Visti dall'ala

Germania-Brasile, Loew è più avanti rispetto a Scolari

2 minuti di lettura
Sono le due semifinali più attese. Le giocheranno quattro big del calcio mondiale, dopo un torneo molto divertente soprattutto per merito delle piccole. Però, 'purtroppo', il calcio è anche uno sport in cui contano anche tradizione, personalità, ed alla fine le outsider pur avvicinandosi alla grande impresa - ne è esempio il Costarica - perdono. Parto nella mia disamina da Brasile-Germania. Mi aspetto una gara tattica, non particolarmente spettacolare: la paura di uscire stritolati dalla conseguenze di un ko incide inevitabilmente anche sul gioco. Fermo restando che tutto può succedere, a mio avviso la squadra tedesca è migliore di quella brasiliana. Forse la Seleçao è più forte in difesa, ma pur essendo Dante un ottimo giocatore, l'assenza di Thiago Silva potrebbe farsi sentire. A centrocampo ed in attacco però non c'è partita, la Germania ha più quantità e qualità. Inoltre l'assenza di Neymar non può non incidere, anche perché il centravanti del Brasile Fred lo vedo malissimo tenendo conto per il paese che rappresenta. Una volta gli uomini gol si chiamavamo Pelè, Jairzinho, Zico, Careca, Romario, Ronaldo, non devo aggiungere altro...

Inoltre mi sembra ci sia differenza anche a livello di tecnici. Loew è il perfetto compromesso tra il gioco di attacco e quello di difesa. Bada a non prendere gol ma in testa ha sempre l'idea di come farlo. Scolari invece mi sembra che come filosofia e mentalità sia arretrato. Punta sull'orgoglio, sull'impatto emotivo, ma in fondo cerca di risolvere le partite sui calci di angolo e sulle punizioni. Magari in una gara come questa conta l'episodio, può anche vincere, ma il progetto di gioco latita. Chiarisco, anche vincere le partite con una tattica difensiva vecchio stile è degno di rispetto, ma io preferisco un altro calcio. A proposito di punizioni, vorrei dire qualcosa sulla battuta di piatto da 30 metri di David Luiz. Con i palloni di una volta non sarebbe stato possibile, ma questo fa parte dei nostri tempi: tra materiali, palloni, televisioni, commenti di esaltazione (anche i miei) giocatori normali diventano fenomeni. La cosa calza alla perfezione sui giocatori dell'Italia, anche se ci sono delle eccezioni. Ad esempio Pirlo, per fare un nome, Pirlo sarebbe stato un grande anche venti anni fa.

Passiamo ad Argentina-Olanda. Qui non vedo una netta favorita, anche se la filosofia del tecnico degli olandesi van Gaal fa bene al calcio. E' uno stratega geniale, ma non mi riferisco tanto alla trovata di far entrare Krul per i rigori contro il Costarica, quanto al fatto di far giocare Kuyt terzino. Sarebbe bello che tutti gli allenatori che hanno giocatori dai piedi buoni ma di grande corsa, li facessero giocare in difesa sulle fasce in modo da lanciare un messaggio, quello di vincere le partite attaccando, magari beccando gol ma segnandone uno più dell'altro.

Chi parla di Olanda antistorica, con marcature troppo rigide, per me cade in un equivoco. Van Gaal giustamente pensa alla difesa, ci mancherebbe, solo che lo fa 40 metri più in alto degli altri. L'Argentina invece a giocare all'attacco ci è costretta, anche perchè il suo enorme potenziale ce l'ha tutto o quasi davanti. Sabella a livello di strategia probabilmente non ha lo stesso coraggio, si può anche dire la stessa presuzione di van Gaal, tanto che stavolta probabilmente opterà per il gioco in contropiede. L'Olanda farà la partita, van Gaal cercherà di stanare Messi, lo farà con audacia e presuzione, ma i rischi saranno altissimi. I giocatori dell'Argentina non sono quelli del Coatarica... Sarà inoltre la partita di due tra le grandi stelle di questo mondiale, Messi e Robben. Non penso che il paragone regga però, Messi è pura poesia, Robben è grandevole fantasia. L'argentino è un fuoriclasse, l'olandese è 'solo' un campione.