Tempo scaduto

"Supplemento d'indagine", ma quanto tempo ci vuole?

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Dunque, dov'eravamo rimasti? Ah sì, ecco: le curve. Le regole contro gli ululatori, gli insultatori, i discriminatori e perfino i bambinacci da stadio. Quel gran casino della "stretta contro gli incivili che ci chiede l'Uefa", come spiegava la Federcalcio, fatta male in pieno agosto, cambiata in peggio a ottobre, applicata a denti stretti a novembre e finita definitivamente in vacca a dicembre, quando Milan e Inter, in vista di un derby con curva chiusa per punizione, hanno fatto buh! e tutti si sono spaventati.

"Supplemento d'indagine", recitava la disposizione del povero giudice sportivo Tosel a proposito del caso dell'ultima giornata dell'anno, accaduto, guarda caso, proprio in quel derby: i buu razzisti indirizzati a De Jong e Muntari dalla curva interista riaperta in gran fretta, grazie a un altro supplemento d'indagine, richiesto dalla corte federale Figc. Una formula, quella di Tosel, traducibile più o meno così: cari signori del calcio, ditemi un po' che diavolo devo fare, perché io mi sono rotto le scatole di applicare norme che poi vengono cancellate appena i grandi club colpiti dalle sanzioni previste alzano la voce. Dunque, supplemento. Ovvero: prendiamo tempo e speriamo in Dio, che poi magari la gente si dimentica.

Ecco, ora uno si chiede: quanto ci vuole per il supplemento? Una settimana? Due? Siamo già a tre, ma certo, c'era Natale di mezzo e si sa che la serie A, durante le feste, non si tocca: tutti in vacanza, Palazzi compreso. Intanto il campionato è gloriosamente ripreso. A Torino hanno augurato morte istantanea e dolorosa a un portiere, oggetto anche di tirassegno dalla stessa curva in cui i bambinacci cafoni avevano gridato merda a un altro portiere qualche settimana prima, ai tempi delle regole dure e pure da applicare per stroncare gli incivili. La Juve, per la parolaccia, si beccò 5000 di multa, salutata come un messaggio di severità rivolto più ai grandi cattivi educatori che ai piccoli maleducati. Per il coro funesto di domenica scorsa, invece, niente. Zero euro, zero multe, zero trascrizioni nei referti, neppure lo straccio di un supplemento di indagine. Ma magari è giusto così, è solo la nuova strategia, la strada segnata per questo 2014: punire i bambini, che sono ancora recuperabili, e fare finta di niente con i grandicelli, che sono ormai perduti. Basterà aspettare un po', diciamo 20-30 anni, e tutto andrà a posto.