Il campionato italiano da qualche anno prende gli scarti delle grandi squadre europee. Da quando sono stati ceduti al Psg Thiago Silva e Ibrahimovic, gli ultimi campioni che c'erano in Italia, non sono più arrivati fenomeni. Abbiamo preso gli scarti di Chelsea, Manchester United e Real Madrid: ad esempio Tevez, Higuain, Fernando Torres, Morata, i difensori del Napoli. A conti fatti gli unici ad avere avuto un risultato straordinario sono stati i giovani. Su tutti Pogba della Juve, giocatore di grande prospettiva a cui è difficile rinunciare e che farebbe il titolare dappertutto. Tevez, Higuain e Gervinho hanno fatto bene, ma giocatori di prima fascia non li abbiamo più e non arriveranno più per due motivi. Il primo è che non ci sono i soldi necessari per comprarli. Il secondo è culturale. A parità di stipendio il grande giocatore va in campionati che hanno una cultura sportiva diversa dalla nostra. Per i grandi campioni questo conta tantissimo non trovarsi un tifoso che ti rompe la macchina se le cose non vanno bene, conta entrare in stadi dove i cori razzisti non siano un'abitudine.
Possiamo risollevarci solo investendo in vivai, maestri, mentalità, tecnica individuale, in fantasia. Detto così sembra utopia, ma dare il pallone a 20 bambini e dir loro di giocare sarebbe importantissimo per capirne attitudini e personalità. Ma se fino ai 14 anni li ingabbi in schemi, la mentalità sarà sempre sparagnina. Tutto quello che dice Zeman, specialista nel gioco d'attacco va bene, va bene lo stratega Conte, va bene Allegri e suo puntare sul gioco, va bene la personalità di Garcia. Ma il problema non sono i tecnici, sono le scuole dove non crescono più giocatori all'altezza, e l'Italia è il primo in paese europeo dove non ci sono più. Più che la federazione ci devono pensare i grandi club, altrimenti devono accontentarsi di soffiare talenti come Pogba alle big europee.
Parlerei anche dei tre giocatori che stanno tenendo banco in questa fase di mercato. Sneijder, per il quale la Juve sta trattando con il Galatasaray: grande giocatore, ma sei anni fa... Poi è andato calando costantemente, anche se 15 partite di campionato alla grande dietro le punte, come lo vedrebbe Allegri, le può fare. Podolski all'Inter: bravo giocatore, ma non è uno che ti stravolge la squadra. Infine Gabbiadini: mi fido di Mihajlovic, che ne ha criticato l'aspetto caratteriale. Tecnicamente è bravo ma va verificato se la la stoffa per diventare un campioncino.
sono partite decisive per quanto riuguarda la distanza tra jubve e rome, credo che alla fine conteranno gli scontri diretti.
Possiamo risollevarci solo investendo in vivai, maestri, mentalità, tecnica individuale, in fantasia. Detto così sembra utopia, ma dare il pallone a 20 bambini e dir loro di giocare sarebbe importantissimo per capirne attitudini e personalità. Ma se fino ai 14 anni li ingabbi in schemi, la mentalità sarà sempre sparagnina. Tutto quello che dice Zeman, specialista nel gioco d'attacco va bene, va bene lo stratega Conte, va bene Allegri e suo puntare sul gioco, va bene la personalità di Garcia. Ma il problema non sono i tecnici, sono le scuole dove non crescono più giocatori all'altezza, e l'Italia è il primo in paese europeo dove non ci sono più. Più che la federazione ci devono pensare i grandi club, altrimenti devono accontentarsi di soffiare talenti come Pogba alle big europee.
Parlerei anche dei tre giocatori che stanno tenendo banco in questa fase di mercato. Sneijder, per il quale la Juve sta trattando con il Galatasaray: grande giocatore, ma sei anni fa... Poi è andato calando costantemente, anche se 15 partite di campionato alla grande dietro le punte, come lo vedrebbe Allegri, le può fare. Podolski all'Inter: bravo giocatore, ma non è uno che ti stravolge la squadra. Infine Gabbiadini: mi fido di Mihajlovic, che ne ha criticato l'aspetto caratteriale. Tecnicamente è bravo ma va verificato se la la stoffa per diventare un campioncino.
sono partite decisive per quanto riuguarda la distanza tra jubve e rome, credo che alla fine conteranno gli scontri diretti.