Visti dall'ala

Juventus, il segreto è Conte. Milan senza guida

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Conte e la società, un binomio incredibile che ha permesso alla Juventus di dominare il campionato e arrivare al terzo scudetto consecutivo, ormai sicuro. Il club bianconero ha messo a disposzione del tecnico una rosa straordinario: nella partita contro il Bologna, che la Juve ha vinto senza rischiare nulla, in panchina c'erano Tevez, Osvaldo, Quagliarella e Vucinic, quattro attaccanti che sarebbero titolari praticamente in tutte le altre squadre, più giocatori del calibro di Vidal e Caceres: ma per fare abituare alla vittoria questa squadra, già dal potenziale eccezionale, è stata decisiva la mano di Conte. La qualità del tecnico che ha fatto la differenza è stata la voglia di entrare nella storia vincendo il terzo scudetto consecutivo: si poteva pensare a un rilassamento, invece la voglia, la cattiveria agonistica e la mentalità da grande gruppo non sono mai venute mano. E questo è bastato per vincere quasi tutte le partite.

Il campionato ha avuto interesse fino a oggi e non è stato cbiuso da quattro-cinque partite solo perché quella della Roma è stata una stagione incredibile: se i giallorossi non avessero gettato al vento alcune partite (vedi Cagliari e Sassuolo all'Olimpico), sarebbero ancora più vicini ai bianconeri, e questo non fa che aumentare i meriti delle due squadre che hanno dominato il campionato. La Juve partiva da due scudetti, la Roma veniva invece da due stagioni da dimenticare. Bravo quindi Conte, ma bravo anche Garcia che al suo primo anno in Italia ha centrato la qualificazione diretta alla Champions League.

E' surreale quanto accade ormai da mesi al Milan: è evidente che in casa rossonera manchi una guida. E' incredibile che una società come il Milan non sia in grado di confermare un allenatore chiamato tre mesi fa, che intanto si è rimesso in corsa per l'Europa e ha colto cinque vittorie consecutive. Non si capisce chi fa le scelte tecniche, non si riesce nemmeno a comprendere chi vuole difendere il tecnico e se c'è la volonta di farlo. E' giusto che un presidente si prenda i meriti se la squadra vince, ma deve anche assumersi le proprie responsabilità se la società non fa più quello che ha fatto per 25 anni. La situazione di Seedorf è quella di una società senza più una testa. Non è da Milan che Galliani non possa confermarlo.

L'Inter ha un piede e mezzo in Europa League e così salva la stagione. Mazzarri è pienamente in sella, si prende le sue responsabilità, il suo lavoro è positivo. Il Napoli invece non è migliorato dagli anni scorsi, rimane una grande incompiuta: è una buona realtà, ma nonostante l'esperienza di Benitez in campo internazionale non ha acquisito la mentalità per fare il salto di qualità. Gli azzurri sono stati bravi nelle partite importanti mentre hanno fallito spesso contro le squadre medio piccole: e quando una squadra non riesce sempre ad entrare in campo con la stessa determinazione, le responsabilità sono dell'allenatore.