L'Inter non molla e non avevo dubbi. C'è una giornata in meno e l'Inter è sempre un punto avanti. I favoriti sono sempre loro. Avevo detto che la Champions League sarebbe stata un vantaggio per la squadra di Mourinho e non un problema e la partita con il Bologna mi ha dato ragione. Per una squadra dal grande carattere come l'Inter le vittorie in Europa saranno l'elisir per cancellare stanchezza e stress in questa entusiasmante volata scudetto. E sono contento di aver rivisto Balotelli in campo, averlo visto segnare e giocare da grande campione. Ha fatto bene a tutti: a lui, all'Inter e al calcio italiano.
Di una cosa sono però sicuro: l'Italia non interista (e laziale...) tifa Roma nella corsa scudetto. Perchè l'Inter ha vinto quattro scudetti di seguito, cambiare non guasta e perchè la rimonta della Roma è entusiasmante. Quello che sta facendo la squadra di Ranieri è una grande impresa sportiva. Impensabile quando la Sensi decise di licenziare Spalletti con la squadra che guardava con preoccupazione la classifica e cominciava a fare i conti con la lotta retrocessione, immaginare di ritrovare i giallorossi a sei giornata dalla fine a fare i conti con Inter e Milan per lo scudetto. Una rincorsa che ci regalerà un grande finale di campionato, sei domeniche di pura adrenalina. La Roma ha acquisito quello che le mancava per essere una grande squadra: sa stare in campo, è diventata cinica, controlla la partita e finalizza il tutto alla vittoria. Se la Roma di Spalletti fosse stata altrettanto cinica, avrebbe vinto lo scudetto due anni fa. Quella squadra era spettacolare e giocava il calcio più bello d'Europa, ma non aveva la concretezza della Roma di Ranieri. E ora in questo finale potrà giocare una carta decisiva rispetto alle altre concorrenti: Francesco Totti. Il capitano è rientrato e ha dimostrato di stare bene: se gioca ai suoi livelli sarà decisivo. Sarebbe veramente il coronamento di una grande carriera: tornare e riportare lo scudetto alla sua Roma.
Il Milan stenta, soffre, ma resta sempre li, attaccato al treno scudetto. E' una squadra fortunata e per questo non possiamo togliamo dalla lotta scudetto. Probabilmente in questo momento è la meno in forma del terzetto ma ha uomini, carattere ed esperienza per poter approfittare di improvvisi e imprevisti cali di Inter e Roma.
Calciopoli è stata la sorpresa di questa settimana pasquale. Io continuo a fidarmi della giustizia ordinaria e sportiva. Non credo che ci siano giudici policitizzati, come non credo ci siano giudici "tifosi". Per quello che si è letto in questi giorni non mi sembra ci siano intercettazioni che possano far ipotizzare nuovi scandali calcistici. Che presidenti e designatori si parlassero non credo sia una novità: il problema è nel tenore delle telefonate. Alcune di quelle che hanno portato alla condanna dei dirigenti della Juventus erano inequivocabili; quelle che ora vogliono portare l'Inter sul banco degli imputati mi sembrano solo schizzi di fango.
Di una cosa sono però sicuro: l'Italia non interista (e laziale...) tifa Roma nella corsa scudetto. Perchè l'Inter ha vinto quattro scudetti di seguito, cambiare non guasta e perchè la rimonta della Roma è entusiasmante. Quello che sta facendo la squadra di Ranieri è una grande impresa sportiva. Impensabile quando la Sensi decise di licenziare Spalletti con la squadra che guardava con preoccupazione la classifica e cominciava a fare i conti con la lotta retrocessione, immaginare di ritrovare i giallorossi a sei giornata dalla fine a fare i conti con Inter e Milan per lo scudetto. Una rincorsa che ci regalerà un grande finale di campionato, sei domeniche di pura adrenalina. La Roma ha acquisito quello che le mancava per essere una grande squadra: sa stare in campo, è diventata cinica, controlla la partita e finalizza il tutto alla vittoria. Se la Roma di Spalletti fosse stata altrettanto cinica, avrebbe vinto lo scudetto due anni fa. Quella squadra era spettacolare e giocava il calcio più bello d'Europa, ma non aveva la concretezza della Roma di Ranieri. E ora in questo finale potrà giocare una carta decisiva rispetto alle altre concorrenti: Francesco Totti. Il capitano è rientrato e ha dimostrato di stare bene: se gioca ai suoi livelli sarà decisivo. Sarebbe veramente il coronamento di una grande carriera: tornare e riportare lo scudetto alla sua Roma.
Il Milan stenta, soffre, ma resta sempre li, attaccato al treno scudetto. E' una squadra fortunata e per questo non possiamo togliamo dalla lotta scudetto. Probabilmente in questo momento è la meno in forma del terzetto ma ha uomini, carattere ed esperienza per poter approfittare di improvvisi e imprevisti cali di Inter e Roma.
Calciopoli è stata la sorpresa di questa settimana pasquale. Io continuo a fidarmi della giustizia ordinaria e sportiva. Non credo che ci siano giudici policitizzati, come non credo ci siano giudici "tifosi". Per quello che si è letto in questi giorni non mi sembra ci siano intercettazioni che possano far ipotizzare nuovi scandali calcistici. Che presidenti e designatori si parlassero non credo sia una novità: il problema è nel tenore delle telefonate. Alcune di quelle che hanno portato alla condanna dei dirigenti della Juventus erano inequivocabili; quelle che ora vogliono portare l'Inter sul banco degli imputati mi sembrano solo schizzi di fango.