Il momento è arrivato. Tutta Napoli è in fermento per l'esordio della squadra partenopea in Champions League. E non sarà un debutto in sordina. Di fronte c'è il Manchester City di Aguero, Dzeko, Silva, Tevez e chi più ne ha più ne metta, senza dimenticare il talento ribelle di Mario Balotelli. Il Napoli è una grande squadra e si è guadagnata il diritto di ascoltare la musichetta della Champions e la possibilità di affrontare le migliori formazioni europee, ma rappresentare l'Italia in questa competizione è anche un onere oltre che un onore. Il City è una squadra straordinaria ricca di campioni che vorrà fare una grande partita di fronte al proprio pubblico, per questo a Mazzarri servirà una grande gara, poi magari potrà anche non vincere, ma l'importante sarà dimostrare di potersela giocare con tutti. Questo sarà fondamentale non solo per il morale, ma soprattutto per far capire ai vari Hamsik, Lavezzi e Cavani di non essere inferiori a nessuno.
La performance del Milan ha invece smentito i proclami della vigilia. I rossoneri non hanno "giocato a viso aperto" come aveva dichiarato Allegri, si sono chiusi a riccio nella propria area in attesa dell'occasione buona per ripartire, che poi non è mai arrivata. La cosa che preoccupa è che tutto questo non è però colpa del Milan. Il Barcellona non permette a nessuna squadra di esprimere il proprio gioco, è successo con il Manchester United nell'ultima finale di Champions ed è successo con la squadra di Allegri. Il Milan non è riuscito a fare tre passaggi di fila, e tutto per merito dei catalani che con il loro pressing hanno soffocato Seedorf, Van Bommel e Nocerino. Certo il Barça ha subito due gol, ma se la gara fosse finita ai punti i blaugrana avrebbero vinto 10 a 1. Questo deve far riflettere non solo i rossoneri, ma tutte le squadre italiane impegnate in Champions, perché se questo è il dislivello con gli spagnoli, sarà dura andare avanti. Sembrava di vedere le squadre italiane in Champions di 20 o 30 anni fa, quando si chiudevano in difesa e aspettavano il momento giusto per ripartire. E bene però ribadire che non è colpa del Milan, ma tutto merito del Barcellona, e questo è davvero preoccupante.
La performance del Milan ha invece smentito i proclami della vigilia. I rossoneri non hanno "giocato a viso aperto" come aveva dichiarato Allegri, si sono chiusi a riccio nella propria area in attesa dell'occasione buona per ripartire, che poi non è mai arrivata. La cosa che preoccupa è che tutto questo non è però colpa del Milan. Il Barcellona non permette a nessuna squadra di esprimere il proprio gioco, è successo con il Manchester United nell'ultima finale di Champions ed è successo con la squadra di Allegri. Il Milan non è riuscito a fare tre passaggi di fila, e tutto per merito dei catalani che con il loro pressing hanno soffocato Seedorf, Van Bommel e Nocerino. Certo il Barça ha subito due gol, ma se la gara fosse finita ai punti i blaugrana avrebbero vinto 10 a 1. Questo deve far riflettere non solo i rossoneri, ma tutte le squadre italiane impegnate in Champions, perché se questo è il dislivello con gli spagnoli, sarà dura andare avanti. Sembrava di vedere le squadre italiane in Champions di 20 o 30 anni fa, quando si chiudevano in difesa e aspettavano il momento giusto per ripartire. E bene però ribadire che non è colpa del Milan, ma tutto merito del Barcellona, e questo è davvero preoccupante.