Come aveva detto - giustamente e preventivamente - il presidente Andrea Agnelli, le squadre non si giudicano da una partita, ma dagli obiettivi che ancora restano in piedi a primavera. E così, seguendo questo insegnamento, la Juve si è qualificata per i quarti di Champions League, facendo impazzire di gioia i propri tifosi. Ma ci sono altri due club, ci sono altre due squadre, ci sono altri due allenatori che possono vantare la capacità e la possibilità di lottare su tutti e tre i fronti a fine marzo: il certificato, il bollino blu, su una stagione esaltante. Queste due società sono il Napoli e la Fiorentina, che sono ancora in corsa in campionato per un posto in Champions League, sono in semifinale di Coppa Italia - il Napoli dopo aver pareggiato all'Olimpico e la Fiorentina dopo aver vinto in casa della Juve - e sono meritatamente ai quarti di Europa League. Due squadre condotte da due allenatori apparentemente lontani, ma con alcuni punti in comune. Da una parte Benitez, il più napoletano degli allenatori spagnoli. Dall'altra Montella, il più spagnolo degli allenatori italiani.
Due tecnici che sono riusciti ad arrivare al punto fondamentale della stagione con tutti gli obiettivi ancora a disposizione. E il Napoli, per dirla tutta, al culmine di una stagione che ha già regalato la Supercoppa Italiana. Due squadre con due filosofie differenti: il Napoli che punta soprattutto sui giocatori, la Fiorentina che punta soprattutto sul gioco. Due squadre che a gennaio si sono rinforzate seguendo strade diverse. Ha speso il Napoli, per prendere Gabbiadini. Ha addirittura guadagnato la Fiorentina, che ha ceduto a suon di milioni Cuadrado per prendere un fiori di giocatore come Salah. Due società insomma che sanno cosa fare e adesso stanno raccogliendo i frutti di una lunga progranmazione. L'esatto contrario di quello che sta succedendo alla Roma, dove a errori nella campagna acquisti in estate sono stati aggiunti - a matita blù - errori a gennaio, dove l'allenatore viene ricordato soprattutto per aver pronosticato lo scudetto dopo otto giornate, dove la squadra finisce per essere travolta in un clima pazzesco. In un anno è cambiato tutto e della Roma adesso non c'è più traccia.
Due tecnici che sono riusciti ad arrivare al punto fondamentale della stagione con tutti gli obiettivi ancora a disposizione. E il Napoli, per dirla tutta, al culmine di una stagione che ha già regalato la Supercoppa Italiana. Due squadre con due filosofie differenti: il Napoli che punta soprattutto sui giocatori, la Fiorentina che punta soprattutto sul gioco. Due squadre che a gennaio si sono rinforzate seguendo strade diverse. Ha speso il Napoli, per prendere Gabbiadini. Ha addirittura guadagnato la Fiorentina, che ha ceduto a suon di milioni Cuadrado per prendere un fiori di giocatore come Salah. Due società insomma che sanno cosa fare e adesso stanno raccogliendo i frutti di una lunga progranmazione. L'esatto contrario di quello che sta succedendo alla Roma, dove a errori nella campagna acquisti in estate sono stati aggiunti - a matita blù - errori a gennaio, dove l'allenatore viene ricordato soprattutto per aver pronosticato lo scudetto dopo otto giornate, dove la squadra finisce per essere travolta in un clima pazzesco. In un anno è cambiato tutto e della Roma adesso non c'è più traccia.