Napoli, Mazzarri come Mou
Juve, con Matri cambia tutto
Grande Juve, ha meritato la vittoria contro l'Inter giocando una bella partita. La squadra di Delneri è stata compatta, precisa e molto, molto, concentrata: ha concesso solo due occasioni (clamorasa la traversa di Eto'o) nel finale quando era rimasta in dieci. Ma la notizia più bella è che ha trovato un giocatore importante: Matri. L'ex cagliaritano ha già segnato tre reti, ma la cosa più importante per Delneri è la dimostrazione di solidità e velocità che l'attaccante sta dando alla squadra. Certo è facile trovare le giuste motivazione affrontando l'Inter, ora la Juventus deve trovare continuità per centrare il vero obiettivo della stagione, la qualificazione in Champions League. La Juventus vista con l'Inter può tranquillamente farcela.
Brutta sconfitta per l'Inter in chiave scudetto. La squadra è apparsa lenta e poco precisa, una brutta partita con l'errore clamoroso di Eto'o nel finale che dim…
Brutta sconfitta per l'Inter in chiave scudetto. La squadra è apparsa lenta e poco precisa, una brutta partita con l'errore clamoroso di Eto'o nel finale che dim…
Grande Juve, ha meritato la vittoria contro l'Inter giocando una bella partita. La squadra di Delneri è stata compatta, precisa e molto, molto, concentrata: ha concesso solo due occasioni (clamorasa la traversa di Eto'o) nel finale quando era rimasta in dieci. Ma la notizia più bella è che ha trovato un giocatore importante: Matri. L'ex cagliaritano ha già segnato tre reti, ma la cosa più importante per Delneri è la dimostrazione di solidità e velocità che l'attaccante sta dando alla squadra. Certo è facile trovare le giuste motivazione affrontando l'Inter, ora la Juventus deve trovare continuità per centrare il vero obiettivo della stagione, la qualificazione in Champions League. La Juventus vista con l'Inter può tranquillamente farcela.
Brutta sconfitta per l'Inter in chiave scudetto. La squadra è apparsa lenta e poco precisa, una brutta partita con l'errore clamoroso di Eto'o nel finale che dimostra che era una brutta serata perchè il camerunense quelle palle noin le sbaglia mai. Ora l'Inter deve archiviare in fretta questo passo falso, mercoledì la gara con la Fiorentina è diventata determinante: se non vince a Firenze può già dire addio allo scudetto
***
Il Napoli è la squadra migliore del campionato, meglio anche del Milan, sta facendo cose pazzesche, inimagginabili, ed ora è li a giocarsi lo scudetto. Conosco bene la città, quei meravigliosi tifosi e la loro scaramanzia: nessuno pronuncerà mai quella parola. Ma la vittoria di Roma ha tolto gli ultimi dubbi: la squadra di Mazzarri ha tutte le carte in regola per essere protagonista fino alla fine, e non le manca nulla per vincere.
Difficile dire quale sia la qualità predominante, analizzare i segreti di un successo: determinazione, bel gioco compatezza, hanno voglia di divertirsi. Vedi correre tutti tanto e senza palla, tutti pronti ad aiutarsi in campo: il mix che ci vuole per arrivare a lottare per grandi traguardi. Mi sembra l'Inter di Mourinho: Mazzarri, come il portoghese, ha scelto un blocco e punta su quello, ma secondo me questo Napoli gioca meglio della grande Inter. Loro, poi, avevano altre qualità: carattere e difesa granitica. Ma la fantasia di Lavezzi, Hamsik e Cavani è merce rara. Un Napoli così può lottare per lo scudetto e poi si vedrà cosa servirà per renderla forte negli anni. Il futuro è azzurro.
