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Senza una vera grande l'Italia deve fare attenzione

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Avranno ragione, apparentemente, tutti. Quelli che diranno: l'Italia è capitata nel girone più duro. Quelli che avranno pronta l'obiezione: no, l'Inghilterra è solo sulla carta un'avversaria difficile. La verità, la personale verità, è che l'Italia dovrà fare molta attenzione, perché non ha purtroppo una grande avversaria. Come? In che senso? Sarebbe stato meglio avere una grande avversaria? Sì, molto meglio una rivale di livello e un girone maggiormente 'spezzato', magari con una una delle favorite e però due rivali evidentemente più deboli. Parliamoci chiaro: l'Italia sembra, anzi è sicuramente, la più forte del girone. Perché l'Uruguay a parte la coppia Cavani-Suarez in attacco non è che faccia sognare e l'Inghilterra ha difficoltà enormi per trovare un portiere all'altezza e non ha giocatori che 'spingano' dietro ai soliti senatori. Dunque l'Italia è la squadra più forte, ma non è nettamente più forte di tutte e due le squadre avversarie. Il che la costringerà a giocare due autentici spareggi, senza poter minimamente pensare di sbagliare. La sensazione è che il Costarica sia destinato a chiudere probabilmente a zero punti. Il che vuol dire che nelle partite tra le altre tre pretendenti bisognerà davvero fare il massimo, perché un inciampo può essere fatale.

Insomma l'Italia non ha troppi motivi per fare festa anche se, al momento dell'estrazione dell'Inghilterra, si sarebbe potuto rischiare di trasformare l'avvio del Mondiale in un pieno di preoccupazioni. Poteva capitare la Francia, poteva capitare il Portogallo, che sulla carta è anche peggio dell'Inghiterra, non fosse altro perché dall'altra parte c'è Cristiano Ronaldo. Dunque, un sorteggio che può consolarci solo per il fatto che, per una decisione astrusa, siamo stati catapultati in una fascia che non ci sarebbe dovuta appartenere e quel punto - paradossalmente - poteva andare ulteriormente peggio. Il colpo di teatro finale della Fifa, che ha finito per penalizzare ancora di più la nostra squadra, con una composizione cervellotica delle fasce e una sorpresa finale. Resta da chiedersi, e qualcuno dovrebbe spiegarlo in maniera convincente a tutti noi, che senso ha considerare teste di serie la Colombia, la Svizzera o il Belgio e non l'Italia, appunto, ma anche la Francia o l'Olanda. Un'assurdità, condita, ripetiamo, dallo spostamento di un'europea in un gruppo che non doveva essere il suo. Quella squadra è stata l'Italia e qualcuno si sarebbe dovuto far sentire (urlando a gran voce) per evitare, o almeno contestare preventivamente, un epilogo del genere.

Insomma, è finita così. Con l'Italia che deve essere giustamente arrabbiata, con un gruppo soltanto altrettanto complicato (quello di Spagna, Olanda, Cile e Australia) con qualcuno che può sorridere a trentadue denti. La Francia di Platini, che dopo una qualificazione  discussa e in extremis, si ritrova, grazie alla trovata finale, nel girone più facile. Pazzesco, no?