Che brutte figure per il calcio italiano. Ricordo ancora come a dicembre avessimo accolto tutti con favore il sorteggio per questi ottavi di Champions League. Sembrava quasi che Milan e Roma avessero messo la mano nell'urna per scegliersi l'avversario. E invece siamo qui, due mesi dopo, a fare i conti con una delle giornate europee più nere. Milan dominato e sconfitto in casa dal Tottenham, Roma ancora peggio, umiliata all'Olimpico dagli ucraini dello Shakhtar. Come appare lontano il calcio italiano dalle grandi europee.
Il Milan paga una grave crisi di gioco e personalità a centrocampo e anche un pò di masochismo: pesa l'assenza di Pirlo ma gli infortuni fanno parte del gioco e Allegri ci può fare poco. Non si capisce, invece, come si possa mettere sempre in discussione un giocatore come Seedorf. Questa squadra ha bisogno della sua classe, del suo temperamento, delle sue giocate. E invece comincia il pubblico a fischiarlo al primo errore, continua Allegri che lo toglie come può. E così il Milan si ritrova ad essere Ibra-dipendente e si è visto contro il Tottenham cosa succede se lo svedese ha una giornata nera. Con tutti quei mediani in mezzo al campo, ora anche un difensore Thiago Silva, si vede che la manovra soffre, che l'azione parte male, senza idee. D'altra parte il Milan di Allegri era nato sull'asse Pirlo-Ibra e se manca uno dei due diventa un problema.
Il problema della Roma ha poco di tecnico, è tutto nella testa. Una carenza di mentalità che in Italia può anche cercare di nascondere ma che in Europa viene fuori in maniera evidente. La Roma ha giocatori portati al gioco d'attacco, che vogliono fare la partita, dare spettacolo, avere il più possibile il possesso del pallone. Si trovano invece a dover giocare sempre con un' impostazione tattica dove è evidente che si vuole privilegiare la fase difensiva. La Roma ha il baricentro almeno 20 metri dietro rispetto alle grandi squadre d'Europa. E' questo il grande errore di Ranieri ed è questo atteggiamento che paga anche all'interno dello spogliatoio. Pizarro gioca bene con la Primavera ma poi non è pronto per la Champions, Totti è triste, Vucinic rimprovera a Ranieri di non averlo fatto partire a gennaio: una brutta situazione per una squadra che non ha di fatto nemmeno un presidente. Americani, sbrigatevi se non volete trovare solo cocci...
Inter buona partita ma ha rischiato ancora tanto in difesa e non si vede la squadra che vince e domina. Ma è sulla buona squadra, passi avanti ne ha fatti da Benitez a oggi. Leonardo vuole una squadra che giochi all'attacco perchè questo è il suo "verbo" calcistico ma deve anche trovare il giusto equilibrio: troppe le occasioni concesse alla Fiorentina, come tanti i gol presi in questa stagione. La vittoria al "Franchi"a rilancia l'Inter che dopo la sconfitta con la Juventus era già all'ultima spiaggia perchè anche un pareggio l'avrebbe di fatto esclusa dalla lotta scudetto. Ora è più vicino al Milan, cinque punti non sono tanti, ma impongono a Cambiasso e c. di non poter più sbagliare. Ho visto Leonardo molto determinato nell'ultima conferenza stampa: molti lo hanno paragonato a Mourinho, ma nel calcio non credo ci sia persona più lontana dal portoghese: Leonardo non ha bisogno di nemici per imporre le sue idee.
Il Milan paga una grave crisi di gioco e personalità a centrocampo e anche un pò di masochismo: pesa l'assenza di Pirlo ma gli infortuni fanno parte del gioco e Allegri ci può fare poco. Non si capisce, invece, come si possa mettere sempre in discussione un giocatore come Seedorf. Questa squadra ha bisogno della sua classe, del suo temperamento, delle sue giocate. E invece comincia il pubblico a fischiarlo al primo errore, continua Allegri che lo toglie come può. E così il Milan si ritrova ad essere Ibra-dipendente e si è visto contro il Tottenham cosa succede se lo svedese ha una giornata nera. Con tutti quei mediani in mezzo al campo, ora anche un difensore Thiago Silva, si vede che la manovra soffre, che l'azione parte male, senza idee. D'altra parte il Milan di Allegri era nato sull'asse Pirlo-Ibra e se manca uno dei due diventa un problema.
Il problema della Roma ha poco di tecnico, è tutto nella testa. Una carenza di mentalità che in Italia può anche cercare di nascondere ma che in Europa viene fuori in maniera evidente. La Roma ha giocatori portati al gioco d'attacco, che vogliono fare la partita, dare spettacolo, avere il più possibile il possesso del pallone. Si trovano invece a dover giocare sempre con un' impostazione tattica dove è evidente che si vuole privilegiare la fase difensiva. La Roma ha il baricentro almeno 20 metri dietro rispetto alle grandi squadre d'Europa. E' questo il grande errore di Ranieri ed è questo atteggiamento che paga anche all'interno dello spogliatoio. Pizarro gioca bene con la Primavera ma poi non è pronto per la Champions, Totti è triste, Vucinic rimprovera a Ranieri di non averlo fatto partire a gennaio: una brutta situazione per una squadra che non ha di fatto nemmeno un presidente. Americani, sbrigatevi se non volete trovare solo cocci...
Inter buona partita ma ha rischiato ancora tanto in difesa e non si vede la squadra che vince e domina. Ma è sulla buona squadra, passi avanti ne ha fatti da Benitez a oggi. Leonardo vuole una squadra che giochi all'attacco perchè questo è il suo "verbo" calcistico ma deve anche trovare il giusto equilibrio: troppe le occasioni concesse alla Fiorentina, come tanti i gol presi in questa stagione. La vittoria al "Franchi"a rilancia l'Inter che dopo la sconfitta con la Juventus era già all'ultima spiaggia perchè anche un pareggio l'avrebbe di fatto esclusa dalla lotta scudetto. Ora è più vicino al Milan, cinque punti non sono tanti, ma impongono a Cambiasso e c. di non poter più sbagliare. Ho visto Leonardo molto determinato nell'ultima conferenza stampa: molti lo hanno paragonato a Mourinho, ma nel calcio non credo ci sia persona più lontana dal portoghese: Leonardo non ha bisogno di nemici per imporre le sue idee.