E così adesso è tutto chiaro. O almeno è chiaro che le nostre tre squadre impegnate in Champions dovranno aspettare l'ultimo turno, con un diverso coefficiente di difficoltà, per conoscere il loro destino in Europa. E se l'impegno più facile, alla portata, sembra quello del Milan, a cui basterà pareggiare in casa con l'Ajax; se il compito oggettivamente più complicato toccherà invece al Napoli, costretto probabilmente a dover battere l'Arsenal con tre gol di scarto; è in una posizione intermedia la Juventus. Avrà due risultati su tre a disposizione, ma in trasferta e su un campo tradizionalmente molto caldo come quello del Galatasaray. E proprio l'ambiente, terribilmente caldo, sarà forse l'ostacolo più duro, perché sul piano tecnico i bianconeri hanno di più, parecchio di più. Di sicuro Conte non potrà che aver apprezzato la professionalità di Ancelotti e del Real Madrid che, in dieci, hanno comunque travolto i turchi. Ecco, quello è il metro: in 10 contro 11, il Real ha spazzato via un avversario che ha tenerezze e punti deboli evidenti.
Il resto però dovrà farlo la Juventus, che ha giocato una partita d'attacco e neppure dopo il pareggio del Copenaghen ha provato un attimo di spavento. Sono subito ripartiti i bianconeri, chiudendo il cerchio con il secondo rigore di Vidal, poi capace di chiudere il tris con uno splendido colpo di testa. Eccolo, Vidal. In una squadra di grandi giocatori, lui (insieme a Pirlo, uno da Pallone d'Oro) è forse il più importante. Perché, parere strettamente personale, è anche tra i primi tre giocatori più importanti della intera serie A. Un combattente, capace di fare il difensore ad altissimi livelli, come è successo pochi giorni fa a Livorno, capace di fare il centrocampista, nel senso pieno della parola, capace di andare anche personalmente a rete. E se è vero, come detto, che due gol sono arrivati su rigore, è altrettanto vero che i rigori - tanto più così importanti e significativi - bisogna avere il cuore e il piede per trasformarli. Insomma, complimenti alla Juve e a Vidal, uno che - cresta a parte - si fa notare per la sua ''normalità'' di campione in qualsiasi ruolo.
Il resto però dovrà farlo la Juventus, che ha giocato una partita d'attacco e neppure dopo il pareggio del Copenaghen ha provato un attimo di spavento. Sono subito ripartiti i bianconeri, chiudendo il cerchio con il secondo rigore di Vidal, poi capace di chiudere il tris con uno splendido colpo di testa. Eccolo, Vidal. In una squadra di grandi giocatori, lui (insieme a Pirlo, uno da Pallone d'Oro) è forse il più importante. Perché, parere strettamente personale, è anche tra i primi tre giocatori più importanti della intera serie A. Un combattente, capace di fare il difensore ad altissimi livelli, come è successo pochi giorni fa a Livorno, capace di fare il centrocampista, nel senso pieno della parola, capace di andare anche personalmente a rete. E se è vero, come detto, che due gol sono arrivati su rigore, è altrettanto vero che i rigori - tanto più così importanti e significativi - bisogna avere il cuore e il piede per trasformarli. Insomma, complimenti alla Juve e a Vidal, uno che - cresta a parte - si fa notare per la sua ''normalità'' di campione in qualsiasi ruolo.