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Il Milan ha incontrato un Parma che ha fatto veramente poco per metterlo in difficoltà, però ha risposto con veemenza a tutte le critiche che gli erano piovute addosso dopo i pareggi con la Lazio e il Genoa. C'era già chi parlava di crisi: la risposta è stata forte e completa. Difesa perfetta; Cassano ispirato in fase conclusiva e per gli assist che ha distribuito; Gattuso ha fatto un passaggio a Cassano da "Cassano". E poi Robinho. Un segnale importante: è entrato dalla panchina e ha tramutato la sua rabbia in energia positiva per la squadra. Due gol e tanta corsa e classe. Questi sono segnali da grande squadra: si vede che oltre alla qualità del giocatore, c'è una società che sa gestire certe situazioni. Campo o panchina nessuna dimostrazione di insofferenza da parte dei giocatori esclusi e chi entra è sempre pronto a dare il massimo per il bene della squadra. Queste sono condizioni indispensabili per vincere.
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Per capire lo stato d'animo della Roma basta un episodio della partita con il Napoli: Menez perde palla a centrocampo: Ti aspetti una reazione, magari un fallo per contrastare l'avversario. Invece niente, il francese si tira indietro senza lottare, si arrende subito. E' l'azione che porterà poi al rigore e al vantaggio di Cavani. Eppure Menez era entrato dalla panchina, ne avrebbe avuta di rabbia da sfogare. Che differenza dalla reazione di Robinho all'esclusione, o alla determinazione dei giocatori del Napoli. Apatia pura e pericolosa del francese, ma sintomo del male della Roma. E non è la prima volta: chi ha giocato al calcio è da mesi che vedendo giocare la Roma percepisce che a Trigoria qualcosa non va. Non ci sono segnali da grande squadra, da gruppo che vuole vincere. E quando accadono queste cose le responsabilità vanno dal magazziniere al presidente passando per tecnico e giocatori, con percentuali diverse rapportate alle responsabilità. Ma nessuno è esente da colpa.
E' stato brutto vedere Ranieri accusare la squadra di non correre e di non avere grinta, triste sentirgli dire "è tutta colpa mia". Impensabile solo qualche me se fa quando la stessa Roma ha sfiorato lo scudetto. Si è rotto il giocattolo e la cosa brutta, è che sembra evidente che nessuno abbia voglia o capacità di riaggiustarlo. La Sensi è ormai fuori, i dirigenti pensano solo a conservare il posto e a cercare sponde con i nuovi proprietari. Ranieri sembra in confusione: in questi momenti di difficoltà dovrebbe puntare sui giocatori di esperienza e personalità e invece Totti va in panchina per far giocare un Taddei che è l'ombra del giocatore che conosciamo. E poi, anche tatticamente non convince: rispetto alla passata stagione, la Roma ha il baricentro almeno 30 metri indietro, troppa paura per essere una grande squadra.
Noi possiamo solo essere rammaricati perchè il campionato ha perso una protagonista nella lotta scudetto e che può cercare di salvare la stagione solo con la Champions e cercando di qualificarsi per la Champions. Con la rosa a disposizione di Ranieri è veramente una stagione buttata via.
Brutta sconfitta per l'Inter in chiave scudetto. La squadra è apparsa lenta e poco precisa, una brutta partita con l'errore clamoroso di Eto'o nel finale che dimostra che era una brutta serata perchè il camerunense quelle palle noin le sbaglia mai. Ora l'Inter deve archiviare in fretta questo passo falso, mercoledì la gara con la Fiorentina è diventata determinante: se non vince a Firenze può già dire addio allo scudetto
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Il Napoli è la squadra migliore del campionato, meglio anche del Milan, sta facendo cose pazzesche, inimagginabili, ed ora è li a giocarsi lo scudetto. Conosco bene la città, quei meravigliosi tifosi e la loro scaramanzia: nessuno pronuncerà mai quella parola. Ma la vittoria di Roma ha tolto gli ultimi dubbi: la squadra di Mazzarri ha tutte le carte in regola per essere protagonista fino alla fine, e non le manca nulla per vincere.
