Visti dall'ala

Ultim'ora

Elezioni suppletive Reggio Calabria, si vota oggi e domani. Alle 12 affluenza in picchiata al 3,43%

La Roma non crede più
al progetto di Zeman

2 minuti di lettura
Zeman è veramente un sognatore. Sempre lo stesso calcio, sempre le stesse sconfitte, ma lui non fa un passo indietro. Anche il derby finisce come tante altre partire della Roma in questa stagione: vantaggio e poi la solita amara sconfitta. Questa volta però ci sono altri elementi che sanciscono il parziale fallimento di questa prima parte di stagione del boemo. L'espulsione di De Rossi è certamente stato l'episodio determinante della partita. Colpa del giocatore, certo, ma in quel pugno c'era forse tutta la tensione accumulata da questa estate a questa parte. De Rossi è l'errore più grande di Zeman: invece di farlo diventare parte integrante e trascinante del suo progetto lo ha messo da parte, criticato e spesso discusso. Ma tutto questo è successo perché Zeman ha un grande limite: crede che le sue idee siano più importanti dei giocatori. E' il sogno di Zeman che può diventare un incubo. Anche perché la sconfitta con la Lazio non è stata solo nel punteggio ma anche nel gioco e nell'attegiamento: è evidente che la squadra non crede più nel progetto e nel gioco di Zeman. Questo per i dirigenti della Roma sarà il problema più grande da risolvere.

E mentre Zeman crollava in casa, Montella, l'allenatore ripudiato dalla Roma la scorsa estate, travolgeva il Milan al Meazza. Bella e concreta la Fiorentina: è la felice dimostrazione che nel calcio cercare il bel gioco è una scorciatoia per arrivare alla vittoria. Peccato che Montella abbia una rosa ridotta perché altrimenti la Fiorentina potrebbe veramente diventare una protagonista della lotta scudetto. E' vero che ormai il Milan è una delle squadre più modeste del campionato, ma la tranquillità e l'atteggiamento della squadra di Montella cominciano ad essere segnali da squadra sempre più consapevole della propria forza, oltretutto sempre giocando il miglior calcio in Italia. Bravo Montella!

Il Napoli è Cavani-dipendente? Sì, ma non perché Mazzarri non abbia altre soluzioni, ma perché l'attaccante è veramente di una classe superiore e riesce sempre ad incidere nella partita con i suoi gol e le sue giocate. Lo ha dimostrato giovedì in coppa, lo ha ribadito a Genova: quando la palla arriva sui suoi piedi succede sempre qualcosa. Il Napoli ha comunque dimostrato di avere grande carattere: non era facile riprendere due volte la partita con il Genoa e poi andare nel finale a vincere. Sono tre punti importanti che rilanciano la squadra in classifica e potrebbero anche cambiare la stagione della squadra di Mazzarri.

La Juventus, dopo la batosta con l'Inter, ha capito che la tecnica non basta e ha rimesso gamba e grinta nelle partite. Queste due partite con i danesi e il Pescara, avversari modesti, hanno fatto vedere che la Juvenuts è una squadra che se non dimentica di correre e lottare è fortissima. Un errore Conte lo ha commesso, e cioè quello di non ritenere Quagliarella il vice Vucinic: sarà discontinuo e anche un po' indisponente, ma certamente dopo il montenegrino, Quagliarella è l'attaccante con più qualità. Ma Conte ha anche fatto una cosa giustissima: punire Pogba. Non si può permettere ad un ragazzo di 19 anbi di arrivare tardi due volte agli allenamenti. Serviva un segnale di forza anche per contribuire alla crescita del ragazzo e il tecnico bianconero non ha certo perso tempo.