Ci ho giocato insieme e lo conosco bene. Michel Platini è uno di quelli che fanno (o almeno facevano) fatica a prendersi troppo sul serio, l'ironia non gli ha mai fatto difetto specialmente quando diventava autoironia. Con Michel potresti scommettere ad occhi chiusi sulla sua onestà intellettuale anche se in questo momento è difficile trovare in Platini questa qualità. Non per colpa sua ma per le "gesta" sconsiderate di un paio di suoi arbitri-eroi spediti con troppa disinvoltura per i campi d'Europa a spargere persino più dubbi che sciagure. Spero che la lezione sia servita e che il Presidente Uefa ricorra alla prevenzione piuttosto che ai ripari la prossima volta.
Platini ha un compito importante e difficile: deve evitare che i soldi, tanti, e potere rendano opaco quello che ancora resta e deve restare un sport. Il calcio ha bisogno di trasparenza non di ombre e sospetti. L'errore arbitrale deve essere contestato e far arrabbiare i tifosi ma non deve far pensare a congiure o giochi di potere.
Michel, poi non deve dimeticare ruolo e posizione e deve evitare qualsiasi strumentalizzazione: perchè mercoledì sera si è seduto accanto a Rumenigge, presidente del Bayern Monaco? Ex colleghi è vero, amici lo so, ma i loro ruoli imponevano comunque una dovuta distanza. O almeno sarebbe stato un atto dovuto avere alla sua sinistra Andrea Della Valle. E questi sono gli aspetti formali per un presidente dell'Uefa. Quelli sostanziali
sono di intervenire energicamente con chi ha la responsabilità di aver mandato sui campi più importanti d'Europa, e Monaco lo era, arbitri completamente inadeguati. Se non altro per evitare di dover chiedere scusa a tutta l' Europa calcistica per le nefandezze commesse e perchè per gare così importanti come quelle appene giocate in Champion's League si sia ricorso ai due più discussi e discutibili arbitri dell'ultimo anno calcistico.
Diventa altrimenti difficile contrastare la cocorrente di pensiero che vede misteriosi retroscena dietro queste scelte. Io penso e voglio continuare a pensare che Michel Platini sia quel Le Roy di nobiltà intelletuale e calcistica, che negli anni ha dimostrato di essere e che l'ebrezza del potere, non l'abbia cambiato.
Caro Michel lasciati dire che è meglio prevenire che curare e quei due arbitri per quelle due partite sapevano tanto di malattia conclamata e già perfettamente diagnosticata.
Platini ha un compito importante e difficile: deve evitare che i soldi, tanti, e potere rendano opaco quello che ancora resta e deve restare un sport. Il calcio ha bisogno di trasparenza non di ombre e sospetti. L'errore arbitrale deve essere contestato e far arrabbiare i tifosi ma non deve far pensare a congiure o giochi di potere.
Michel, poi non deve dimeticare ruolo e posizione e deve evitare qualsiasi strumentalizzazione: perchè mercoledì sera si è seduto accanto a Rumenigge, presidente del Bayern Monaco? Ex colleghi è vero, amici lo so, ma i loro ruoli imponevano comunque una dovuta distanza. O almeno sarebbe stato un atto dovuto avere alla sua sinistra Andrea Della Valle. E questi sono gli aspetti formali per un presidente dell'Uefa. Quelli sostanziali
sono di intervenire energicamente con chi ha la responsabilità di aver mandato sui campi più importanti d'Europa, e Monaco lo era, arbitri completamente inadeguati. Se non altro per evitare di dover chiedere scusa a tutta l' Europa calcistica per le nefandezze commesse e perchè per gare così importanti come quelle appene giocate in Champion's League si sia ricorso ai due più discussi e discutibili arbitri dell'ultimo anno calcistico.
Diventa altrimenti difficile contrastare la cocorrente di pensiero che vede misteriosi retroscena dietro queste scelte. Io penso e voglio continuare a pensare che Michel Platini sia quel Le Roy di nobiltà intelletuale e calcistica, che negli anni ha dimostrato di essere e che l'ebrezza del potere, non l'abbia cambiato.
Caro Michel lasciati dire che è meglio prevenire che curare e quei due arbitri per quelle due partite sapevano tanto di malattia conclamata e già perfettamente diagnosticata.