Grande dibattito sull'anormalità di bambini che si divertono a gridare tutti in coro merda, imitando quei gran geni dei grandi che li accompagnano. E' tremendamente italiano, questo disperdere energie nelle polemiche che contano poco o niente (qualcuno ha mai visto gli insegnanti di una scolaresca in gita alle prese con 22 ragazzini messi tutti insieme? Se sì, può immaginarne 12 mila?) e perdere di vista le cose che contano tanto.
Nessun dibattito, infatti, sulla consolidata usanza, molto originale, del "confronto" post partita tra ultrà e giocatori. Lunedì sera è toccato a quelli della Lazio, chiamati sotto la curva a render conto della sconfitta. Tutti a testa bassa, tutti comprensivi, tutti con le orecchie ben sturate a sentire il coro: fuori le palle. Questa, evidentemente, non è un'anomalia come quella dei bambini che dicono le parolacce. Questa è la normalità delle nostre curve. Avevate dimenticato chi comanda? A nanna, bambini. Sogni d'oro.
Nessun dibattito, infatti, sulla consolidata usanza, molto originale, del "confronto" post partita tra ultrà e giocatori. Lunedì sera è toccato a quelli della Lazio, chiamati sotto la curva a render conto della sconfitta. Tutti a testa bassa, tutti comprensivi, tutti con le orecchie ben sturate a sentire il coro: fuori le palle. Questa, evidentemente, non è un'anomalia come quella dei bambini che dicono le parolacce. Questa è la normalità delle nostre curve. Avevate dimenticato chi comanda? A nanna, bambini. Sogni d'oro.