Il Milan formula generosità continua a regalare sogni alle inseguitrici. Anche con il Genoa non è risucito ad andare oltre il pari, ed è il secondo consecutivo dopo quello di martedì con la Lazio, e questo rende sempre più appassionante la lotta scudetto. Il Napoli ha accorciato le distanze e si è riportato a tre punti dalla vetta, Roma e Inter che devono anche recuperare una partita sono sempre più insidiose. Allegri deve cominciare a preoccuparsi perchè cominciano ad essere tanti i punti persi per strada per una squadra che vuole vincere il titolo. E la prossima settimana ritornerà la Champions League che avrà ripercussioni sul campionato. Campanelli d'allarme a Milanello...
Inter-Roma, che spettacolo. Gran calcio tra due squadre fortissime. Nel primo tempo poteva chiudere in vantaggio la Roma che ha giocato 15 minuti di calcio-spettacolo con Vucinic e Menez, ma è stata brava l'Inter a sfruttare gli errori difensivi dei giallorossi. Nella ripresa è venuta fuori la classe dell'Inter: ma la squadra di Ranieri ha dimostrato di avere un grande carattere, oltre alla qualità: rimasta in dieci e tre gol sotto, ha continuato a giocare sino a sfiorare il pareggio. Queste sono partite che anche se non portano punti regalano grande morale. La vittoria rilancia l'Inter in classifica alle spalle del Milan ma non credo che per questa Roma sia chiuso il discorso scudetto
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Il Napoli a questo punto deve crederci. Io ora spero che la squadra di Mazzarri sia eliminata dall'Europa League per potersi poi concentrare solo sul campionato. Deve solo trovare una maggiore continuità ed evitare quei passaggi a vuoto come nella trasferta di Chievo. Non sarà facile perchè Mazzarri può disporre di un organico limitato, almeno nelle eccellenze, e questo peserà. Ma ha due vantaggi: l'entusiasmo e la leggerezza di non avere obblighi perchè lo scudetto a questo Napoli non lo ha chiesto nessuno.
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Per la Juventus è arrivata una vittoria importante almeno per regalare una settimana di tranquillità a Delneri. La vittoria di Cagliari ha dimostrato che la squadra bianconera ha gli uomini giusti per poter disputare un campionato da protagonista. Cagliari era una trasferta insidiosa contro una squadra in forma, ma gli uomini di Delneri hanno retto bene il campo e colpito con Toni e Matri. Quando saranno recuperati tutti gli infortunati e Krasic tornerà ad un livello di forma accettabile, sarà dura per tutti battere la Juventus. Non crediamo faccia più in tempo ad inserirsi nella lotta scudetto ma può certamente centrare l'obiettivo Champions League. Ma ora per Agnelli, Marotta e Delneri comincia una fase ancora più delicata: avranno tre mesi di tempo per capire quali giocatori potranno restare nella prossima stagione e quali inserimenti di mercato fare questa estate. L'errore che devono evitare è una nuova rivoluzione: il prossimo anno la Juventus ha l'obbligo di lottare per lo scudetto e per farlo non potrà essere ancora una volta un cantiere. Serve un grande lavoro in questi mesi per gettare le basi e cominciare a programmare il mercato del salto di qualità.
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Non si era visto tante volte un giocatore piangere dopo il gol ed è successo a Miccoli contro il suo Lecce. Tutto bello e commovente, ma a me piace un calcio senza esagerazioni. Odio la violenza in tutti suoi aspetti materiali e verbali, ma non mi piace neanche la drammatizzazione degli affetti. Lecce-Palermo è solo una partita di calcio, con punizioni, azioni e gol. Niente altro: se Miccoli segna al Lecce non è alto tradimento e solo una partita di calcio che deve regalare divertimento a chi sta in tribuna e cha va onorata, questo sì, con comportamenti sempre esemplari di chi va in campo. Posso capire Matri che non esulta per i suoi due gol al Cagliari, ma è stata una forma di rispetto verso quei colleghi con i quali aveva lavorato sino alla settimana prima. A Miccoli nessuno avrebbe dato del traditore dopo quella splendida punizione. E poi Fabrizio se proprio ci tiene tanto al suo Lecce, stracci il suo contratto con il Palermo e vada con De Canio, quallo sarebbe un vero atto d'amore alla Lucarelli (rinunciò ad un miliardo per giocare con il suo Livorno).
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Mi ha deluso la Lazio e mi deluso Reja. La Lazio perchè ha sprecato una grande occasione per accorciare sul Milan: il Chievo è stato aggressivo ma dopo il vantaggio di Hernanes ha regalato il pareggio con una dormita della difesa. Ma la vera delusione è stato Reja: ai microfoni di Sky, dopo la partita, ha accusato Bergomi e Caressa di aver "linciato" verbalmente Kojak durante la partita Milan-Lazio. Non voglio prendere le difese dei due colleghi perchè non ne hanno bisogno ma non capisco perchè gli allenatori stiano prendendo la brutta abitudine di prendersela sempre con chi commenta le partite. Chi commenta o scrive fa il suo lavoro senza pregiudizi. Un tecnico può sbagliare una formazione, noi possiamo sbagliare una aggettivo ma sempre in buona fede. Come si può accusare Bergomi e Caressa di aver voluto linciare un giovane come Kojak? E mi dispiace che queste critiche siano arrivate da Reja, una persona per bene e sempre equilibrata. Ma anche lui, evidentemente, si è fatto prendere dalla sindrome del complotto. Non è che la televisione sta diventando l'alibi delle carenze degli allenatori?
