Una dovuta precisazione. Ho commentato duramente e continuerò a farlo, le scelte societarie e tecniche di Blanc, Secco e di Ferrara prima e di Zaccheroni ora, ma di fronte a quello che è accaduto domenica tra un gruppo di psudo tifosi e la squadra dico, viva Blanc e viva Secco. Lancio di uova, bottiglie schiaffi ai giocatori, ma che c'entra questo con il calcio e con il tifo? Niente, è solo figlia delle esasperazioni tutte italiane e della mancanza di una seria cultura sportiva. Il culto della vittoria, per alcuni, può giustificarte anche la violenza. Follia.
E sono contento che la squadra abbia risposto sul campo e che la vittoria sia stata regalata da Felipe Melo, il giocatore simbolo del fallimento di questa stagione, il più contestato con Zebina. Ma dietro il successo della Juventus c'è stato ancora una volta Del Piero, dimostrando, ma ce n'era bisogno?, che non può che essere lui il pilastro sul quale ricostruire la squadra. L'ennesima risposta a chi, anche all'interno della società, pensava che Alex fosse ormai pronto per una tranquilla pensione.
La vittoria ha regalato una settimana di tranquillità, ma il momento per la Juventus resta difficile: le tensioni nascono dal fatto che questa società ha nel Dna la necessità di dover essere ai massimi livelli, altrimenti soffre tanto. Ora deve lavorare su fronti paralleli: Zaccheroni e la squadra devono cercare di conquistare quel quarto posto che potrebbe valere la Champions League il prossimo anno. Blanc gettare le basi (tecnico, mercato e dirigenti) per ricostruire una società che possa essere all'altezza di Inter, Roma e Milan.
Il Milan ha perso l'ennessima occasione per agganciare il carro scudetto, ma francamente con tutte quelle assenze non poteva fare di più. Leonardo si trova a fronteggiare oggettive difficoltà di organico ed è ormai chiaro che quando gli vengono a mancare certi giocatori il Milan soffre. Senza Ronaldinho e Pirlo, contro la Lazio solo Seedorf ha garantito un minimo di qualità: troppo poco anche perchè la Lazio è una squadra in grande ripresa. Difficile a questo punto che possa inserirsi tra Inter e Roma e probabilmente dovrà accontentarsi del terzo posto.
E sono contento che la squadra abbia risposto sul campo e che la vittoria sia stata regalata da Felipe Melo, il giocatore simbolo del fallimento di questa stagione, il più contestato con Zebina. Ma dietro il successo della Juventus c'è stato ancora una volta Del Piero, dimostrando, ma ce n'era bisogno?, che non può che essere lui il pilastro sul quale ricostruire la squadra. L'ennesima risposta a chi, anche all'interno della società, pensava che Alex fosse ormai pronto per una tranquilla pensione.
La vittoria ha regalato una settimana di tranquillità, ma il momento per la Juventus resta difficile: le tensioni nascono dal fatto che questa società ha nel Dna la necessità di dover essere ai massimi livelli, altrimenti soffre tanto. Ora deve lavorare su fronti paralleli: Zaccheroni e la squadra devono cercare di conquistare quel quarto posto che potrebbe valere la Champions League il prossimo anno. Blanc gettare le basi (tecnico, mercato e dirigenti) per ricostruire una società che possa essere all'altezza di Inter, Roma e Milan.
Il Milan ha perso l'ennessima occasione per agganciare il carro scudetto, ma francamente con tutte quelle assenze non poteva fare di più. Leonardo si trova a fronteggiare oggettive difficoltà di organico ed è ormai chiaro che quando gli vengono a mancare certi giocatori il Milan soffre. Senza Ronaldinho e Pirlo, contro la Lazio solo Seedorf ha garantito un minimo di qualità: troppo poco anche perchè la Lazio è una squadra in grande ripresa. Difficile a questo punto che possa inserirsi tra Inter e Roma e probabilmente dovrà accontentarsi del terzo posto.