L' Inter ha ritrovato la voglia di correre. Vedere in queste ultime partite la squadra di Stramaccioni è un pò rivedere la grande Inter del triplete di Mourinho. Rivediamo Cambiasso, Zanetti ma anche Milito e Cassano rincorrere l'uomo, pèartecipare in maniera poù attiva al gioco e sembra abbiano ritrovato la voglia di soffrire e di fare squadra. E' questo il successo piàù bello ottentuto da Stramaccioni in questa prima parte della stagione e sono queste ritrovate qualità a fare dell'Inter una delle possibile protagniste di questo campionato anche per gli obiettivi più prestigiosi, dallo scudetto ad un posto nella prossima Champions. Se vogliamo trovare un difetto a questa squadra è forse quello di non avere a cenbtricampo un Pirlo (ma al mondo ne esiste uno...) un giocatore dai piedi buonissimi e dal cervello fino. Ma con questa grinta, determinazione, voglia di lavorare e questo Cassano, l'Inter si candida a anti-Juve con Lazio e Napoli.
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La classe operaia alla guida della Juve. Un'esperienza come questa non c'è mai stata in Italia: è vero che Conte comanda ma tutti gli altri, Carrera, Alessio e anche Filippi, mettono qualcosa di proprio nella gestione delle partita e nell'organizzazione della squadra. Ma il secondo aspetto decisivo è in campo. La capolista vince 2-0 con un avversario forte come il Napoli e i migliori sono Bonucci e Barzagli. Il primo non si arrende mai nonostante un ginocchio in condizioni più che precarie: chiunque altro avrebbe chiesto il cambio. Il secondo accetta senza fiatare ogni decisione dell'arbitro. Sono questi gli elementi che hanno fatto vincere la partita alla Juve. Chi ha giocato sa a cosa mi riferisco: sono atteggiamenti che danno una forza interiore e una consapevolezza delle proprie capacità incredibili. Bonucci e Barzagli sono due giocatori di grandissimo livello, hanno dimostrato di strameritare le vittorie che hanno ottenuto finora.
Quando si vedono manifestazioni di questo spessore le partite passano anche in secondo piano. Perché Juve-Napoli è stata bruttina in realtà, hanno prevalso difese e tattiche. Abbiamo visto solo due tiri in porta per i bianconeri di Giovinco e due per il Napoli di Cavani (di cui uno su punizione), ma per gioco e voglia di prendere l'iniziativa non sono stati certo 90 minuti che ricorderemo, tra due squadre molto forti, allenate benissimo da due tecnici molto preparati tatticamente: gli attaccanti potevano fare la differenza, ma le loro prestazioni individuali non sono state all'altezza.
Il Napoli esce un po' ridimensionato per la modalità con cui ha preso il primo gol, perché è molto grave la disattenzione su un calcio d'angolo sullo 0-0 a dieci minuti dalla fine. Fino a quel momento era stato in partita, pur senza aver fatto niente di trascendentale, e sembrava perfettamente in grado di portare a casa un pareggio: perdere così invece lascia l'amaro in bocca, sarebbe stato meglio uscire sconfitti con un eurogol di Pirlo o Giovinco. La Juve esce ancora rafforzata: si è presa i tre punti e i suoi giocatori hanno dimostrato ancora una volta di sapere fare quello che serve per vincere le partite.
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La classe operaia alla guida della Juve. Un'esperienza come questa non c'è mai stata in Italia: è vero che Conte comanda ma tutti gli altri, Carrera, Alessio e anche Filippi, mettono qualcosa di proprio nella gestione delle partita e nell'organizzazione della squadra. Ma il secondo aspetto decisivo è in campo. La capolista vince 2-0 con un avversario forte come il Napoli e i migliori sono Bonucci e Barzagli. Il primo non si arrende mai nonostante un ginocchio in condizioni più che precarie: chiunque altro avrebbe chiesto il cambio. Il secondo accetta senza fiatare ogni decisione dell'arbitro. Sono questi gli elementi che hanno fatto vincere la partita alla Juve. Chi ha giocato sa a cosa mi riferisco: sono atteggiamenti che danno una forza interiore e una consapevolezza delle proprie capacità incredibili. Bonucci e Barzagli sono due giocatori di grandissimo livello, hanno dimostrato di strameritare le vittorie che hanno ottenuto finora.
Quando si vedono manifestazioni di questo spessore le partite passano anche in secondo piano. Perché Juve-Napoli è stata bruttina in realtà, hanno prevalso difese e tattiche. Abbiamo visto solo due tiri in porta per i bianconeri di Giovinco e due per il Napoli di Cavani (di cui uno su punizione), ma per gioco e voglia di prendere l'iniziativa non sono stati certo 90 minuti che ricorderemo, tra due squadre molto forti, allenate benissimo da due tecnici molto preparati tatticamente: gli attaccanti potevano fare la differenza, ma le loro prestazioni individuali non sono state all'altezza.
Il Napoli esce un po' ridimensionato per la modalità con cui ha preso il primo gol, perché è molto grave la disattenzione su un calcio d'angolo sullo 0-0 a dieci minuti dalla fine. Fino a quel momento era stato in partita, pur senza aver fatto niente di trascendentale, e sembrava perfettamente in grado di portare a casa un pareggio: perdere così invece lascia l'amaro in bocca, sarebbe stato meglio uscire sconfitti con un eurogol di Pirlo o Giovinco. La Juve esce ancora rafforzata: si è presa i tre punti e i suoi giocatori hanno dimostrato ancora una volta di sapere fare quello che serve per vincere le partite.