Visti dall'ala

Roma e Milan, che crollo
Inter, lo stile è da grande

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Crollano le grandi ma prima di analizzare il perchè di queste pesanti sconfitte onore al Cagliari e Cesena. Altro che piccole e timori reverenziali: queste se ne fregano dei miliardi spesi, di Ibrahimovic, di Totti e di Borriello. Mentalità nuova quella di Bisoli e Ficcadenti, squadre senza paura che se la sono giocata alla grande e hanno vinto con pieno merito. E una bocciatura sonora a chi spende soldi senza progetto, tanto per spendere.

Ho assistito in diretta al crollo della Roma, un vero disastro. E le colpe di Ranieri non sono poche. Se decide di giocare con Totti e Borriello non può mettergli intorno giocatori come Perrotta e Menez che non fanno altro che affollare la parte centrale del campo. Servono degli esterni bravi a proporsi e a crossare dal fondo per l'ex milanista. Totti non ha più la velocità per saltare l'uomo e nei pochi minuti che è stato in campo ha sofferto nel districarsi tra il suo marcatore e gli avversari che gli hanno portato Menez e Perotta. Ma nessuno in Italia ha la sua classe e la sua velocità nel vedere il gioco, Ranieri gli deve creare spazi. 
La Roma è stata troppo brutta per essere vera e Ranieri deve cominciare a preoccuparsi perchè il pareggio con il Cesena alla prima giornata, che già avevava sollevato dubbi, sembra non essere un episodio. La Roma non è più la bella e spettacolare squadra dello scorso anno. Manca anche la grinta e quella voglia di vincere che nella passata stagione ha portato la Roma ad un passo dallo scudetto. E ho visto tanti fermi sulle gambe. Giocatori appagati? Ma da cosa? Non hanno vinto nulla... Lo schiaffo di Cagliari, che fa male, potrebbe avere solo un aspetto postivo: aver svegliato la squadra.
Speriamo che l'incidente a Daniele Conti sia meno grave di quello che sembrava in diretta. E' stato commovente vedere la preoccupazione del papà Bruno a bordo campo.

Il Milan non l'ho visto giocare quindi non voglio dare giudizi su una sconfitta così pesante. I dubbi su come Ibrahimovic avrebbe potuto adattarsi nel Milan li avevamo espressi in tempi non sospetti, quando tutti celebravano Berlusconi e Galliani. Lo svedese è un campione, uno dei giocatori più forti del mondo, ma ha caratteristiche precise: da il massimo quando la squadra gioca per lui, non ama tanti campioni vicino,in attacco. Ho il sospetto che siano stati spesi miliardi senza un progetto sportivo. Nel Barcellona, Ibra è durato poco, nel Milan soffrirà con Pato, Ronaldinho e Robinho, tutti giocatori che amano portare palla e dialogare nello stretto. Tutto il contratto di quello che vuole lo svedese: palle lunghe e compagni che si inseriscono sui suoi assist. Sarà dura per Allegri e questa sconfitta pesante complica tutto.

L'Inter ha vinto ma ha sofferto contro l'Udinese, è evidente come sia una squadra ancora in fase di costruzione o, forse è meglio dire, di ricostruzione. Deve dimenticare i fasti della scorsa stagione dove ha vinto tutto, dimenticare quel gioco che l'ha portata sul tetto d'Italia e d'Europa, dimenticare Mourinho. Non sarà facile e Benitez ci sta provando. Non so se questa squadra sarà in grado di essere vincente quanto quella del portoghese, c'è ancora lavoro da fare. Il gioco non convince: il pareggio di Bologna alla prima giornata e la vittoria sofferta con l'Udinese fanno capire che il cantiere è ancora aperto e non è possibile dare giudizi definitivi. Presto sapremo se a Benitez sarà riuscita l'impresa di cambiare pelle all'Inter continuando a vincere in campionato e Champions. Una cosa però possiamo dirla: l'Inter ha ormai raggiunto, proprio con lo spagnolo, una dimensione da grandissima squadra. Niente più polemiche, nè la necessità di spostare i riflettori fuori dal campo come ha fatto benissimo Mourinho. Questa Inter di Benitez vuole misurarsi solo sul campo, vincere solo giocando a calcio, non ha bisogno di clamori, polemiche e nemici. E' diventata una grande società dove Morati puoi risparmiare sul mercato e promettere nuovi acquisti a gennaio, se dovessero servire, con grande serenità. Benitez ne ha preso atto e ha continuato a lavorare senza dire una parola e senza creare tensioni. Un passo avanti importante per una società che vuole restare nell'elite mondiale del calcio.