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Fischi a Dalla e autolesionismo laziale
è l'aberrante "cultura ultra"

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Gli stadi sono belli grazie ai tifosi, quindi la categoria è benemerita per definizione, come sa chiunque sia stato portato da bambino in quel posto meraviglioso dove il verde intenso di un prato è incorniciato da colori e rumori così vividi da restare per sempre nella memoria.

Detto e premesso questo, c'è da capire se davvero sia stato quello che chiamiamo tifo a spingere i bolognesi - pochi, tanti: non si sa bene, ma pochissimi no, di sicuro - che hanno preferito insultare la memoria di Lucio Dalla (uno di loro, anche nella passione per la squadra) piuttosto che accettare una neutra e delicata proposta di tregua con i napoletani. Così mentre gli ospiti salutavano festosi il "Caruso" diffuso dagli altaporlanti dello stadio Dall'Ara, con tanto di Lucio-Lucio scandito in coro, i padroni di casa soffocavano la musica con i fischi e con il solito invito al Vesuvio a lavare col fuoco il nemico.

Oppure c'è da capire se sia il tifo a spingere i laziali che in queste ore ingolfano il web con il fiero invito ai loro giocatori, reduci da impresa sportiva a Udine, a farsi da parte sabato prossimo, quando riceveranno la Juventus in molto teorica lotta con la Roma per lo scudetto. Non bastano 8 punti di differenza in classifica tra bianconeri e giallorossi e una superiorità dimostrata che li giustifica tutti, a consentire ai questuanti di sconfitta di godersi con serenità la partita della Lazio, augurandosi una vittoria che darebbe prestigio, punti, entusiasmo, spinta per una scalata in classifica: meglio non rischiare nulla, mancano ancora 18 partite. Meglio perdere, molto meglio. Anzi: non ci provassero proprio, i ragazzi di Reja, a fare uno scherzetto alla Juve, altrimenti...

Ecco, questi due episodi, lontani eppure vicinissimi, rendono bene l'idea del perché quando si parla di cultura sportiva, in Italia, si dimentica di citare quella che qualcuno - pochi, tanti, non si sa: pochissimi no, di sicuro - chiama "cultura ultrà". Chi predica la prima, dimentica spesso di fare i conti con la seconda. Chi predica la seconda, trova normalissimo e perfettamente coerente fischiare Dalla da bolognese e augurarsi la sconfitta della Lazio da laziale. E soprattutto, non gliene frega nulla di farsi capire dal resto del mondo.