Pochi sono gli aggettivi che non sono già stati usati per definire il dominio della Juventus in campionato: soltanto una crisi che duri due mesi potrebbe consentire alla Roma di rientrare in corsa, ma la bravura di Conte e la forza dell'organico bianconero rendono questa ipotesi impensabile. La Juve si presenta così al nuovo doppio confronto con la Fiorentina forte della vittoria in campionato, dove Conte può addirittura permettersi di rinunciare a Pirlo e Bonucci. In Europa League però i viola hanno le loro carte da giocarsi: nell'arco di un campionato la Juve è una corazzata invincibile, in due partite invece i viola possono giocarsela perché sono una squadra in grado di esprimere un ottimo gioco. E' sicuramente la sfida più appassionante e avvincente degli ottavi di finale, è un peccato che si ritrovino di fronte così presto nel torneo.
In Europa, e nel torneo più importante, c'è ancora il Milan, ma il tentativo di Seedorf di imporre una nuova mentalità e gioco sta fallendo ed è sempre più concreto il rischio che questa stagione rossonera si trasformi in un incubo da cancellare al più presto dagli annali. I successi in Italia e all'estero che Galliani e Berlusconi continuano a rivendicare stanno diventanto un ricordo sempre più lontano e sbiadito. Il comportamento in camponato è quello di una squadra irriconoscibile. Rimane ancora questa ultima opportunità di passare il turno in Champions, che però è oggettivamente molto complicata contro una squadra, l'Atletico, che è in testa al campinato e si gioca il titolo con il Real: anche il tifoso rossonero più innamorato difficilmente può illudersi. Il Milan di quest'anno è un mix tra ex buoni giocatori, campioni come Kakà e calciatori che tre-quattro anni fa la maglia rossonera non l'avrebbero neanche sognata. Galliani lo ha detto chiaramente: il Milan non può più competere con i club europei più importanti per prendere grandi campioni. Il tentativo fatto negli ultimi anni di allestire una squadra competitiva con giocatori discreti è fallito: si può mettere in panchina il migiore allenatore del mondo, ma senza campioni non si vince. Un'alternativa valida a questo punto sarebbe vendere la società e trovare qualcuno che voglia investire per far tornare la squadra a livelli competititv in Italia e in Europa: è evidente che Berlusconi non vuole più spendere. L'episodio Tevez è emblematico di quello che è successo al Milan negli ultimi due anni: l'idea di vendere Pato e prendere l'argentino era buona ma fu resa vana da interessi diversi. Magari al Milan l'impatto di Tevez sul campionato italiano non sarebbe stato lo stesso, troppo evidente il divari rispetto alla Juve, ma per il Milan sarebbe stato un ottimo colpo.
In Europa, e nel torneo più importante, c'è ancora il Milan, ma il tentativo di Seedorf di imporre una nuova mentalità e gioco sta fallendo ed è sempre più concreto il rischio che questa stagione rossonera si trasformi in un incubo da cancellare al più presto dagli annali. I successi in Italia e all'estero che Galliani e Berlusconi continuano a rivendicare stanno diventanto un ricordo sempre più lontano e sbiadito. Il comportamento in camponato è quello di una squadra irriconoscibile. Rimane ancora questa ultima opportunità di passare il turno in Champions, che però è oggettivamente molto complicata contro una squadra, l'Atletico, che è in testa al campinato e si gioca il titolo con il Real: anche il tifoso rossonero più innamorato difficilmente può illudersi. Il Milan di quest'anno è un mix tra ex buoni giocatori, campioni come Kakà e calciatori che tre-quattro anni fa la maglia rossonera non l'avrebbero neanche sognata. Galliani lo ha detto chiaramente: il Milan non può più competere con i club europei più importanti per prendere grandi campioni. Il tentativo fatto negli ultimi anni di allestire una squadra competitiva con giocatori discreti è fallito: si può mettere in panchina il migiore allenatore del mondo, ma senza campioni non si vince. Un'alternativa valida a questo punto sarebbe vendere la società e trovare qualcuno che voglia investire per far tornare la squadra a livelli competititv in Italia e in Europa: è evidente che Berlusconi non vuole più spendere. L'episodio Tevez è emblematico di quello che è successo al Milan negli ultimi due anni: l'idea di vendere Pato e prendere l'argentino era buona ma fu resa vana da interessi diversi. Magari al Milan l'impatto di Tevez sul campionato italiano non sarebbe stato lo stesso, troppo evidente il divari rispetto alla Juve, ma per il Milan sarebbe stato un ottimo colpo.