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Benitez, serve la svolta
Spalletti l'alternativa giusta

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La sconfitta con il Chievo ha aperto all'Inter il "toto allenatore", gioco che quest'anno precederà la tombola. Benitez è a rischio, chi potrebbe essere il sostituto? Un giro lo faccio anch'io e punto su Spalletti (Leonardo, Capello e Trapattoni gli altri nomi che girano), un allenatore bravo, che ha voglia di tornare in Italia e che potrebbe essere l'ideale per la squadra di Moratti. Ma confesso che ho un debole per Benitez e spero fortemente che la squadra possa uscire da questo momento nero con lo spagnolo. Benitez è un grande tecnico, lo dimostrano le tante vittorie ottenute in Spagna, Inghilterra ed Europa, è una persona perbene e non meriterebbe l'esonero. Il campo e i risultati dicono, però, in maniera ormai inconfutabile che l'Inter è in crisi. Diamo a tecnico e squadra gli alibi che meritano: la serie incredibile di infortuni e la sfortuna (anche contro il Chievo un palo decisivo). Ma questo non basta a spiegare i -9 dal Milan. La squadra ha perso completamente la sua peculiarità che l'aveva portata sul tetto d'Europa e d'Italia: non sa lottare, prende gol che non sono da grande squadra, troppa facile per gli avversari superare Julio Cesar e i giocatori sono sempre in difficoltà sui contrasti. Una squadra "molle". Una squadra in evidente difficoltà. Ed è qui che deve intervenire l'allenatore, è in questi frangenti che si vede la sua bravura: deve capire i problemi e trovare le soluzioni. Sono tante le cause della crisi dell'Inter: troppe vittore, troppe tensioni. E forse c'è dell'altro. I giocatori hanno detto di essere dalla parte di Benitez, è arrivato il momento che insieme escano da questa palude. Ma la responsabilità maggiore è del tecnico: lui dovrà dare una nuova impronta a questa Inter, un' identità che ancora non si è vista. Eto'o è l'unico che non sembra essere rimasto vittima della sindrome Mourinho: Sneijder è irriconoscibile, il Santon visto a Verona ci fa capire perchè non gioca, Pandev un fantasma. Sono tutti campioni, ora Benitez deve trovare la chiave per farli tornare ai loro livelli.
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La Juve ha vinto da grande: massimo risultato con il minimo sforzo. Deve ringraziare un grande portiere, Storari, e l'uomo che ha dato una svolta a questa squadra: Aquilani. L'ex romanista era evidentemente l'uomo giusto per dare alla Juventus gli equilibri che non riusciva a trovare. Da quando c'è lui ha cominciato a giocare benissimo Felipe Melo, Krasic è diventato devastante sulla fascia destra e Marchisio, che ora può inserirsi senza palla, è tornato ad essere un giocatore determinante.  Con Grosso, che ha coperto la lacuna della fascia sinistra, questa Juventus può veramente lottare sino alla fine per lo scudetto: in un campionato senza grandissime squadre gli uomini di Delneri ci possono provare.
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Come ci sta provando il Milan che certamente alla vigilia del campionato non pensava di trovarsi in fuga a fine novembre. La squadra di Allegri è diventata la grande favorita e al momento solo Roma e Juventus possono evitare che diventi un campionato noioso. Il Milan ha uomini ed esperienza per poter restare a lungo in alto. E ha un tecnico di grande personalità: con i successi si sta costruendo la sua autonomia, il non dover rendere conto a nessuno delle scelte tecniche anche quando (i tre mediani) contrastano apertamente con le aspettative di chi paga (Berlusconi) che vorrebbe solo attaccanti in campo. L'umiltà prima dello spettacolo e il Milan è in fuga.
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Bravo anche il Palermo che ormai è stabilmente nella parte alta della classifica. Ha dimostrato di essere una squadra che sa soffrire e questo potrebbe essere l'anno giusto per ottenere risultati importanti. Sarebbe un giusto premio per l'impegno dei giocatori, di Rossi e soprattutto del presidente Zamparini. E' merito suo se i siciliani sono entrati nell'elite del calcio italiano e solo con lui possono continuare a crescere, quindi spero che il presidente desista dalla volontà di vendere il club. Se vuole mi metto a sua disposizione per dargli una mano come dirigente purchè non venda il Palermo. Il calcio italiano ha bisogno di gente che investe con passione.