Se questo è il calcio: scontri e petardi, sangue e coltelli, cariche e fumogeni tra le macchine della gente che torna dal lavoro, alle sette di sera, nella capitale d'Italia.
Se questo è il calcio: insulti, bestemmie, vene gonfie e occhi fuori dalle orbite in mezzo ai signori della Firenze bene, nella tribuna autorità, ma anche in mezzo a bambini che guardano, assorbono, imparano.
Se questo è il calcio: un arbitro che sbaglia, una squadra blasonata che prende tre gol in pochi minuti da una molto meno blasonata, ne sbaglia uno da dentro la porta e poi reagisce alla sconfitta sciorinando per una ventina d'ore teorie su complotti, arbitri schifosi e in malafede, poteri occulti, ruberie pianificate.
Se questo è il calcio: una squadra che giocava in uno stadio fasullo, un giorno agibile, un altro aperto a metà, un altro ancora chiuso dal prefetto, e adesso non ci gioca proprio più perché era appunto fasullo, e un magistrato se n'è accorto, e allora ora va a giocare a centinaio di chilometri di distanza, mentre chi aveva autorizzato a giocare nello stadio fasullo ora tuona: mai più stadi così! E per chiarire meglio la sua scala di priorità, di fronte al week end trascorso, sintetizza la propria indignazione con un altro proclama: è uno scandalo che Lotito non abbia avuto la poltrona di vicepresidente della Federcalcio!
Se questo è il calcio, non c'è poi mica tanto bisogno di report e analisi approfondite, di numeri e statistiche, per capire perché la gente allo stadio non ci va più, gli abbonati in tv calano, i calciatori bravi se ne vanno, gli allenatori pure. Si salvi chi può. Se questo è il calcio, chi l'ha ridotto così faccia qualcosa. Per esempio, si levi di torno.
Se questo è il calcio: insulti, bestemmie, vene gonfie e occhi fuori dalle orbite in mezzo ai signori della Firenze bene, nella tribuna autorità, ma anche in mezzo a bambini che guardano, assorbono, imparano.
Se questo è il calcio: un arbitro che sbaglia, una squadra blasonata che prende tre gol in pochi minuti da una molto meno blasonata, ne sbaglia uno da dentro la porta e poi reagisce alla sconfitta sciorinando per una ventina d'ore teorie su complotti, arbitri schifosi e in malafede, poteri occulti, ruberie pianificate.
Se questo è il calcio: una squadra che giocava in uno stadio fasullo, un giorno agibile, un altro aperto a metà, un altro ancora chiuso dal prefetto, e adesso non ci gioca proprio più perché era appunto fasullo, e un magistrato se n'è accorto, e allora ora va a giocare a centinaio di chilometri di distanza, mentre chi aveva autorizzato a giocare nello stadio fasullo ora tuona: mai più stadi così! E per chiarire meglio la sua scala di priorità, di fronte al week end trascorso, sintetizza la propria indignazione con un altro proclama: è uno scandalo che Lotito non abbia avuto la poltrona di vicepresidente della Federcalcio!
Se questo è il calcio, non c'è poi mica tanto bisogno di report e analisi approfondite, di numeri e statistiche, per capire perché la gente allo stadio non ci va più, gli abbonati in tv calano, i calciatori bravi se ne vanno, gli allenatori pure. Si salvi chi può. Se questo è il calcio, chi l'ha ridotto così faccia qualcosa. Per esempio, si levi di torno.