Vincendo con l'Udinese la Juventus ha praticamente chiuso i giochi nella corsa al suo terzo scudetto consecutivo. Una vera impresa, non paragonabile per difficoltà ai cinque vinti negli anni trenta, quando il livello competitivo era oggettivamente diverso. In realtà di dubbi non è che ce ne fossero molti, anche perché quel certo appannamento atletico che da qualche parte veniva ventilato, a mio parere non c'è mai stato. La Juve in realtà stanca non lo è mai stata. Quando metti sempre la gamba, quando resti sempre concentrato, quando mantieni inalterata l'intensità di gioco, non è possibile parlare di calo. Con il Lione rispetto alla gara di Udine la Juventus ha giocato meno bene, ma non è vero che ha corso di meno.
Per quanto riguarda poi il lato mentale, questo campionato è stato quello del capolavoro di Conte. Dopo aver vinto due scudetti, trasmettere alla squadra questa ferocia agonistica, la capacità di lottare su ogni pallone, è senza dubbio merito dell'allenatore. Magari Conte a volte può sembare ripetivivo, un po' stressante nei rapporti, ma con uno come lui è difficile fallire. Si può dire che ha allenato la voglia di vincere. Lo dimostra un campionato strepitoso, nel quale alla Juventus è 'bastato' giocare con la stessa intensità - a volte anche superiore - alle altre squadre, per poter poi prevalere grazie ad una superiorità tecnica netta nei confronti delle altre squadre, fatta eccezione per la Roma, che si è mostrata quasi allo stesso livello.
Si può dire che in una intera stagione la Juve abbia sbagliato solo i venti minuti finali di Firenze e le gare contro Galatasaray e Copenaghen, per il resto la macchina è stata perfetta. Ora c'è l'Europa League, ed il Benfica è un test di straordinaria importanza per mostrare anche in Europa, contro squadre che rispetto alla maggior parte delle nostre giocano decisamente meglio, un salto di qualità. Infine, giusto sottolineare il duello a distanza tra Buffon e Scuffet, passato e presente dei nostri portieri contro il futuro. Stavolta Scuffet ha sentito l'emozione per un paragone tanto importante e sui due gol non è stato impeccabile. Paradossalmente, meglio così, è giusto che capiti questo ad un ragazzo di diciasette anni.
Per quanto riguarda poi il lato mentale, questo campionato è stato quello del capolavoro di Conte. Dopo aver vinto due scudetti, trasmettere alla squadra questa ferocia agonistica, la capacità di lottare su ogni pallone, è senza dubbio merito dell'allenatore. Magari Conte a volte può sembare ripetivivo, un po' stressante nei rapporti, ma con uno come lui è difficile fallire. Si può dire che ha allenato la voglia di vincere. Lo dimostra un campionato strepitoso, nel quale alla Juventus è 'bastato' giocare con la stessa intensità - a volte anche superiore - alle altre squadre, per poter poi prevalere grazie ad una superiorità tecnica netta nei confronti delle altre squadre, fatta eccezione per la Roma, che si è mostrata quasi allo stesso livello.
Si può dire che in una intera stagione la Juve abbia sbagliato solo i venti minuti finali di Firenze e le gare contro Galatasaray e Copenaghen, per il resto la macchina è stata perfetta. Ora c'è l'Europa League, ed il Benfica è un test di straordinaria importanza per mostrare anche in Europa, contro squadre che rispetto alla maggior parte delle nostre giocano decisamente meglio, un salto di qualità. Infine, giusto sottolineare il duello a distanza tra Buffon e Scuffet, passato e presente dei nostri portieri contro il futuro. Stavolta Scuffet ha sentito l'emozione per un paragone tanto importante e sui due gol non è stato impeccabile. Paradossalmente, meglio così, è giusto che capiti questo ad un ragazzo di diciasette anni.