Balotelli se ne va, con la sua fiammante Ferrari rossa, e l'ultima cosa che avrei pensato di scrivere è che il calcio italiano è sicuramente più povero. Per anni ho sentito dire di SuperMario che si trattava di uno dei più grandi attaccanti del Mondo, da inserire addirittura nella lista dei migliori cinque. Lui al pari dei più forti, di quelli capaci di risolvere da soli una partita. Nell'ultimo anno, poi, nell'anno di avvicinamento al Mondiale, se ne sono dette di tutti i colori: che Balotelli rappresentava la grande speranza italiana di vincere il torneo. Sì, SuperMario era l'unico capace di farci sognare la Coppa. Noi al centro del campo, in un mare di coriandoli azzurri, a festeggiare il trionfo di Prandelli. E' stata una fatica resistere a tutti quegli elogi sfrenati e senza senso, anche perché bastava manifestare qualche dubbio e si alzava quasi un senso di fastidio. Come se tutti volessero dire: ma come non si fa a comprendere un fenomeno come Balotelli? Il Mondiale è finito ed è finito nel peggiore dei modi, con Balotelli che ha sbagliato il possibile, al pari però di tutti gli altri. Invece alla fine sembrava quasi che la colpa fosse solo sua, di Balotelli. Un coro, interno ed esterno, per metterlo all'indice.
Non avrei mai pensato, insomma, di essere tra i pochi- pochissimi, evidentemente - dispiaciuti per il suo addio. Capisco che sia stata una liberazione per molti tifosi del Milan, che si sono sentiti traditi da un giocatore che avrebbe potuto dare molto, ma molto, di più. Capisco un po' meno che a brindare alla sua partenza siano molti di quelli che invece lo avevano, precocemente, eletto a fuoriclasse. Il problema è che di Balotelli si è parlato quasi sempre in funzione del suo personaggio, che da una parte faceva arrabbiare e dall'altra, comunque, faceva discutere. Ecco, di Balotelli si è parlato quasi sempre in funzione dei suoi atteggiamenti. Mentre sarebbe bastato parlare di Balotelli calciatore. Un buon giocatore, magari anche un ottimo giocatore, sicuramente non il fenomeno che in parecchie occasioni è stato dipinto. Balotelli non lo era, non lo è, forse ha ancora tempo per diventarlo. E' comunque un peccato che lasci l'Italia, perché il nostro campionato perde un altro calciatore di buon livello. E da domani saremo costretti, come è successo con lui, ad inventarci un'altra suggestione. Perché oggi il calcio italiano vive di suggestioni ed è stato costretto a inventarsi un campione che non c'era. Quindici anni fa, parliamoci chiaro, Balotelli avrebbe potuto divertire o far infuriare, con le sue creste bionde o i suoi comportamenti sfrenati, ma nessuno avrebbe mai pensato di eleggerlo a fuoriclasse. L'errore è stato anche questo: non aver capito in tempo che Balotelli era semplicemente una nostra illusione.
Non avrei mai pensato, insomma, di essere tra i pochi- pochissimi, evidentemente - dispiaciuti per il suo addio. Capisco che sia stata una liberazione per molti tifosi del Milan, che si sono sentiti traditi da un giocatore che avrebbe potuto dare molto, ma molto, di più. Capisco un po' meno che a brindare alla sua partenza siano molti di quelli che invece lo avevano, precocemente, eletto a fuoriclasse. Il problema è che di Balotelli si è parlato quasi sempre in funzione del suo personaggio, che da una parte faceva arrabbiare e dall'altra, comunque, faceva discutere. Ecco, di Balotelli si è parlato quasi sempre in funzione dei suoi atteggiamenti. Mentre sarebbe bastato parlare di Balotelli calciatore. Un buon giocatore, magari anche un ottimo giocatore, sicuramente non il fenomeno che in parecchie occasioni è stato dipinto. Balotelli non lo era, non lo è, forse ha ancora tempo per diventarlo. E' comunque un peccato che lasci l'Italia, perché il nostro campionato perde un altro calciatore di buon livello. E da domani saremo costretti, come è successo con lui, ad inventarci un'altra suggestione. Perché oggi il calcio italiano vive di suggestioni ed è stato costretto a inventarsi un campione che non c'era. Quindici anni fa, parliamoci chiaro, Balotelli avrebbe potuto divertire o far infuriare, con le sue creste bionde o i suoi comportamenti sfrenati, ma nessuno avrebbe mai pensato di eleggerlo a fuoriclasse. L'errore è stato anche questo: non aver capito in tempo che Balotelli era semplicemente una nostra illusione.