Avevo detto che al Napoli serviva una grande partita e così è stato. Di fronte ad una delle migliori 4 squadre d'Europa i partenopei hanno giocato in maniera straordinaria soprattutto nel 2° tempo, creando anche più occasioni da gol dei padroni di casa. Alla fine possiamo considerare giusto il pareggio anche se il Napoli, forse, avrebbe meritato qualcosa di più. Gli azzurri hanno sfruttato al meglio le qualità che gli hanno permesso di arrivare al terzo posto nello scorso campionato: grande organizzazione difensiva, grandi ripartenze e determinazione da vendere. In Champions questo tema tattico probabilmente si ripeterà, con le altre squadre convinte che il Napoli si possa battere facilmente, ma che resteranno poi sorprese dalla personalità e dall'intraprendenza degli azzurri, bravi a scendere in campo senza soggezione nei confronti di tanti campioni e a mettere sul terreno di gioco cuore e grinta in abbondanza. I partenopei hanno così dimostrato ai tifosi di tutta Europa e all'Italia in special modo, che con coraggio e determinazione, se restiamo uniti, possiamo superare qualsiasi ostacolo. Al City of Manchester la difesa ed il centrocampo di Mazzarri hanno concesso pochissimo e la squadra è rimasta sempre compatta. Lavezzi non stava bene, eppure è rimasto in campo mettendo sempre in apprensione la difesa dei Citizens, Hamsik si è sacrificato in copertura e Cavani, nonostante la prestazione non brillante, ha trovato il gol del momentaneo vantaggio. Adesso l'importante è non montarsi la testa e, vista tutta l'acqua che Mazzarri ha gettato sul fuoco nell'ultima stagione, possiamo stare tranquilli che l'allenatore toscano saprà gestire al meglio la situazione. Meglio incassare una pesante sconfitta che non essere in grado di mantenere i piedi per terra. Se il Napoli conserverà questo tipo di attenzione e di concentrazione, allora potrà fare una grande Champions League.
Il Milan ha fatto una partita completamente diversa, anche se contro questo Barcellona non si poteva fare altrimenti, e nonostante tutto ha portato a casa un punto. Anche qui c'è da ringraziare la compattezza e l'unità del gruppo.
La sconfitta dell'Inter invece mi sorprende e mi lascia molto perplesso. Quando c'è un'evidente confusione societaria, è normale che questa si rifletta sui calciatori quando scendono in campo. Questo non è un alibi, ma è anche vero che la costruzione della squadra durante il calciomercato è stata cervellotica. E' assurdo pensare che Zarate e Forlan possano sostituire un giocatore come Eto'o. Ma la cosa che più sconvolge è la trasformazione di Sneijder da faro del gioco nerazzurro a problema. Non si può creare una situazione del genere per uno che appena un anno fa tutti indicavano come possibile pallone d'oro, se hai un giocatore del genere o lo vendi per monetizzare o ne fai un titolare inamovibile. L'olandese non sarà certo felice della sua condizione e le prestazioni sportive non potranno che risentirne. Se poi il presidente di un club si mette a dire pubblicamente che il suo allenatore dovrebbe cambiare modulo dopo una sola sconfitta, lo stesso mister risulta delegittimato e sminuito agli occhi degli stessi giocatori. A questo punto viene da chiedersi perché lo abbia scelto, visto tutto il tempo che ha impiegato per decidere. Con questa confusione dentro e fuori dal campo sembra "tornata" l'Inter di qualche anno fa che cambiava tecnico in continuazione ed era perennemente in crisi di risultati.
Il Milan ha fatto una partita completamente diversa, anche se contro questo Barcellona non si poteva fare altrimenti, e nonostante tutto ha portato a casa un punto. Anche qui c'è da ringraziare la compattezza e l'unità del gruppo.
La sconfitta dell'Inter invece mi sorprende e mi lascia molto perplesso. Quando c'è un'evidente confusione societaria, è normale che questa si rifletta sui calciatori quando scendono in campo. Questo non è un alibi, ma è anche vero che la costruzione della squadra durante il calciomercato è stata cervellotica. E' assurdo pensare che Zarate e Forlan possano sostituire un giocatore come Eto'o. Ma la cosa che più sconvolge è la trasformazione di Sneijder da faro del gioco nerazzurro a problema. Non si può creare una situazione del genere per uno che appena un anno fa tutti indicavano come possibile pallone d'oro, se hai un giocatore del genere o lo vendi per monetizzare o ne fai un titolare inamovibile. L'olandese non sarà certo felice della sua condizione e le prestazioni sportive non potranno che risentirne. Se poi il presidente di un club si mette a dire pubblicamente che il suo allenatore dovrebbe cambiare modulo dopo una sola sconfitta, lo stesso mister risulta delegittimato e sminuito agli occhi degli stessi giocatori. A questo punto viene da chiedersi perché lo abbia scelto, visto tutto il tempo che ha impiegato per decidere. Con questa confusione dentro e fuori dal campo sembra "tornata" l'Inter di qualche anno fa che cambiava tecnico in continuazione ed era perennemente in crisi di risultati.