Il campionato dopo tre giornate ha ritrovato la sua vera protagonista. Ha ragione Cambiasso, l'Inter è ancora più forte dello scorso anno e certamente è la squadra più forte della serie A: chi vuole vincere lo scudetto dovrà fare ancora i conti con gli uomini di Benitez. Con il Palermo è stata, però, una squadra dal doppio volto: da 10 in attacco, insufficiente nella fase difensiva. Julio Cesar è stato il migliore in campo e il Palermo avrebbe potuto segnare almeno 4 gol. Se anche nelle prossime partite l'Inter dimostrerà gli stessi problemi, per le avversarie potrebbe esserci una speranza in più. In attacco, invece, funziona già tutto benissimo. Sono daccordo con Benitez quando dice di aver rivisto il miglior Milito, l'argentino non ha ancora segnato ma è stato un' insidia costante per il Palermo. Ci ha pensato Eto'o a portare a casa la vittoria ma è stato tutto l'attacco a funzionare a meraviglia: straordinario il secondo gol.
Juventus ritrovata, pimpante, fresca atleticamente, ha sfruttato bene tutte le occasioni. Splendido il gol di Quagliarella, puntuali gli inserimenti di Marchisio. Solo piccole sbavature in difesa con qualche fuorigioco scattato male. Delneri non sembra avere un organico a livello dell'Inter ma ha fatto bene a correggere le dichiarazioni della scorsa settimana sullo scudetto: con questa squadra può lottare fino alla fine e cercare di approffitare di eventuali, clamorosi, cedimenti delle formazioni più accreditate.
La prima è la Roma che si sta mettendo fuori dalla corsa scudetto da sola. La Roma è tornata a fare la Roma, (la frase non è mia, ma di qualcuno che conosce bene la piazza): può fare un grande primo tempo e poi sparire e rovinare tutto come le è capitato con il Bololgna e lo scorso anno con la Sampdoria dove si è giocata lo scudetto. E' un problema di presunzione: questa squadra non può giocare con Totti, Boriello e Menez, non ha la forza di sopportare tre giocatori con quelle caratteristiche. Ranieri qualcosa deve fare e rivedere, ma meglio se prima della partita
Il Milan si è rifermato: con l'Auxerre la partita è stata risolta da due prodezze di Ibrahimovic ma la squadra ha giocato male. Questo Milan è legato alle individualità: o i campioni fanno la differenza oppure la squadra è inguardabile. E pensare che lo scorso anno sul gioco che non c'era hanno praticamente bruciato Leonardo. Ma avevo pochi dubbi che non sarebbero bastati Ibrahimovic e Robinho per arrivare ai livelli dell'Inter. Le grandi squadre si costruiscono dalle fondamenta, non dal tetto. Il Milan di oggi si regge su due campioni ma non è una squadra come era quella degli "Invincibili". Mi stupisco che Galliani, che è stato l'artefice di quei successi, non sia riuscito a far capire al suo presidente che solo con i giocolieri non si vincono gli scudetti. Serve un progetto serio. Quei fenomeni fanno divertire e gettano fumo negli occhi. Ma per il gioco visto in queste prime partite i tifosi dovrebbero preoccuparsi.
Juventus ritrovata, pimpante, fresca atleticamente, ha sfruttato bene tutte le occasioni. Splendido il gol di Quagliarella, puntuali gli inserimenti di Marchisio. Solo piccole sbavature in difesa con qualche fuorigioco scattato male. Delneri non sembra avere un organico a livello dell'Inter ma ha fatto bene a correggere le dichiarazioni della scorsa settimana sullo scudetto: con questa squadra può lottare fino alla fine e cercare di approffitare di eventuali, clamorosi, cedimenti delle formazioni più accreditate.
La prima è la Roma che si sta mettendo fuori dalla corsa scudetto da sola. La Roma è tornata a fare la Roma, (la frase non è mia, ma di qualcuno che conosce bene la piazza): può fare un grande primo tempo e poi sparire e rovinare tutto come le è capitato con il Bololgna e lo scorso anno con la Sampdoria dove si è giocata lo scudetto. E' un problema di presunzione: questa squadra non può giocare con Totti, Boriello e Menez, non ha la forza di sopportare tre giocatori con quelle caratteristiche. Ranieri qualcosa deve fare e rivedere, ma meglio se prima della partita
Il Milan si è rifermato: con l'Auxerre la partita è stata risolta da due prodezze di Ibrahimovic ma la squadra ha giocato male. Questo Milan è legato alle individualità: o i campioni fanno la differenza oppure la squadra è inguardabile. E pensare che lo scorso anno sul gioco che non c'era hanno praticamente bruciato Leonardo. Ma avevo pochi dubbi che non sarebbero bastati Ibrahimovic e Robinho per arrivare ai livelli dell'Inter. Le grandi squadre si costruiscono dalle fondamenta, non dal tetto. Il Milan di oggi si regge su due campioni ma non è una squadra come era quella degli "Invincibili". Mi stupisco che Galliani, che è stato l'artefice di quei successi, non sia riuscito a far capire al suo presidente che solo con i giocolieri non si vincono gli scudetti. Serve un progetto serio. Quei fenomeni fanno divertire e gettano fumo negli occhi. Ma per il gioco visto in queste prime partite i tifosi dovrebbero preoccuparsi.