Che occasione ha perso il Milan per chiudere il campionato! Avesse battuto il Bari dopo il pareggio dell'Inter a Brescia, il coro sarebbe stato: "Ancora mancano tante partite alla fine, lotta scudetto ancora aperta". Ma per tutti, Inter compresa, ci sarebbe stata la consapevolezza che il discorso era chiuso. Sette punti di vantaggio a nove giornate dalla fine sarebbero stati una gran bella assicurazione. E invece la giornata che poteva celebrare la squadra di Allegri, è diventata nera per il Milan. Pareggio raggiunto in extremis, brutta partita e l'espulsione di Ibrahimovic che, probabilmente, salterà due gare fondamentali come la prossima trasferta di Palermo e il derby. Non sarà facile giocare senza lo svedese che in questo campionato è stato l'uomo guida dei rossoneri, il giocatore che più degli altri è stato determinante per arrivare in vetta al campionato. Ora toccherà a Cassano non farlo rimpiangere e ad Allegri ridisegnare la squadra. Ma quel gesto di Ibra, quel chiaro segnale di nervosismo che segue l'eliminazione dalla Champions, è un brutto segnale. Potevano chiudere il campionato, ora il Milan sa che diventa tutto più difficile.
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E il pareggio del Milan da fiducia all'Inter che venerdì sera aveva probabilmente pensato di aver lasciato a Brescia le sue chance di scudetto. Ma la squadra di Leonardo si gioca la stagione martedì sera a Monaco: se riesce nell'impresa di ribaltare il risultato di Milano e passare il turno tutto diventa possibile, anche ripetere il "triplete". Contro il Bayern non ci sono in palio solo i quarti di finale della Champions ma anche la spinta per campionato e Coppa Italia. L'entusiasmo potrebbe fare la differenza.
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Sentire Delneri dopo il pareggio con il Cesena dire che va tutto bene, che ha visto una buona Juventus, fa un certo effetto. Capisco che un allenatore pubblicamente deve solo evidenziare le cose positive di una squadra e parlare dei problemi nello spogliatoio, ma per la Juventus un pareggio a Cesena, dopo essere stato in vantaggio per 2-0, non può mai essere un risultato positivo. E non può essere un alibi neanche l'espulsione di Motta perchè i problemi maggiori la squadra di Delneri li ha avuti quando le squadre erano 11 contro 11. Giaccherini e Parolo sono arrivati soli davanti a Buffon: una volta è stata graziato dall'errore clamoroso di Giaccerini, poi per l' ennesima volta il portiere è stato costretto al fallo da rigore. Io sono stato dalla parte della società quando ha difeso Delneri e Marotta: è giusto concedere un anno di assestamento ad un allenatore che ha dovuto cambiare 12 giocatori e capire un ambiente difficile come quello bianconero. Giusto anche non fare ogni anno una rivoluzione tecnica perchè altrimenti non si costruisce mai nulla. Ma ora tocca a Delneri dimostrare di meritare questa fiducia, di far capire di essere il tecnico giusto per ripartire. E la prima cosa è dimostrare di aver compreso quali sono i limiti e i problemi di questa squadra e rimediare. Il più evidente è la crisi della coppia centrale difensiva: Chiellini è irriconoscibile; Bonucci, per quello che ha fatto vedere fino ad ora, non è un giocatore da Juventus. Delneri deve risolvere il problema se vuole ancora coltivare il sogno europeo e conservare il posto. Un appunto al tecnico su Del Piero: troppe partite in panchina per il capitano che a Cesena ha dimostrato di essere anche in grande forma fisica. Perchè nelle passate settimane gli sono stati preferiti Toni e Iaquinta, cloni di Matri, mai decisivi? Un Del Piero così non può non giocare.
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E il pareggio del Milan da fiducia all'Inter che venerdì sera aveva probabilmente pensato di aver lasciato a Brescia le sue chance di scudetto. Ma la squadra di Leonardo si gioca la stagione martedì sera a Monaco: se riesce nell'impresa di ribaltare il risultato di Milano e passare il turno tutto diventa possibile, anche ripetere il "triplete". Contro il Bayern non ci sono in palio solo i quarti di finale della Champions ma anche la spinta per campionato e Coppa Italia. L'entusiasmo potrebbe fare la differenza.
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Sentire Delneri dopo il pareggio con il Cesena dire che va tutto bene, che ha visto una buona Juventus, fa un certo effetto. Capisco che un allenatore pubblicamente deve solo evidenziare le cose positive di una squadra e parlare dei problemi nello spogliatoio, ma per la Juventus un pareggio a Cesena, dopo essere stato in vantaggio per 2-0, non può mai essere un risultato positivo. E non può essere un alibi neanche l'espulsione di Motta perchè i problemi maggiori la squadra di Delneri li ha avuti quando le squadre erano 11 contro 11. Giaccherini e Parolo sono arrivati soli davanti a Buffon: una volta è stata graziato dall'errore clamoroso di Giaccerini, poi per l' ennesima volta il portiere è stato costretto al fallo da rigore. Io sono stato dalla parte della società quando ha difeso Delneri e Marotta: è giusto concedere un anno di assestamento ad un allenatore che ha dovuto cambiare 12 giocatori e capire un ambiente difficile come quello bianconero. Giusto anche non fare ogni anno una rivoluzione tecnica perchè altrimenti non si costruisce mai nulla. Ma ora tocca a Delneri dimostrare di meritare questa fiducia, di far capire di essere il tecnico giusto per ripartire. E la prima cosa è dimostrare di aver compreso quali sono i limiti e i problemi di questa squadra e rimediare. Il più evidente è la crisi della coppia centrale difensiva: Chiellini è irriconoscibile; Bonucci, per quello che ha fatto vedere fino ad ora, non è un giocatore da Juventus. Delneri deve risolvere il problema se vuole ancora coltivare il sogno europeo e conservare il posto. Un appunto al tecnico su Del Piero: troppe partite in panchina per il capitano che a Cesena ha dimostrato di essere anche in grande forma fisica. Perchè nelle passate settimane gli sono stati preferiti Toni e Iaquinta, cloni di Matri, mai decisivi? Un Del Piero così non può non giocare.