Tempo scaduto

La formula sbagliata (per denaro)

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Bisognerebbe che Michel Platini, re del calcio giocato ai suoi bei tempi e principe di quello dei palazzi oggi, rinunciasse almeno una volta a quel suo francesissimo sbuffare e dicesse la verità, che d'altra parte è pure ovvia: la formula degli Europei era nota a tutti, ed è dunque inutile gridare oggi allo scandalo per un calendario oggettivamente iniquo, perché consente a due delle quattro semifinaliste di arrivare alla sfida con 48 ore di riposo in più rispetto ai rivali. Ma Platini, presidente dell'Uefa, dovrebbe dire chiaramente anche il resto: il calendario è stato fatto per vendere meglio il prodotto alle tv, che ricoprono l'Uefa di soldi, e preferiscono naturalmente una partita al giorno piuttosto che accoppiare quarti o addirittura semifinali, come invece la par condicio sportiva vorrebbe. I soldi, cari signori, contano più della par condicio: quindi l'Uefa incassa e peggio per chi meno ha riposato.

Che la legge sia questa, dura ma uguale per tutti, lo dimostra d'altra parte il fatto che Spagna e Italia, le meno riposate rispetto agli avversari, sono arrivate prima e seconda nello stesso girone: quindi il merito (vincere il proprio raggruppamento) non ha inciso in alcun modo sul calendario. E che la gerarchia dei valori sia ben precisa in casa Uefa, lo conferma una specialissima classifica del torneo: quella delle multe. Primi per distacco i russi, 120 mila euro alla loro federazione per colpa dei tifosi che hanno preso a calci in faccia steward e sfasciato mezza Polonia. Ma poi viene il bello: la banana tirata dai croati a Balotelli, con accompagnamento sonoro di ululati razzisti, è stata punita con 80 mila euro di multa. Ventimila in meno dei 100 mila inflitti a Nicklas Bendtner, calciatore danese colpevole di aver mostrato il logo dello sponsor personale, quello delle sue mutande. La lesa maestrà agli affari dell'Uefa, che ha i suoi permalosissimi sponsor da non disturbare, è quindi più importante dell'insulto ai diritti umani. E allora vogliamo ancora protestare per due giorni in meno di riposo prima di una partita? Incassate, gente, incassate. Per mettere a posto la coscienza resta sempre la beneficenza: cui l'Uefa, naturalmente, assicura di destinare gli incassi delle multe.