Innanzitutto i complimenti alla Roma, perché ha vinto una partita complicatissima. E poi, ancora di più, i complimenti a Daniele Verde, 18 anni, un fisico alla Shaqiri, due gambe forti, molte idee e grande personalità. E' straordinario pensare che in un gruppo di campioni celebrati, di esperienza, sia stato proprio lui a dare quella scossa che serviva. Non incoscienza, ma coraggio. Non spavalderia, ma intraprendenza. Capacità di prendersi le responsabilità e i rischi che servivano, capacità di fare la giocata meno scontata - quel tocco morbido per Ljajic nell'occasione del primo gol - e poi di andare a spendere l'ultima energia per uno scatto nel finale di partita: un cross al centro per propiziare la seconda rete. Insomma, tutto il repertorio di un giocatore che si annuncia importante e che ci piacerebbe fosse preservato. Lui, come altri ragazzi italiani, che meritano forse una maggior considerazione.
Perché fa anche bene la Roma ad andare in giro per il mondo a cercare baby di talento, impegnandosi a pagare riscatti da quindici milioni di euro, ma è bene ed essenziale che si guardi ancora di più in casa. Che lo faccia la Roma, a Trigoria, una fabbrica storica di campioni, e lo facciano anche gli altri club. Perché oggi è solo il giorno dei complimenti a Verde, a Garcia che lo ha messo in campo in un pomeriggio tanto importante, ma è anche il momento di lanciare un appello affinché il calcio italiano - senza nessun pregiudizio verso chi arriva da fuori - si impegni a dare un'occhiata più convinta, o ancora più convinta, alle proprie risorse interne. Perché a Roma nascono e crescono fuori di giocatori, come ad esempio Valerio Verre, che ha appena compiuto ventun anni, ma dopo un paio di trasferimenti in prestito o in comproprietà, è stato venduto a titolo definitivo all'Udinese per meno di un milione di euro. E anche se nella Capitale c'è chi rimpiange la sua cessione, vedendolo nel giro delle giovanili azzurre, c'è comunque da dire che ha comunque trovato un club importante come l'Udinese che ha deciso di investire su di lui, come forse potrebbero fare club che sono invece affollati di calciatori importati grazie magari a un filmato portato da un mediatore.
Insomma, si parte da Verde - una sola consonante di differenza con Verre - per rilanciare il vecchio discorso legato ai giovani italiani. Perché anche lui, come ci hanno informato immediatamente in tv, a giugno era stato sul punto di essere mandato da un'altra parte e ora si ritrova "eroe quasi per caso". Ce ne sono di ragazzi italiani - e, a costo di allargare il discorso, verrebbe da dire non soltanto nel calcio... - che meritano una chance. Perché hanno qualità, voglia, carattere.
Perché fa anche bene la Roma ad andare in giro per il mondo a cercare baby di talento, impegnandosi a pagare riscatti da quindici milioni di euro, ma è bene ed essenziale che si guardi ancora di più in casa. Che lo faccia la Roma, a Trigoria, una fabbrica storica di campioni, e lo facciano anche gli altri club. Perché oggi è solo il giorno dei complimenti a Verde, a Garcia che lo ha messo in campo in un pomeriggio tanto importante, ma è anche il momento di lanciare un appello affinché il calcio italiano - senza nessun pregiudizio verso chi arriva da fuori - si impegni a dare un'occhiata più convinta, o ancora più convinta, alle proprie risorse interne. Perché a Roma nascono e crescono fuori di giocatori, come ad esempio Valerio Verre, che ha appena compiuto ventun anni, ma dopo un paio di trasferimenti in prestito o in comproprietà, è stato venduto a titolo definitivo all'Udinese per meno di un milione di euro. E anche se nella Capitale c'è chi rimpiange la sua cessione, vedendolo nel giro delle giovanili azzurre, c'è comunque da dire che ha comunque trovato un club importante come l'Udinese che ha deciso di investire su di lui, come forse potrebbero fare club che sono invece affollati di calciatori importati grazie magari a un filmato portato da un mediatore.
Insomma, si parte da Verde - una sola consonante di differenza con Verre - per rilanciare il vecchio discorso legato ai giovani italiani. Perché anche lui, come ci hanno informato immediatamente in tv, a giugno era stato sul punto di essere mandato da un'altra parte e ora si ritrova "eroe quasi per caso". Ce ne sono di ragazzi italiani - e, a costo di allargare il discorso, verrebbe da dire non soltanto nel calcio... - che meritano una chance. Perché hanno qualità, voglia, carattere.