Visti dall'ala

Con l'effetto Mourinho
un derby da scudetto

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Questo derby ha dimostrato cosa vuol dire avere in panchina un allenatore come Mourinho. L'Inter è partita alla grande, venti minuti dove poteva segnare tre gol: poi un arbitro troppo permaloso e la sciocchezza di un giocatore potevano complicare tutto e rovinare una serata importante. In quel momento è scattato l'effetto Mourinho: dieci giocatori, dieci fuoriclasse diventano squadra. Tutti pronti a soffrire, tutti pronti ad aiutarsi, tutti pronti a fare blocco. Questa è la grande caratteristica delle squadre allenate da Mourinho, dal Porto al Chelsea e ora l'Inter. Il portoghese sa costruire squadre vincenti: pretende fuoriclasse ma poi ci mette del suo. Nessuno al mondo come Mou sa gestire, caricare e motivare i giocatori: nell'Inter c'è classe ma anche tanta grinta e rabbia agonistica ed è evidente che il gruppo sa anche lottare e soffrire quando c'è bisogno. Il derby l'Inter l'ha vinto con il cuore prima ancora che con i piedi.
Un successo importante, decisivo, che in pratica ha chiuso il campionato: in Italia nessuno può battere questa Inter e lo scudetto è già suo con tre mesi d'anticipo. Ci ha provato il Milan quando si è trovata in superiorità numerica, ma troppo lenta e prevedibile la manovra della squadra di Leonardo, a quella velocità la difesa dell'Inter non si supera. Il problema per il nostro campionato è che nessuno ha velocità e capacità tecniche per mettere in difficoltà questa squadra.

Un pensiero a Del Piero: sabato mi ha fatto tristezza vedere il confronto con Totti. Due bandiere, due campioni e due storie diverse. Il romanista che la Roma ama, difende, esalta e che vuole sempre in campo. Dall'altra lo juventino che la Juventus spesso dimentica in panchina e da anni ormai non considera più al centro del progetto, sempre meno protagonista. Una bandiera che non sventola più. Ma allora perché Blanc e soci, prima di comprare giocatori che negli ultimi anni sono sempre stati copioni o quasi di Del Piero, non hanno chiesto ad Alex di cambiare aria?
Totti felice, vincente e sempre più leader. Del Piero sconfitto e sempre più triste