Finalmente abbiamo visto nel campionato italiano una grande partita di calcio. Milan e Juventus hanno offerto uno spettacolo che non vedevamo da anni: una partita col giusto agonismo, due squadre schierate bene in campo, tanta voglia di vincere e soprattutto tanti campioni. La Juve è stata brava a capire subito e per prima cosa serviva per vincere la partita, con Quagliarella e Martinez ma soprattutto con un grande Del Piero. Io ormai lo dico da tempo: questa Juventus, se avesse due difensori esterni di valore, potrebbe tranquillamente lottare per lo scudetto, in un campionato dove ancora non c'è una squadra in grado di fare la differenza. La partita con il Milan ha dimostrato che ormai Delneri ha individuato la squadra ideale: a centrocampo i ritrovati Aquilani e Felipe Melo garantiscono filtro e qualità. Ora vorrei aprire un capitolo a parte per Del Piero, un mio pallino. In Italia, se non è il migliore, è certamente tra i migliori, ma alla Juventus, negli ultimi anni, qualcuno non l'ha capito. Ci voleva tanto, magari copiando Spalletti, e far giocare Del Piero centravanti alla Totti? Non bisognava essere dei geni del calcio per vedere che Alex aveva le qualità per poter fare quello che Totti ha fatto nella Roma da centravanti. Eppure hanno continuato a comprare attaccanti su attaccanti, delusioni su delusioni, e i fatti, non le parole, hanno dimostrato che Del Piero è sempre il migliore.
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L'Inter vista con il Genoa è stata sicuramente brava perché ha giocato una buona partita e ha meritato di vincere, ma questa volta, più che la classe e la determinazione dei suoi giocatori, è stata fondamentale la fortuna. Quel tiro di Muntari aveva poche pretese, se non avesse incontrato la zolla che ha ingannato Eduardo. Però comunque Benitez alla fine è lì, a un passo dalla vetta, con la qualificazione in Champions in tasca e Mourinho sempre più lontano. Non è poco per un allenatore che era stato accolto con qualche scetticismo.
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L'Inter vista con il Genoa è stata sicuramente brava perché ha giocato una buona partita e ha meritato di vincere, ma questa volta, più che la classe e la determinazione dei suoi giocatori, è stata fondamentale la fortuna. Quel tiro di Muntari aveva poche pretese, se non avesse incontrato la zolla che ha ingannato Eduardo. Però comunque Benitez alla fine è lì, a un passo dalla vetta, con la qualificazione in Champions in tasca e Mourinho sempre più lontano. Non è poco per un allenatore che era stato accolto con qualche scetticismo.