Visti dall'ala

E ora addio
ai vecchi burocrati

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Perdiamo una grande opportunità con il no di Mario Monti ai Giochi Olimpici di Roma 2020,  di fare qualcosa di importante e di lasciare un segno alle generazioni future. Ma dobbiamo essere seri e condividere la scelta del presidente del Consiglio: dal punto di vista finanziario questa opportunità poteva essere raccolta da un paese che stava bene e che non avesse i nostri drammatici problemi. La Spagna ha scelto differentemente? E' vero, ma su di noi pesa un passato che non poteva essere dimenticato: il disastro dei Mondiali di calcio del '90, i mondiali di nuoto del 2009 e non dimentichiamo la bocciatura dei campionati europei di calcio di quest'anno assegnati a Polonia e Ucraina. E' un passato che pesa come un macigno: un ricordo fatto di malcostume, corruzione e conti completamente sballati che hanno lasciato debiti ingenti.  E non si può ignorare che i personaggi che hanno portato avanti questa candidatura sono praticamente gli stessi che hanno gestito, anche se con ruoli diversi,  quegli scandali: lo sport italiano da decenni è in mano sempre alle solite persone.
Allora dobbiamo sperare che questa bocciatura porti qualcosa di buono, un "no" che dia il via ad un vero rinnovamento nel mondo dello sport.  Può diventare l'occasione per mandare in pensione gli attuali dirigenti e aprire la porta ai giovani. 

Ho fatto il calciatore ai massimi livelli, ho fatto il presidente di società di calcio in serie B, politica ai massimi livelli nazionale e locale, eppure nessuno del mondo dello sport ha mai cercato di coinvolgere certe esperienze: mai sentita la Lega Calcio, la Figc o il Coni. Non amo il potere, non cerco lavoro perchè non ne ho bisogno, ma non nascondo di essere deluso. Forse su qualche tema sportivo potevo dare un contributo, E come me ci sono decine di ex sportivi preparati che potrebbero portare esperienze importanti. Ma ne vedo pochi nei posti di comando, solo vecchi burocrati. Ora forse capiranno che è arrivato il momento di aprire le loro stanze a una nuova generazione: il no di Monti basterà?