Una serata da incubo, una partita che Leonardo e i giocatori non dimenticheranno facilmente e che segna negativamente tutta la stagione. La sconfitta con lo Schalke 04 chiude il ciclo della "grande Inter" di Massimo Moratti. I giocatori che sono stati travolti dai tedeschi, sono gli stessi che hanno vinto tutto in Italia e in Europa negli ultimi cinque anni, solo che ora non sono più una squadra. Hanno recuperato la brutta partenza in campionato e in Champions League, ma i limiti di questo gruppo sono venuti fuori tutti. Una squadra come l'Inter non può in un quarto di finale di Champions League subire in casa dieci occasioni da rete e prendere cinque gol: è un segnale evidente di crisi. Se il presidente dell'Inter fosse stato Zamparini, Leonardo sarebbe già stato esonerato: ma i problemi non sarebbero risolti. L'analisi deve essere più profonda, va oltre il tecnico e chiama in causa la società.
1) Se l'Inter ha incassato otto gol in due partite (Milan e Schalke) il problema non sono i difensori. O almeno non solo loro. Sarebbe facile trovare la soluzione: basterebbe cambiare Ranocchia, Chivu e Cordoba. Ma non servirebbe. E' tutta la squadra che non funziona, perchè non è più la "squadra" che ha vinto in tutta Europa. Eto'o, Milito, Sneijder, Thiago Motta, non si sacrificano come in passato. Con Mourinho era diventata la "grande Inter", perché il portoghese avava convinto tutti i giocatori, a partire dagli attaccanti, a partecipare alla fase difensiva. Grandi campioni al servizio della squadra e questo ha permesso di poter giocare con tanti giocatori offensivi senza soffrire. Mourinho li aveva fatti diventare cattivi, determinati. Non si vede più nulla di questo. I gol subìti nascono da lontano, non solo da errori dei singoli difensori: da Eto'o che non difende su tutta la fascia, da Milito che prima copriva anche a centrocampo. Ma anche Thiago Motta, Cambiasso e soprattutto Sneijder si sacrificavano di più. Non diamo la colpa alla difesa. Diventa una lettura dei problemi dell' Inter troppo semplice e poco corretta. Lo dimostra la grande stagione di Eto'o, che non ha mai segnato tanto con la maglia dell'Inter come quest'anno: non basta. I suoi gol, le sue prestazioni, non sono sufficienti per vincere. All' Inter era più utile il camerunense che copriva e ripartiva: ora Leonardo ha undici grandi campioni che gli hanno permesso di arrivare ai quarti di finale di Champions League e di fare una grande rimonta in campionato, ma non ha una "squadra" per vincere. Il tecnico brasiliano ha sempre risposto a chi gli obiettava delle troppe occasioni concesse dall'Inter agli avversari, che non era un problema perchè "l'importante è fare un gol in più". Ora avrà capito che non è così: nel calcio ha sempre vinto chi ha preso un gol in meno.
2) La sconfitta con lo Schalke 04 ha segnato la fine della grande Inter di Moratti. La società deve prendere atto di questo e avere il coraggio di ricominciare. Moratti deve rifondare l'Inter, ripartire con un nuovo progetto: deve ringraziare tutti questi giocatori perché hanno dato tanto, hanno vinto tanto e sono diventati un pezzo di storia di questa società, ma deve avere il coraggio di chiudere un ciclo. Il compito più difficile di una società di calcio che vuole vincere è capire quando è il momento di cambiare, quando i giocatori hanno dato tutto: Mourinho, che è un grande allenatore, cambiò sei giocatori dell'Inter che vinsero con lui il primo scudetto. Aveva capito che per andare avanti e raggiungere nuovi traguardi bisognava cambiare e sono arrivati altri scudetti e la Champions League. Moratti e il suo staff sono pronti a ricominciare? Nella risposta c'è tutto il futuro dell'Inter, con o senza Leonardo.
1) Se l'Inter ha incassato otto gol in due partite (Milan e Schalke) il problema non sono i difensori. O almeno non solo loro. Sarebbe facile trovare la soluzione: basterebbe cambiare Ranocchia, Chivu e Cordoba. Ma non servirebbe. E' tutta la squadra che non funziona, perchè non è più la "squadra" che ha vinto in tutta Europa. Eto'o, Milito, Sneijder, Thiago Motta, non si sacrificano come in passato. Con Mourinho era diventata la "grande Inter", perché il portoghese avava convinto tutti i giocatori, a partire dagli attaccanti, a partecipare alla fase difensiva. Grandi campioni al servizio della squadra e questo ha permesso di poter giocare con tanti giocatori offensivi senza soffrire. Mourinho li aveva fatti diventare cattivi, determinati. Non si vede più nulla di questo. I gol subìti nascono da lontano, non solo da errori dei singoli difensori: da Eto'o che non difende su tutta la fascia, da Milito che prima copriva anche a centrocampo. Ma anche Thiago Motta, Cambiasso e soprattutto Sneijder si sacrificavano di più. Non diamo la colpa alla difesa. Diventa una lettura dei problemi dell' Inter troppo semplice e poco corretta. Lo dimostra la grande stagione di Eto'o, che non ha mai segnato tanto con la maglia dell'Inter come quest'anno: non basta. I suoi gol, le sue prestazioni, non sono sufficienti per vincere. All' Inter era più utile il camerunense che copriva e ripartiva: ora Leonardo ha undici grandi campioni che gli hanno permesso di arrivare ai quarti di finale di Champions League e di fare una grande rimonta in campionato, ma non ha una "squadra" per vincere. Il tecnico brasiliano ha sempre risposto a chi gli obiettava delle troppe occasioni concesse dall'Inter agli avversari, che non era un problema perchè "l'importante è fare un gol in più". Ora avrà capito che non è così: nel calcio ha sempre vinto chi ha preso un gol in meno.
2) La sconfitta con lo Schalke 04 ha segnato la fine della grande Inter di Moratti. La società deve prendere atto di questo e avere il coraggio di ricominciare. Moratti deve rifondare l'Inter, ripartire con un nuovo progetto: deve ringraziare tutti questi giocatori perché hanno dato tanto, hanno vinto tanto e sono diventati un pezzo di storia di questa società, ma deve avere il coraggio di chiudere un ciclo. Il compito più difficile di una società di calcio che vuole vincere è capire quando è il momento di cambiare, quando i giocatori hanno dato tutto: Mourinho, che è un grande allenatore, cambiò sei giocatori dell'Inter che vinsero con lui il primo scudetto. Aveva capito che per andare avanti e raggiungere nuovi traguardi bisognava cambiare e sono arrivati altri scudetti e la Champions League. Moratti e il suo staff sono pronti a ricominciare? Nella risposta c'è tutto il futuro dell'Inter, con o senza Leonardo.