La Lazio a Torino ha fatto la sua partita nonostante l'emergenza dovuta alle assenze: ha giocato con grinta e determinazione, ma non è riuscita a portare a casa un punto, che alla fine sarebbe stato "quasi" meritato. La gara della Juve a sua volta è stata magnifica ed entusiasmante. Nel primo tempo ha avuto quattro occasioni incredibili, che non si sono trasformate in gol solo per un grande Marchetti: e la Lazio, nonostante i bianconeri meritassero di chiudere con tre gol di vantaggio, ha trovato il pareggio.
Nella ripresa la Juve ha giocato un po' meno bene ma è stata comunque sempre propositiva, con grandi geometrie e Pirlo su tutti. Il livello di gioco è stato sempre alto, ma per il grande cuore della Lazio la partita stava per finire in parità: e allora, nonostante sia un grande gruppo, la Juventus per vincere si è dovuta affidare al campione di sempre, allo juventino più forte e longevo di tutti i tempi, per presenze e gol. Alla bellezza di 37 anni suonati Del Piero ha fatto un colpo dei suoi, quello che può dare lo scudetto alla squadra di Conte. E' strano che tutto ciò avvenga in un momento così particolare e teso nei rapporti tra il capitano bianconero e la Juve: è una sconfitta per la società. Ma le cose accadono e bisogna affrontarle da uomini, come stanno facendo Agnelli e Del Piero. Forse il più in imbarazzo è proprio Conte. È certo che Del Piero conosce più di tutti quanti cosa ci vuole per vincere, per non sbagliare nei momenti difficili, per essere sempre utile alla squadra: l'allenatore lo ha capito e lo sta utilizzando più di prima. Ma tutti gli altri, da Matri a Vucinic a Quagliarella, stanno facendo in pieno il loro dovere. I complimenti vanno quindi al tecnico e alla società, che sono stati capaci di creare un grande gruppo.
Il gruppo Juve è in grado di vincere lo scudetto: ora è in vantaggio, ma non è ovviamente scontato che ci riuscirà. Perché il Milan, che sta recuperando i giocatori importanti, da Gattuso a Cassano, non mollerà e lotterà fino alla fine. Ma un grande merito va riconosciuto - comunque vada a finire - ai bianconeri: hanno reso interessante un campionato che altrimenti la squadra di Allegri avrebbe dominato. Perché la stagione delle principali avversarie annunciate è stata deludente: il Napoli, che è andato bene solo in Champions, l'Inter, un fallimento totale, e la Roma, troppo discontinua per meritare un giudizio positivo. Solo la Lazio e l'Udinese hanno ripetuto il bellissimo campionato dell'anno scorso.
Se per lo scudetto ci sarà lotta fino alla fine, non è da meno il discorso salvezza: merito del Lecce, che ha messo nei guai Genoa e Fiorentina. Anche in coda la situazione è avvincente.
Nella ripresa la Juve ha giocato un po' meno bene ma è stata comunque sempre propositiva, con grandi geometrie e Pirlo su tutti. Il livello di gioco è stato sempre alto, ma per il grande cuore della Lazio la partita stava per finire in parità: e allora, nonostante sia un grande gruppo, la Juventus per vincere si è dovuta affidare al campione di sempre, allo juventino più forte e longevo di tutti i tempi, per presenze e gol. Alla bellezza di 37 anni suonati Del Piero ha fatto un colpo dei suoi, quello che può dare lo scudetto alla squadra di Conte. E' strano che tutto ciò avvenga in un momento così particolare e teso nei rapporti tra il capitano bianconero e la Juve: è una sconfitta per la società. Ma le cose accadono e bisogna affrontarle da uomini, come stanno facendo Agnelli e Del Piero. Forse il più in imbarazzo è proprio Conte. È certo che Del Piero conosce più di tutti quanti cosa ci vuole per vincere, per non sbagliare nei momenti difficili, per essere sempre utile alla squadra: l'allenatore lo ha capito e lo sta utilizzando più di prima. Ma tutti gli altri, da Matri a Vucinic a Quagliarella, stanno facendo in pieno il loro dovere. I complimenti vanno quindi al tecnico e alla società, che sono stati capaci di creare un grande gruppo.
Il gruppo Juve è in grado di vincere lo scudetto: ora è in vantaggio, ma non è ovviamente scontato che ci riuscirà. Perché il Milan, che sta recuperando i giocatori importanti, da Gattuso a Cassano, non mollerà e lotterà fino alla fine. Ma un grande merito va riconosciuto - comunque vada a finire - ai bianconeri: hanno reso interessante un campionato che altrimenti la squadra di Allegri avrebbe dominato. Perché la stagione delle principali avversarie annunciate è stata deludente: il Napoli, che è andato bene solo in Champions, l'Inter, un fallimento totale, e la Roma, troppo discontinua per meritare un giudizio positivo. Solo la Lazio e l'Udinese hanno ripetuto il bellissimo campionato dell'anno scorso.
Se per lo scudetto ci sarà lotta fino alla fine, non è da meno il discorso salvezza: merito del Lecce, che ha messo nei guai Genoa e Fiorentina. Anche in coda la situazione è avvincente.