Difficile dire quale sia la qualità predominante, analizzare i segreti di un successo: determinazione, bel gioco compatezza, hanno voglia di divertirsi. Vedi correre tutti tanto e senza palla, tutti pronti ad aiutarsi in campo: il mix che ci vuole per arrivare a lottare per grandi traguardi. Mi sembra l'Inter di Mourinho: Mazzarri, come il portoghese, ha scelto un blocco e punta su quello, ma secondo me questo Napoli gioca meglio della grande Inter. Loro, poi, avevano altre qualità: carattere e difesa granitica. Ma la fantasia di Lavezzi, Hamsik e Cavani è merce rara. Un Napoli così può lottare per lo scudetto e poi si vedrà cosa servirà per renderla forte negli anni. Il futuro è azzurro.
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Il Milan ha incontrato un Parma che ha fatto veramente poco per metterlo in difficoltà, però ha risposto con veemenza a tutte le critiche che gli erano piovute addosso dopo i pareggi con la Lazio e il Genoa. C'era già chi parlava di crisi: la risposta è stata forte e completa. Difesa perfetta; Cassano ispirato in fase conclusiva e per gli assist che ha distribuito; Gattuso ha fatto un passaggio a Cassano da "Cassano". E poi Robinho. Un segnale importante: è entrato dalla panchina e ha tramutato la sua rabbia in energia positiva per la squadra. Due gol e tanta corsa e classe. Questi sono segnali da grande squadra: si vede che oltre alla qualità del giocatore, c'è una società che sa gestire certe situazioni. Campo o panchina nessuna dimostrazione di insofferenza da parte dei giocatori esclusi e chi entra è sempre pronto a dare il massimo per il bene della squadra. Queste sono condizioni indispensabili per vincere.
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Per capire lo stato d'animo della Roma basta un episodio della partita con il Napoli: Menez perde palla a centrocampo: Ti aspetti una reazione, magari un fallo per contrastare l'avversario. Invece niente, il francese si tira indietro senza lottare, si arrende subito. E' l'azione che porterà poi al rigore e al vantaggio di Cavani. Eppure Menez era entrato dalla panchina, ne avrebbe avuta di rabbia da sfogare. Che differenza dalla reazione di Robinho all'esclusione, o alla determinazione dei giocatori del Napoli. Apatia pura e pericolosa del francese, ma sintomo del male della Roma. E non è la prima volta: chi ha giocato al calcio è da mesi che vedendo giocare la Roma percepisce che a Trigoria qualcosa non va. Non ci sono segnali da grande squadra, da gruppo che vuole vincere. E quando accadono queste cose le responsabilità vanno dal magazziniere al presidente passando per tecnico e giocatori, con percentuali diverse rapportate alle responsabilità. Ma nessuno è esente da colpa.
E' stato brutto vedere Ranieri accusare la squadra di non correre e di non avere grinta, triste sentirgli dire "è tutta colpa mia". Impensabile solo qualche me se fa quando la stessa Roma ha sfiorato lo scudetto. Si è rotto il giocattolo e la cosa brutta, è che sembra evidente che nessuno abbia voglia o capacità di riaggiustarlo. La Sensi è ormai fuori, i dirigenti pensano solo a conservare il posto e a cercare sponde con i nuovi proprietari. Ranieri sembra in confusione: in questi momenti di difficoltà dovrebbe puntare sui giocatori di esperienza e personalità e invece Totti va in panchina per far giocare un Taddei che è l'ombra del giocatore che conosciamo. E poi, anche tatticamente non convince: rispetto alla passata stagione, la Roma ha il baricentro almeno 30 metri indietro, troppa paura per essere una grande squadra.
Noi possiamo solo essere rammaricati perchè il campionato ha perso una protagonista nella lotta scudetto e che può cercare di salvare la stagione solo con la Champions e cercando di qualificarsi per la Champions. Con la rosa a disposizione di Ranieri è veramente una stagione buttata via.