Inter-Roma, che spettacolo. Gran calcio tra due squadre fortissime. Nel primo tempo poteva chiudere in vantaggio la Roma che ha giocato 15 minuti di calcio-spettacolo con Vucinic e Menez, ma è stata brava l'Inter a sfruttare gli errori difensivi dei giallorossi. Nella ripresa è venuta fuori la classe dell'Inter: ma la squadra di Ranieri ha dimostrato di avere un grande carattere, oltre alla qualità: rimasta in dieci e tre gol sotto, ha continuato a giocare sino a sfiorare il pareggio. Queste sono partite che anche se non portano punti regalano grande morale. La vittoria rilancia l'Inter in classifica alle spalle del Milan ma non credo che per questa Roma sia chiuso il discorso scudetto
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Il Napoli a questo punto deve crederci. Io ora spero che la squadra di Mazzarri sia eliminata dall'Europa League per potersi poi concentrare solo sul campionato. Deve solo trovare una maggiore continuità ed evitare quei passaggi a vuoto come nella trasferta di Chievo. Non sarà facile perchè Mazzarri può disporre di un organico limitato, almeno nelle eccellenze, e questo peserà. Ma ha due vantaggi: l'entusiasmo e la leggerezza di non avere obblighi perchè lo scudetto a questo Napoli non lo ha chiesto nessuno.
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Per la Juventus è arrivata una vittoria importante almeno per regalare una settimana di tranquillità a Delneri. La vittoria di Cagliari ha dimostrato che la squadra bianconera ha gli uomini giusti per poter disputare un campionato da protagonista. Cagliari era una trasferta insidiosa contro una squadra in forma, ma gli uomini di Delneri hanno retto bene il campo e colpito con Toni e Matri. Quando saranno recuperati tutti gli infortunati e Krasic tornerà ad un livello di forma accettabile, sarà dura per tutti battere la Juventus. Non crediamo faccia più in tempo ad inserirsi nella lotta scudetto ma può certamente centrare l'obiettivo Champions League. Ma ora per Agnelli, Marotta e Delneri comincia una fase ancora più delicata: avranno tre mesi di tempo per capire quali giocatori potranno restare nella prossima stagione e quali inserimenti di mercato fare questa estate. L'errore che devono evitare è una nuova rivoluzione: il prossimo anno la Juventus ha l'obbligo di lottare per lo scudetto e per farlo non potrà essere ancora una volta un cantiere. Serve un grande lavoro in questi mesi per gettare le basi e cominciare a programmare il mercato del salto di qualità.
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Non si era visto tante volte un giocatore piangere dopo il gol ed è successo a Miccoli contro il suo Lecce. Tutto bello e commovente, ma a me piace un calcio senza esagerazioni. Odio la violenza in tutti suoi aspetti materiali e verbali, ma non mi piace neanche la drammatizzazione degli affetti. Lecce-Palermo è solo una partita di calcio, con punizioni, azioni e gol. Niente altro: se Miccoli segna al Lecce non è alto tradimento e solo una partita di calcio che deve regalare divertimento a chi sta in tribuna e cha va onorata, questo sì, con comportamenti sempre esemplari di chi va in campo. Posso capire Matri che non esulta per i suoi due gol al Cagliari, ma è stata una forma di rispetto verso quei colleghi con i quali aveva lavorato sino alla settimana prima. A Miccoli nessuno avrebbe dato del traditore dopo quella splendida punizione. E poi Fabrizio se proprio ci tiene tanto al suo Lecce, stracci il suo contratto con il Palermo e vada con De Canio, quallo sarebbe un vero atto d'amore alla Lucarelli (rinunciò ad un miliardo per giocare con il suo Livorno).
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Mi ha deluso la Lazio e mi deluso Reja. La Lazio perchè ha sprecato una grande occasione per accorciare sul Milan: il Chievo è stato aggressivo ma dopo il vantaggio di Hernanes ha regalato il pareggio con una dormita della difesa. Ma la vera delusione è stato Reja: ai microfoni di Sky, dopo la partita, ha accusato Bergomi e Caressa di aver "linciato" verbalmente Kojak durante la partita Milan-Lazio. Non voglio prendere le difese dei due colleghi perchè non ne hanno bisogno ma non capisco perchè gli allenatori stiano prendendo la brutta abitudine di prendersela sempre con chi commenta le partite. Chi commenta o scrive fa il suo lavoro senza pregiudizi. Un tecnico può sbagliare una formazione, noi possiamo sbagliare una aggettivo ma sempre in buona fede. Come si può accusare Bergomi e Caressa di aver voluto linciare un giovane come Kojak? E mi dispiace che queste critiche siano arrivate da Reja, una persona per bene e sempre equilibrata. Ma anche lui, evidentemente, si è fatto prendere dalla sindrome del complotto. Non è che la televisione sta diventando l'alibi delle carenze degli allenatori?