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Blatter, inebriante sbornia di potere

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Joseph Blatter impersona il dirigente sportivo che uno vorrebbe non vedere più, ma proprio mai più. Incrostato di potere, ne ha abusato per anni, conservandolo con ogni mezzo, elezione dopo elezione. Ha fatto di tutto, e non vale la pena riproporre l'elenco. Basti ricordare che grazie alla sua "influenza" la Fifa ha assegnato i mondiali di calcio 2020 a un paese dove in estate all'aperto non si può neppure passeggiare, figuriamoci giocare a pallone. Difatti adesso stanno provando a inventarsi un incredibile mondiale invernale, e peggio per i calendari di tutti i campionati, consolidati da secoli: li cambiassero.

Blatter, col passare degli anni, ha provato a contrastare chi gli dava dell'arrogante usando molto l'ironia, che non pare proprio un suo tratto caratteriale. Fa il simpatico, insomma, come nella scenetta di Oxford in cui ha scimmiottato penosamente Ronaldo. E solo ipotizzando l'abuso di gin and tonic si può spiegare cosa gli sia passato per…
Joseph Blatter impersona il dirigente sportivo che uno vorrebbe non vedere più, ma proprio mai più. Incrostato di potere, ne ha abusato per anni, conservandolo con ogni mezzo, elezione dopo elezione. Ha fatto di tutto, e non vale la pena riproporre l'elenco. Basti ricordare che grazie alla sua "influenza" la Fifa ha assegnato i mondiali di calcio 2020 a un paese dove in estate all'aperto non si può neppure passeggiare, figuriamoci giocare a pallone. Difatti adesso stanno provando a inventarsi un incredibile mondiale invernale, e peggio per i calendari di tutti i campionati, consolidati da secoli: li cambiassero.

Blatter, col passare degli anni, ha provato a contrastare chi gli dava dell'arrogante usando molto l'ironia, che non pare proprio un suo tratto caratteriale. Fa il simpatico, insomma, come nella scenetta di Oxford in cui ha scimmiottato penosamente Ronaldo. E solo ipotizzando l'abuso di gin and tonic si può spiegare cosa gli sia passato per la testa mentre provocava un grottesco incidente internazionale, facendo imbestialire nell'ordine: uno dei migliori (se non il migliore) calciatori del mondo; il più prestigioso club del pianeta; l'intero Portogallo, peraltro impegnato (con quel giocatore) in un imminente spareggio per andare ai mondiali che la Fifa di Blatter organizza.

Non è una gaffe, è molto di più. E' l'effetto dell'inebriante sbornia di potere, esercitato per troppi anni, peraltro spesso malissimo, pensando ad equilibri e alchimie che con lo sport non hanno nulla a che vedere. Parecchio, invece, hanno a che fare con il business, la politica, le clientele, con il sospetto costante della corruzione. Blatter ci tiene a dire a tutti che il calcio è lui: lui decide che nel deserto si può giocare, se lì si paga di più; lui decide che ai mondiali ci sono troppe squadre europee e poche africane (gli africani sono infatti tanti, e soprattutto in tanti votano al momento delle elezioni Fifa); lui decide di non premiare la squadra che vince il mondiale, nel 2006, perché "l'Italia non l'ha meritato"; lui dice che il problema del razzismo nel calcio "è una sciocchezza"; lui dice che in Brasile il calcio è più importante dei problemi sociali che portano la gente in piazza; lui ridicolizza uno degli attori che reggono in piedi la baracca, perché "Messi mi piace di più".

Joseph Blatter, Sepp per gli amici ma pure per i nemici, ha 77 anni, è capo del calcio mondiale da 15 e non ha nessunissima intenzione di levarsi di mezzo, come capita spesso a chi occupa le poltrone dello sport, anche da noi. Ha già cominciato una furba e feroce campagna elettorale contro il suo avversario annunciato, Michel Platini. Che avrà pure lui mille difetti però, avendo giocato a pallone da top player, mai mancherebbe di rispetto a un calciatore. Ma mica qualcuno penserà che le elezioni Fifa si vincono per questo, vero?