Tempo scaduto

Polizia, politica e federcalcio
pericolose invasioni di campo

2 minuti di lettura
Succedono cose mai viste. Vediamo. Il capo della polizia, nel bel mezzo di un convegno-incontro-seminario, parlare delle inchieste della magistratura sulle scommesse nel calcio e dire come fosse la cosa più normale del mondo che le indagini della polizia in corso porteranno presto a novità importanti. Panico, facce sbiancate, redazioni dei giornali in subbuglio, liste di arrestandi che circolano impazzite. Il calcio, per bocca dei suoi dirigenti, tace, aspettando rassegnato il tintinnio di manette.

Passano un paio di settimane. Sempre nel mezzo di un seminario-incontro-dibattito un alto dirigente della federcalcio dice che la tessera del tifoso cambierà presto, e non solo nome. Sarà meno di controllo e più di servizio, sarà amichevole e morbida, si chiamerà fidelity card, sarà insomma buona. Panico,  paginate sui giornali, servizi ampi alla tv, tifosi in festa e politici inferociti. In particolare l'ex ministro Maroni, che della tessera del tifoso  -  quella cattiva  -  è stato il papà, assieme proprio al capo della polizia. Il quale capo della polizia, imbarazzato prima, imbestialito poi, dice subito che trattasi di equivoco, che non cambia poi tanto. Anzi, visto che la bufera non si placa, due giorni dopo dice addirittura che non cambia proprio un accidenti, e chi ha detto il contrario è un imbecille. Usa proprio questo aggettivo. Non imprudente, affrettato, incauto, ingenuo, frettoloso, superficiale, sciocchino: no, imbecille

Ecco, dicevamo: cose mai viste, e parole mai sentite nella storia dei rapporti per solito di "fattiva collaborazione" tra lo sport (il calcio in particolare) e le istituzioni, la politica, la polizia. Cosa sia accaduto davvero, in queste giornate un po' folli e molto avvilenti, non si sa con certezza. Si può però pensare qualcosa, ragionevolmente vicina alla realtà. Per esempio, che le procure che indagano sulle scommesse sono ancora molto, molto attive, anche senza parlare troppo, e che quindi il calcio sarà investito da una nuova ondata che si abbatterà sull'ufficio della procura di Palazzi, che pare aver aperto già tutti gli ombrelli a disposizione, senza ripararsi granché. E che la tessera del tifoso, quella cattiva, sia da tempo oggetto di delicate riflessioni che riguardano il bilancio reale dei suoi risultati: certamente lusinghieri per la riduzione degli episodi di violenza, molto più discutibili per quanto riguarda la limitazione delle libertà dei tifosi sani e soprattutto della voglia di questi ultimi di riempire gli stadi italiani, divenuti ormai spettrali. Essendo la materia delicata, dal momento che investe la politica, un ex ministro degli interni, uno nuovo e le forze dell'ordine, pare ovvio che non andasse in alcun modo trattata così: con uscite ottimistiche, precoci e non concordate da parte della federcalcio e con gli insulti che ne sono poi scaturiti.

Perché adesso quel che resta, dopo le esternazioni, è un terribile senso di confusione,  una nebbia nella quale tutto galleggia e nulla è ben definito. Tranne lo smarrimento dei tifosi, che poi del calcio dovrebbero essere l'anima. A cosa dovrebbero essere fedeli, se continuiamo a tradirli tutti i giorni?