Forse ricordo male, ma il giorno dopo il disastro della nostra nazionale al Mondiale del Sudafrica, ho sentito più volte parlare di anno zero del calcio italiano. Esternava il presidente della Figc, Abete, rispondevano i presidenti delle società di calcio, parlavano tutti. Crisi dei settori giovanili, il problema degli stadi, la violenza, la tessera del tifoso. Quella sconfitta con la Slovacchia sembrava non essere altro che il culmine del circolo vizioso che aveva portato al fallimento del nostro calcio. Lo confesso, ci avevo creduto: stavolta si cambia davvero, pensavo.
Si ricomincia dopo un'estate passata a parlare di violenza (incredibile!) dei tifosi nelle amichevoli, di stadi sempre vuotie fatiscenti, di polemiche tra Figc e Lega. L'unica riforma "rivoluzionaria" è legata al taglio di un extracomunitario che ha fatto litigare tutti. Desolante!
C'è poi il silenzio dei presidenti e della Lega di serie A. Non una proposta, non un'idea per cercare di risolvere i problemi. Degli stadi non parla più nessuno: i pochi progetti presentati sembrano piani regolatori per nuove città che soluzioni legate al calcio. In Inghilterra, modello a cui tutti guardano, nessuna società ha preteso di costruire alberghi, case, cinema e centri commerciali intorno agli impianti.
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha accennato una proposta: "Facciamoci un campionato per contro nostro". Un chiaro segnale di insofferenza alle regole, ma se ha un'idea la esponga, potrebbe diventare la base per discutere. La Champions League è nata così: la risposta dell'Uefa a un gruppo di privati (Marco Bogarelli presidente di Infront Italia e Andrea Abodi, presidente della Lega di serie B, allora soci di Media Partners) che volevano far nascere un nuovo e rivoluzionario campionato europeo per club al posto della Coppa del Campioni. Presidente De Laurentiis, se ha un'idea la metta sul tappeto, dia un senso alla Lega calcio appiattita solo sui diritti televisi.
I milioni della tv sono l'unico pensiero: che errore! Vedremo con gli stadi sempre più vuoti, uno spettacolo triste per le televisioni, se in futuro i soldi saranno sempre gli stessi: E cresce la concorrenza di Premier e Liga: la globalizzazione è anche questo.
Poi la violenza. Sono politicamente lontano dal ministro degli Interni, Maroni e dal suo partito, ma approvo tutto quello che sta facendo per cercare di risolvere il problema della violenza negli stadi. Ma che tristezza dover aspettare il Viminale per sapere ogni settimana quali tifosi possono viaggiare per seguire la propria squadra. Possibile che non ci siano altre strade? E le società che cosa stanno facendo di concreto? Nulla.
Purtroppo sono arrivato alla triste conlcusione che in Italia peggio della politica c'è solo il calcio. Non si muove niente: stessi personaggi da decenni, stesso immobilismo.
Ma domani si ricomincia a giocare e tutto sarà dimenticato, l'unico problema sarà chi fermerà l'Inter. Che vinca il migliore. Ma noi continuiamo a sperare che oltre ai gol e al bel gioco si possano vedere allo stadio famiglie e bambini. Sarebbe lo scudetto più bello per tutto il calcio italiano.
Si ricomincia dopo un'estate passata a parlare di violenza (incredibile!) dei tifosi nelle amichevoli, di stadi sempre vuotie fatiscenti, di polemiche tra Figc e Lega. L'unica riforma "rivoluzionaria" è legata al taglio di un extracomunitario che ha fatto litigare tutti. Desolante!
C'è poi il silenzio dei presidenti e della Lega di serie A. Non una proposta, non un'idea per cercare di risolvere i problemi. Degli stadi non parla più nessuno: i pochi progetti presentati sembrano piani regolatori per nuove città che soluzioni legate al calcio. In Inghilterra, modello a cui tutti guardano, nessuna società ha preteso di costruire alberghi, case, cinema e centri commerciali intorno agli impianti.
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha accennato una proposta: "Facciamoci un campionato per contro nostro". Un chiaro segnale di insofferenza alle regole, ma se ha un'idea la esponga, potrebbe diventare la base per discutere. La Champions League è nata così: la risposta dell'Uefa a un gruppo di privati (Marco Bogarelli presidente di Infront Italia e Andrea Abodi, presidente della Lega di serie B, allora soci di Media Partners) che volevano far nascere un nuovo e rivoluzionario campionato europeo per club al posto della Coppa del Campioni. Presidente De Laurentiis, se ha un'idea la metta sul tappeto, dia un senso alla Lega calcio appiattita solo sui diritti televisi.
I milioni della tv sono l'unico pensiero: che errore! Vedremo con gli stadi sempre più vuoti, uno spettacolo triste per le televisioni, se in futuro i soldi saranno sempre gli stessi: E cresce la concorrenza di Premier e Liga: la globalizzazione è anche questo.
Poi la violenza. Sono politicamente lontano dal ministro degli Interni, Maroni e dal suo partito, ma approvo tutto quello che sta facendo per cercare di risolvere il problema della violenza negli stadi. Ma che tristezza dover aspettare il Viminale per sapere ogni settimana quali tifosi possono viaggiare per seguire la propria squadra. Possibile che non ci siano altre strade? E le società che cosa stanno facendo di concreto? Nulla.
Purtroppo sono arrivato alla triste conlcusione che in Italia peggio della politica c'è solo il calcio. Non si muove niente: stessi personaggi da decenni, stesso immobilismo.
Ma domani si ricomincia a giocare e tutto sarà dimenticato, l'unico problema sarà chi fermerà l'Inter. Che vinca il migliore. Ma noi continuiamo a sperare che oltre ai gol e al bel gioco si possano vedere allo stadio famiglie e bambini. Sarebbe lo scudetto più bello per tutto il calcio italiano.