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La Germania nella storia: prima europea a vincere in America

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Alla fine ha vinto la Germania. Un successo sicuramente meritato per tutto quello che è stato mostrato e dimostrato in un Mondiale tiratissimo, fatto di continui strappi e un Mondiale che, anche per questo, non poteva essere deciso nei novanta minuti finali. C'è voluta un'appendice per arrivare al verdetto finale, c'è voluto il gol di Goetze ai supplementari, in un torneo che passerà alla storia per lo spettacolo, per alcuni gol d'autore, per il fallimento del Brasile, per le eliminazioni anticipate di Spagna e Italia, per un gioco che - si può dire - non ha mai deluso, ha confermato di essere continuamente in evoluzione. E' stato un calcio, quello visto in Brasile, che si è giocato ad alti livelli fisici, con una intensità a tratti formidabile. Il binomio a volte perfetto di quantità e qualità. E' stato così per la Germania, che ha mantenuto uno standard di alto profilo per tutto il torneo, con una squadra che da Neuer a Muller ha mantenuto una qualità media di grande profilo. Una squadra, in questo senso, senza punti deboli e dunque giustamente Campione.

Così però anche l'Argentina, che ha rinnegato il calcio fatto di accelerazioni ed estri, per diventare molto più continuo, più rotondo, un calcio mai al servizio assoluto di Messi, ma piuttosto uniformato al grande carattere di Mascherano. Insomma, è stata una degnissima finale e lo 0-0 al termine dei tempi regolamentari non deve trarre in inganno, perché era impossibile pensare che qualcuno desse vantaggi. E in occasioni come queste contava la saggezza molto più dell'intraprendenza. Ma qualcosa si è capito, si era capito, di fronte alle insistite e insistenti occasioni che sono capitate sui piedi degli argentini. Prima Messi, poi Higuain, quindi Palacio nei supplementari hanno avuto il pallone per chiudere la pratica. Clamorosa, in particolare, la chance per l'interista, che si è presentato davanti a Neuer con tutta la porta spalancata. Bastava accarezzarlo, quel pallone, invece di accompagnarlo con uno colpo un po' sbilenco, di stinco piuttosto che di collo. Triste presagio della rete decisiva segnata dalla Germania alla prima, vera, occasione: il gol decisivo l'ha segnato Goetze, con una rete alla... Messi, il grande assente di questa finale: stop di petto e tiro incrociato senza far toccare il pallone a terra.

E' finita così, con la Germania che ha compiuto l'impresa storica, prima volta assoluta, di un'europea che è andata a vincere in America. Un finale comunque annunciato, che ha premiato la squadra più forte. Con il giocatore più forte. Neuer, uno che meriterebbe il Pallone d'Oro. Perché di gol, in questo Mondiale, ne ha segnati addirittura più di Muller con le sue straordinarie parate. E' stato lui il Messi di questo Mondiale.