Non è vero cha la Vecchia Signora ha perso l'appeal come dice Buffon, è che deve adeguarsi ai tempi. Finita l'era dell'arroganza sul mercato, della potenza economica che permettavano di staccare assegni che nessuno poteva permettersi. Finiti perchè la proprietà, la Fiat, non è più quella di Gianni Agnelli. L' Avvocato trattava con la Cgil di Luciano Lama e comprava Anastasi per far felici gli operai. Lo scudetto era un obbligo "sociale". Questa Fiat è diversa: Sergio Marchionne si contrappone alla Fiom e alla Cgil e minaccia di chiudere Mirafiori e Pomigliano: non ha tempo di pensare al calcio. Per John Elkann la Juventus è il ricordo del nonno più che un'autentica passione e, soprattutto, non vuole derogare dal nuovo corso aziendale: vietate le follie, comanda il conto economico.
Il vero problema è che sono stati buttati via quattro anni: ha ragione Fabrizio Bocca, la Juventus della serie B era più forte di questa. La passata gestione non è stata in grado di comprare un solo giocatore di caratura internazionale: per il centrocampo il massimo che sono riusciti a prendere, pagandoli milioni di euro, sono stati Poulsen e Felipe Melo. Non sapevano cosa comprare. E questi sono errori gli tecnici. Ben più grave non aver compreso il nuovo corso e non essersi adeguati. Una buona programmazione, una diversa politica dei giovani poteva compensare il ridimensionamento economico. L'esempio poteva essere il Barcellona e la sua "cantera" o l'Udinese che con pochi soldi scopre fenomeni in tutto il mondo. Nulla è stato fatto e ora Andrea Agnelli e Marotta si trovano a dover ricostruire tutto. Hanno il vantaggio di avere carta bianca dalla proprietà, ma il lavoro sarà difficile e anche lungo. Ci vuole pazienza, tanta e sapere che vincere sarà sempre più difficile.
Il vero problema è che sono stati buttati via quattro anni: ha ragione Fabrizio Bocca, la Juventus della serie B era più forte di questa. La passata gestione non è stata in grado di comprare un solo giocatore di caratura internazionale: per il centrocampo il massimo che sono riusciti a prendere, pagandoli milioni di euro, sono stati Poulsen e Felipe Melo. Non sapevano cosa comprare. E questi sono errori gli tecnici. Ben più grave non aver compreso il nuovo corso e non essersi adeguati. Una buona programmazione, una diversa politica dei giovani poteva compensare il ridimensionamento economico. L'esempio poteva essere il Barcellona e la sua "cantera" o l'Udinese che con pochi soldi scopre fenomeni in tutto il mondo. Nulla è stato fatto e ora Andrea Agnelli e Marotta si trovano a dover ricostruire tutto. Hanno il vantaggio di avere carta bianca dalla proprietà, ma il lavoro sarà difficile e anche lungo. Ci vuole pazienza, tanta e sapere che vincere sarà sempre più difficile.