Il Milan si è arreso ai tifosi
Una delle più grandi società di calcio del mondo, con la bacheca più ricca di trofei, ha di fatto istituzionalizzato che una squadra debba rendere conto di sconfitte e brutte prestazioni, agli ultrà, ai capi tifosi. Brutta scena quella di Milano. Una pagina nera per il nostro calcio, come quelle dei giocatori del Genoa costretti togliersi le maglie dai tifosi o come quella di questa ultima settimane con le offese alla famiglia Scirea.
Io non so se Galliani si sia reso conto dell'importanza di quella decisione, ma di fatto i tifosi sono usciti dalle curve e sono entrati nello spogliatoio, sono diventati insieme al presidente e ai dirigenti, una controparte di allenatore e giocatori a cui rendere conto. Probabilmente era tanta la delusione e l'amarezza della brutte sconfitte con Atletico Madrid e Parma da aver tolto a Seedorf, uno dei calciatori più intelligenti, e Kakà la lucidità per opporsi a quell'ordine della società. Io ho gi…
Io non so se Galliani si sia reso conto dell'importanza di quella decisione, ma di fatto i tifosi sono usciti dalle curve e sono entrati nello spogliatoio, sono diventati insieme al presidente e ai dirigenti, una controparte di allenatore e giocatori a cui rendere conto. Probabilmente era tanta la delusione e l'amarezza della brutte sconfitte con Atletico Madrid e Parma da aver tolto a Seedorf, uno dei calciatori più intelligenti, e Kakà la lucidità per opporsi a quell'ordine della società. Io ho gi…
Una delle più grandi società di calcio del mondo, con la bacheca più ricca di trofei, ha di fatto istituzionalizzato che una squadra debba rendere conto di sconfitte e brutte prestazioni, agli ultrà, ai capi tifosi. Brutta scena quella di Milano. Una pagina nera per il nostro calcio, come quelle dei giocatori del Genoa costretti togliersi le maglie dai tifosi o come quella di questa ultima settimane con le offese alla famiglia Scirea.
Io non so se Galliani si sia reso conto dell'importanza di quella decisione, ma di fatto i tifosi sono usciti dalle curve e sono entrati nello spogliatoio, sono diventati insieme al presidente e ai dirigenti, una controparte di allenatore e giocatori a cui rendere conto. Probabilmente era tanta la delusione e l'amarezza della brutte sconfitte con Atletico Madrid e Parma da aver tolto a Seedorf, uno dei calciatori più intelligenti, e Kakà la lucidità per opporsi a quell'ordine della società. Io ho giocato al calcio e di fischi e insulti ne ho presi tanti: ma ognuno stava al suo posto. Quando si perdeva ci chiudevamo negli spogliatoi e si parlava tra di noi, al massimo qualche volta partecipava il presidente. Ma tutto rimaneva all'interno della squadra. Mai avrei accettato di rendere conto del mio lavoro ai tifosi. Loro pagano il biglietto, vanno in tribuna e poi sono liberi di applaudire o fischiare se non sono contenti. Il limite invalicabile è proprio lo spogliatoio.
Provo ad immaginare il surreale dialogo di ieri: i tifosi ad accusare i giocatori di scarso impegno e Kakà a rispondere: "Non è vero. abbiamo sempre onorare la maglia...". I tifosi ad accusarli di dolce vita e Balotelli: "Massimo a letto a mezzanotte...". E i tifosi uscire tronfi e contenti: "Avete visto? Hanno fatto i conti con noi..".
E' vero contestazione finita, ma a che prezzo? E ora quale sarà il prossimo passo? Alla prossima sconfitta del Milan che succederà? Vertice ad Arcore tra Galliani, Silvio e Barbara Berlusconi e una decina di capi tifosi...
Io non so se Galliani si sia reso conto dell'importanza di quella decisione, ma di fatto i tifosi sono usciti dalle curve e sono entrati nello spogliatoio, sono diventati insieme al presidente e ai dirigenti, una controparte di allenatore e giocatori a cui rendere conto. Probabilmente era tanta la delusione e l'amarezza della brutte sconfitte con Atletico Madrid e Parma da aver tolto a Seedorf, uno dei calciatori più intelligenti, e Kakà la lucidità per opporsi a quell'ordine della società. Io ho giocato al calcio e di fischi e insulti ne ho presi tanti: ma ognuno stava al suo posto. Quando si perdeva ci chiudevamo negli spogliatoi e si parlava tra di noi, al massimo qualche volta partecipava il presidente. Ma tutto rimaneva all'interno della squadra. Mai avrei accettato di rendere conto del mio lavoro ai tifosi. Loro pagano il biglietto, vanno in tribuna e poi sono liberi di applaudire o fischiare se non sono contenti. Il limite invalicabile è proprio lo spogliatoio.
Provo ad immaginare il surreale dialogo di ieri: i tifosi ad accusare i giocatori di scarso impegno e Kakà a rispondere: "Non è vero. abbiamo sempre onorare la maglia...". I tifosi ad accusarli di dolce vita e Balotelli: "Massimo a letto a mezzanotte...". E i tifosi uscire tronfi e contenti: "Avete visto? Hanno fatto i conti con noi..".
E' vero contestazione finita, ma a che prezzo? E ora quale sarà il prossimo passo? Alla prossima sconfitta del Milan che succederà? Vertice ad Arcore tra Galliani, Silvio e Barbara Berlusconi e una decina di capi tifosi...