ROMA - Non è un calcio per giovani. O forse è semplicemente merito di chi ha qualche anno di più ma conferma di essere sempre sulla breccia. Già, perchè a giudicare dalla prima giornata del nuovo anno, quella che ha introdotto il nuovo anno, viene da dire e da pensare che l'esperienza, diciamo così, conta molto di più dall'entusiasmo. Certo è che mentre fatica ad affermarsi la linea verde - e Berardi e Zaza sono un'eccezione - tornano d'attualità, sempre più di attualità, quelli che invece hanno qualche anno in più. Prendete il caso di Gilardino, che con i suoi gol sta portando in alto il Genoa e si sta prenotando un futuro di carriera ben remunerato da un'altra parte del mondo.
Prendete il caso di Amauri che, appena si parla di un suo possibile trasferimento, torna a far gol con il Parma. Dopo aver colpito una traversa con un tiro forte e addirittura troppo preciso. Prendete il caso, addirittura emblematico, di Toni, che con i suoi gol sta trascinando sempre più in alto il Verona. Una seconda, anzi una terza giovinezza, con un obiettivo - il Mondiale - che sembrava soltanto una provocazione ed invece è adesso lì, a portata di mano. Perchè bisognerebbe togliere la speranza a chi, a suon di prodezze, sta dimostrando, anzi confermando, di essere ancora un protagonista? E poi Klose, che è praticamente sparito per tutto il 2013 e al battesimo del nuovo anno ha dimostrato di avere ancora tanto da dare.
Formidabile il gol, per intuito e per freschezza, con cui ha battuto l'Inter e regalato una gioia a Reja.
Insomma il calcio italiano, e chissà se è una buona notizia, è ancora saldamente in mano a quelli che sono stati protagonisti negli anni passati. A quelli, come Toni o Gilardino, che hanno già vinto un Mondiale otto anni fa e sono sempre lì, in primissima fila. A quelli, come Totti, che giustamente sono sempre in copertina e a cui è difficile pensare di poter rinunciare nell'appuntamento più importante, tra qualche mese in Brasile. Tutti d'altronde sono con la testa già lì. Ed è bello, ma fa anche pensare, che il Milan affidi la sua rinascita a Kakà. Due gol d'autore per rilanciare i rossoneri. Come se il tempo non sia mai passato. Come se il tempo si sia fermato. E' una bella notizia per il campionato italiano? E' lecito avere qualche dubbio.
Prendete il caso di Amauri che, appena si parla di un suo possibile trasferimento, torna a far gol con il Parma. Dopo aver colpito una traversa con un tiro forte e addirittura troppo preciso. Prendete il caso, addirittura emblematico, di Toni, che con i suoi gol sta trascinando sempre più in alto il Verona. Una seconda, anzi una terza giovinezza, con un obiettivo - il Mondiale - che sembrava soltanto una provocazione ed invece è adesso lì, a portata di mano. Perchè bisognerebbe togliere la speranza a chi, a suon di prodezze, sta dimostrando, anzi confermando, di essere ancora un protagonista? E poi Klose, che è praticamente sparito per tutto il 2013 e al battesimo del nuovo anno ha dimostrato di avere ancora tanto da dare.
Formidabile il gol, per intuito e per freschezza, con cui ha battuto l'Inter e regalato una gioia a Reja.
Insomma il calcio italiano, e chissà se è una buona notizia, è ancora saldamente in mano a quelli che sono stati protagonisti negli anni passati. A quelli, come Toni o Gilardino, che hanno già vinto un Mondiale otto anni fa e sono sempre lì, in primissima fila. A quelli, come Totti, che giustamente sono sempre in copertina e a cui è difficile pensare di poter rinunciare nell'appuntamento più importante, tra qualche mese in Brasile. Tutti d'altronde sono con la testa già lì. Ed è bello, ma fa anche pensare, che il Milan affidi la sua rinascita a Kakà. Due gol d'autore per rilanciare i rossoneri. Come se il tempo non sia mai passato. Come se il tempo si sia fermato. E' una bella notizia per il campionato italiano? E' lecito avere qualche dubbio.