette comunque di mantenere tre punti di vantaggio, cioè una vittoria, su chi insegue.