La grandezza del Barça
anche quando perde
La grandezza del Barcellona la vorrei consacrare e riaffermare proprio dopo una sconfitta, brutta e dolorosa come quello allo Stamford Bridge con il Chelsea. Ha deciso Drogba ma i numeri della partita sono tutti per Guardiola: 70% di possesso palla; quattro volte i giocatori spagnoli arrivati soli davanti la porta e sbagliati gol da non più di due metri; due pali. Il Barcellona ha, ancora una volta, dimostrato in un palcoscenico prestigioso come una semifinale dei Champions League di essere una squadra padrona del proprio destino, capace sempre di affermare il suo gioco: di essere la squadra più forte di sempre. Può anche non vincere, come è capitato con il Chelsea, ma è solo per un episodio e per quella strana e imprevedibile legge che rende il calcio lo sport più bello del mondo.
La squadra di Guardiola comanda il gioco, costruisce azioni da gol a ripetizione, supera senza troppo fatica tutti i bunker che gli avversari ormai tentano di costr…
La squadra di Guardiola comanda il gioco, costruisce azioni da gol a ripetizione, supera senza troppo fatica tutti i bunker che gli avversari ormai tentano di costr…
La grandezza del Barcellona la vorrei consacrare e riaffermare proprio dopo una sconfitta, brutta e dolorosa come quello allo Stamford Bridge con il Chelsea. Ha deciso Drogba ma i numeri della partita sono tutti per Guardiola: 70% di possesso palla; quattro volte i giocatori spagnoli arrivati soli davanti la porta e sbagliati gol da non più di due metri; due pali. Il Barcellona ha, ancora una volta, dimostrato in un palcoscenico prestigioso come una semifinale dei Champions League di essere una squadra padrona del proprio destino, capace sempre di affermare il suo gioco: di essere la squadra più forte di sempre. Può anche non vincere, come è capitato con il Chelsea, ma è solo per un episodio e per quella strana e imprevedibile legge che rende il calcio lo sport più bello del mondo.
La squadra di Guardiola comanda il gioco, costruisce azioni da gol a ripetizione, supera senza troppo fatica tutti i bunker che gli avversari ormai tentano di costruirgli intorno. La strada l'ha dettata due anni fa l'Inter di Mourinho capace di eliminare il Barcellona nella semifinale di Champions con due partite identiche: catenaccio e ripartenza. Ci hanno riprovato in tanti, lo stesso Mourinho con il Real, ma con risultati non edificanti: questo Barcellona perde solo per caso. E la sua grandezza è proprio quella di costringere gli avversari, che sia l'Inter del triplete, il Manchester della finale di Wembley o il Chelsea di Drogba, a trasformarsi in squadre provinciali, a snaturarsi e diventare formazioni attente a chiudere tutti gli spazi: hanno costretto Eto'o e Rooney a rincorrere Messi e Iniesta sino alla proprio difesa. Proprio come una piccola squadra e stiamo parlando dei club più prestigiosi d'Europa.
Un solo appunto per Guardiola: maggiore attenzione nell'unico grande acquisto che il club spagnolo effettua ogni anno. Ha sbagliato con Ibrahimovic e ha commesso lo stesso errore con Sanchez. Ha scelto due giocatori non adatti al suo gioco: Sono due solisti, non amano il coro. Sanchez poi è un attaccante che ha bisogno di spazio, di poter sfruttare la sua grande velocità nelle ripartenze. E chi concede spazio alla squadra più forte del mondo?
La squadra di Guardiola comanda il gioco, costruisce azioni da gol a ripetizione, supera senza troppo fatica tutti i bunker che gli avversari ormai tentano di costruirgli intorno. La strada l'ha dettata due anni fa l'Inter di Mourinho capace di eliminare il Barcellona nella semifinale di Champions con due partite identiche: catenaccio e ripartenza. Ci hanno riprovato in tanti, lo stesso Mourinho con il Real, ma con risultati non edificanti: questo Barcellona perde solo per caso. E la sua grandezza è proprio quella di costringere gli avversari, che sia l'Inter del triplete, il Manchester della finale di Wembley o il Chelsea di Drogba, a trasformarsi in squadre provinciali, a snaturarsi e diventare formazioni attente a chiudere tutti gli spazi: hanno costretto Eto'o e Rooney a rincorrere Messi e Iniesta sino alla proprio difesa. Proprio come una piccola squadra e stiamo parlando dei club più prestigiosi d'Europa.
Un solo appunto per Guardiola: maggiore attenzione nell'unico grande acquisto che il club spagnolo effettua ogni anno. Ha sbagliato con Ibrahimovic e ha commesso lo stesso errore con Sanchez. Ha scelto due giocatori non adatti al suo gioco: Sono due solisti, non amano il coro. Sanchez poi è un attaccante che ha bisogno di spazio, di poter sfruttare la sua grande velocità nelle ripartenze. E chi concede spazio alla squadra più forte del mondo?